Differenze tra le versioni di "Klaus Kinski"

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*Non ho mai rispettato nessuno, né posso dire di aver imparato da qualcuno, se mai dai vecchi film classici, oppure da Eisenstein e Kurosawa. Gli altri non hanno nulla da insegnarmi, né i grandi registi con cui ho lavorato, né quelli dei film brutti che ho fatto. È vero, ne ho fatto tanti, come una puttana mi sono venduto per soldi, ma ho sempre scelto io a chi vendermi e a quale prezzo. Che fosse un film di prima categoria, o di seconda o di terza, ho dato me stesso con lo stesso impegno, con la stessa voglia di dare emozione. Non so se c'entra la mia infanzia povera, segnata dal rumore ossessivo e incessante della macchina da cucire con cui mia madre confezionava ad ogni ora del giorno e della notte borse di stoffa gommata per rimediare qualche soldo in più, però il mio rapporto con il denaro è molto particolare. Servono per comprarmi la libertà, per me sono un elemento naturale, come l'aria, la luce, l'acqua. Posso pretendere centinaia di sterline da una dama inglese che vuole intrattenere i suoi ospiti con il monologo dell'Amleto ed esibirmi per un bicchiere di vino sul tavolo di una bettola piena di ubriaconi che faccio commuovere con Villon. Paganini si comportava allo stesso modo.
*{{NDR|Su [[Niccolò Paganini]]}} Era l'espressione della musica stessa, il suo corpo ne viveva le vibrazioni, bruciante sempre di febbre, evocava qualcosa di soprannaturale. Dava così totalmente se stesso quando suonava, che ne usciva sfinito, distrutto da crisi che sembravano epilettiche. Come lui, anch'io non sento radici. Lui apparteneva alla sua musica. Io non sono né polacco, né tedesco, preferirei essere russo, il carattere russo mi corrisponde meglio. Ma non ho nostalgie per nessun paese, sto bene ovunque ci sia gente che mi piace, ovunque posso trovare un albero o un fiore che può rendere bello il mondo, ovunque ci sia amore.
 
==''Kinski Uncut''==
*Sì, ho la violenza in me, ma nessuna violenza negativa. La mia violenza è la violenza dell'uomo libero che si rifiuta di sottomettersi. La creazione è violenta. La vita è violenta. La nascita è un processo violento. Le tempeste e i terremoti sono dei movimenti violenti della natura. La mia violenza è la violenza della vita. Non è la violenza contro la natura, come la violenza dello stato, che manda vostri figli al mattatoio, vi uccide la mente, e vi strappa le anime!
:''Yeah, I've got violence in me, but no negative violence. My violence is the violence of the free man who refuses to knuckle under. Creation is violent. Life is violent. Birth is a violent process. Tempests and earthquakes are violent movements of nature. My violence is the violence of life. It is not violence against nature, like the violence of the state, which sends your kids to the slaughterhouse, deadens your minds, and drives out your souls!'' (p. 2)
 
*Ciò che insegnano in queste scuole di recitazione sono delle cazzate incredibili, da far rizzare i capelli. A quanto pare, l'Actors Studio in America è la peggiore. Gli studenti là imparano come essere naturali - ovvero, si dimenano, si scaccolano e si grattano le palle. Questa stronzata si chiama "[[method acting]]". Come si può "insegnare" a qualcuno ad essere un attore? Come si può insegnare a qualcuno come e cosa provare e come esprimerlo? Come può qualcuno insegnarmi come ridere o piangere? Come essere felice e come essere triste? Cosa sia il dolore, o la disperazione o la felicità? Cosa siano la povertà e la fame? Cosa siano l'odio e l'amore? Cosa sia il desiderio e l'appagamento? No, non voglio perdere tempo con questi deficienti arroganti.
:''What they teach in these acting schools is incredible, hair-raising crap. The Actors Studio in America is supposed to be the worst. There the students learn how to be natural - that is, they flop around, pick their noses, scratch their balls. This bullshit is known as "method acting." How can you "teach" someone to be an actor? How can you teach someone how and what to feel and how to express it? How can someone teach me how to laugh or cry? How to be glad and how to be sad? What pain is, or despair or happiness? What poverty and hunger are? What hate and love are? What desire is, and fulfillment? No, I don't want to waste my time with these arrogant morons.'' (p. 59)
 
*Durante una [[recitazione]], tutto funziona da solo. Ho risolto il mistero: devi sottometterti silenziosamente. Apriti e lasciati andare. Lascia che tutto ti penetri, anche le cose che fanno più male. Sopportalo. Fatti una ragione. Questa è la chiave magica! Il testo viene da solo, e il suo significato scuote l'anima. Di tutto il resto si occuperà la vita che deve essere vissuta senza risparmiarsi. Non devi permettere alle tue ferite di rimarginarsi; devi continuare a riaprirle per fare sì che le tue viscere diventino uno strumento meraviglioso capace di tutto. Tutto ciò ha il suo prezzo. Divenni così sensibile che non potevo vivere in condizioni normali. Ecco perché le ore tra le recitazioni sono le peggiori.
:''At a performance everything works out on its own. I've solved the mystery: You have to submit silently. Open up, let go. Let anything penetrate you, even the most painful things. Endure. Bear up. That's the magic key! The text comes by itself, and its meaning shakes the soul. Everything else is taken care of by the life one has to live without sparing oneself. You mustn't let scar tissue form on your wounds; you have to keep ripping them open in order to turn your insides into a marvelous instrument that is capable of anything. All this has its price. I become so sensitive that I can't live under normal conditions. That's why the hours between performances are worst.'' (pp. 72-73)
 
*Il [[flamenco]] dello Zingaro non ha niente a che fare con il flamenco per i turisti. Il vero flamenco è come il sesso.
:''The flamenco of the Gypsy has nothing to do with the flamenco for tourists. Real flamenco is like sex.'' (p. 179)
 
*{{NDR|Su [[Martine Carol]]}} Non è ossessionata solo dalle pellicce, ma colleziona anche vestiti, case, terreni, isole, e, più di tutto, i diamanti. Molti diamanti. Diamanti grandi. I più grandi hanno la taglia delle uova di piccione, e li indossa già a colazione. Provo pena per lei. Rinuncerebbe a tutto solo per essere qualche anno più giovane.
:''Not only is she obsessed with fur, she also collects clothes, houses, land, islands, and, above all, diamonds. Lots of diamonds. Big ones. The biggest are the size of pigeon eggs, and she's already wearing them for breakfast. I feel sorry for her. She'd give it all up just to be a couple of years younger.'' (p. 185)
 
*I western. Uno dopo l'altro. Diventano sempre più schifosi, e i cosiddetti registi diventano sempre più terra-terra. E più sono incompetenti, più si comportano in modo ostile.
:''Westerns. One after another. They get shittier and shittier, and the so-called directors get lousier and lousier. And the more incompetent they are, the more hostile they act.'' (p. 210)
 
*{{NDR|Su [[Werner Herzog]]}} Il suo linguaggio è goffo con un'indolenza da rospo, prolisso, pedante, smozzicato. Le parole gli si rovesciano dalla bocca in frasi frammentate, che egli trattiene il più possibile, come se stessero guadagnando interessi. Ci vuole un'eternità e un giorno poiché egli riesca a rigurgitare un ammasso di moccio cerebrale solidificato. Poi si contorce in un'estasi dolorosa, come se avesse zucchero sui suoi denti marci. Una macchina di ciance al rallentatore. Un modello obsoleto con un interruttore rotto — non può essere spento se non gli tagli del tutto la corrente elettrica. Quindi gli dovrei spaccare il grugno. No, dovrei metterlo KO. Ma anche se fosse privo di sensi, continuerebbe a parlare. Anche se gli si tagliassero le corde vocali, continuerebbe a parlare come un ventriloquo. Anche sgozzato e decapitato, inconsapevoli nuvolette gli penderebbero dalla bocca come gas emessi dalla putrefazione interna.
:''His speech is clumsy, with a toadlike indolence, long winded, pedantic, choppy. The words tumble from his mouth in sentence fragments, which he holds back as much as possible, as if they were earning interest. It takes forever and a day for him to push out a clump of hardened brain snot. Then he writhes in painful ecstasy, as if he had sugar on his rotten teeth. A very slow blab machine. An obsolete model with a non-working switch – it can't be turned off unless you cut off the electric power altogether. So I'd have to smash him in the kisser. No, I'd have to knock him unconscious. But even if he were unconscious he'd keep talking. Even if his vocal cords were sliced through, he'd keep talking like a ventriloquist. Even if his throat were cut and his head were chopped off, unconscious speech baloons still dangle from his mouth like gases emitted by internal decay.'' (p. 213)
 
*{{NDR|Su [[Werner Herzog]]}} Dovrebbe essere buttato vivo ai coccodrilli! Un'anaconda dovrebbe strangolarlo lentamente! Un ragno velenoso dovrebbe pungerlo e paralizzargli i polmoni! Il serpente più velenoso dovrebbe morderlo e fargli esplodere il cervello! No – gli artigli di una pantera dovrebbero sgozzarlo – sarebbe tanto meglio per lui! Grosse formiche rosse dovrebbero pisciargli negli occhi bugiardi e ingozzarsi delle sue palle e delle sue budella! Dovrebbe beccarsi la peste! La sifilide! La febbre gialla! La lebbra! Non serve a niente; più gli auguro le morti più atroci, più mi perseguita.
:''He should be thrown alive to the crocodiles! An anaconda should strangle him slowly! A poisonous spider should sting him and paralyze his lungs! The most venomous serpent should bite him and make his brain explode! No – panther claws should rip open his throat — that would be much too good for him! Huge red ants should piss into his lying eyes and gobble up his balls and his guts! He should catch the plague! Syphilis! Yellow fever! Leprosy! It's no use; the more I wish him the most gruesome deaths, the more he haunts me.'' (pp. 220-221)
 
*Herzog è un verme miserabile, odioso, malevolo, avaro, assetato di denaro, perfido, sadico, sleale e vigliacco. Il suo cosiddetto "talento" non consiste in altro che tormentare creature indifese e, se necessario, torturandole a morte o semplicemente assassinandole. Non gliene frega di niente e di nessuno tranne la sua carriera come cosiddetto cineasta. Spinto da una dipendenza morbosa al sensazionalismo, crea le difficoltà e i pericoli più insensati, rischiando l'incolumità e perfino le vite degli altri – giusto per poter dire alla fine che lui, Herzog, ha superato difficoltà che parevano insormontabili. Per i suoi film ingaggia ritardati e dilettanti pivelli su cui può tiranneggiare (e presumibilmente ipnotizzare!), e gli paga un salario da fame oppure un tubo. Utilizza anche aborti e storpi di ogni taglia e forma concepibile, semplicemente per rendere interessante la scena. Non ha neppure la più pallida idea su come girare i film. Ora non tenta neanche più di dirigere gli attori. Tempo fa, quando gli ordinai di chiudere il becco, rinunciò a chiedermi se sono disposto a seguire le sue stupide e noiose idee.
:''Herzog is a miserable, hateful, malevolent, avaricious, money-hungry, nasty, sadistic, treacherous, cowardly creep. His so-called "talent" consists of nothing but tormenting helpless creatures and, if necessary, torturing them to death or simply murdering them. He doesn't care about anyone or anything except his career as a so-called filmmaker. Driven by a pathological addiction to sensationalism, he creates the most senseless difficulties and dangers, risking other people's safety and even their lives – just so he can eventually say that he, Herzog, has beaten seemingly unbeatable odds. For his movies he hires retards and amateurs whom he can push around (and allegedly hypnotize!), and he pays them starvation wages or zilch. He also uses freaks and cripples of every conceivable size and shape, merely to look interesting. He doesn't have the foggiest inkling of how to make movies. He doesn't even try to direct the actors anymore. Long ago, when I ordered him to keep his trap shut, he gave up asking me whether I'm willing to carry out his stupid and boring ideas.'' (p. 222)
 
==Citazioni su Klaus Kinski==
===Sceneggiatura===
*''[[Kinski Paganini]]'' (1989)
 
==Bibliografia==
*Klaus Kinski, ''Kinski Uncut'', traduzione di Joachim Neugroschel, Bloomsbury Publishing PLC, 1996, ISBN 0747529787
 
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