Gianfranco Zigoni: differenze tra le versioni

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('''Gianfranco Cesare Battista Zigoni''' (1944 – vivente), ex calciatore italiano di ruolo attaccante.)
 
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[[File:Gianfranco Zigoni - 1960s - Juventus FC.jpg|thumb|Gianfranco Zigoni (anni 1960)]]
'''Gianfranco Cesare Battista Zigoni''' (1944 – vivente), ex calciatore italiano di ruolo attaccante.
 
'''Gianfranco Cesare Battista Zigoni''' (1944 – vivente), ex calciatore italiano di ruolo attaccante.
{{Int|Citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/zigoni_gianfranco.html ZIGONI GIANFRANCO: TRA CHE GUEVARA E PADRE PIO]''|Sebastiano Vernazza, ''storiedicalcio.altervista.org''.}}
 
==Citazioni di Gianfranco Zigoni==
{{Int2|''[https://web.archive.org/web/20080218180800/http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/02_Febbraio/15/zigoni_1502.shtml Zigoni, il genio ribelle con Juve e Roma nel cuore]''|Citato in Giuseppe Bagnati, ''Gazzetta.it'', 15 febbraio 2008.}}
*{{NDR|Su [[Heriberto Herrera]]}} Non vorrei definirlo un [[dittatore]] ma quasi. Lui voleva sempre vincere e noi calciatori siamo tutti stronzi. Lo scudetto del '67, quello conquistato all'ultima giornata è merito suo. Noi avevamo già mollato, lui no. L'Inter tecnicamente era superiore, la Juve una squadra operaia. Però abbiamo vinto e ce lo siamo anche meritato. [...] Una sera, dopo aver giocato in [[UEFA Champions League|Coppa Campioni]], quella di allora, mica la coppetta di adesso, contro l'Olympiakos, Heriberto bussa, entra in camera e mi assesta un pugno sullo stomaco. E urla: "Tua madre è una santa e tu sei un ''hijo de puta''". Io reagisco e poco dopo parliamo come se nulla fosse. Gli chiedo: ma perché? E lui: "durante la partita il difensore greco che ti marcava, è andato due volte all'attacco". [...] Mi sono preso un esaurimento nervoso. Heriberto mi ha distrutto mentalmente. Però era onesto, giocava chi era in forma.
*Alla [[Juventus Football Club|Juventus]] mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli [[Stile Juventus|imposto dalla società]], alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un [[Lager|campo di concentramento]]. Nell'ultima stagione in bianconero dicevo all'allenatore Rabitti: non ho voglia di giocare. [...] Ma ci sono rimasto male ad andar via della Juve. Traspedini, mio compagno, mi dice: "Che culo che hai avuto ad andare a Roma", anche se lui in [[Associazione Sportiva Roma|giallorosso]] non c'era mai stato.
*In un Verona-[[Società Sportiva Lazio|Lazio]], Ammoniaci, il terzino che forse ricordava i due gol che gli avevo fatto quando lui giocava nel Cesena, mi tratteneva per la maglia in continuazione. Non ne potevo più e gli ho mollato un cazzotto. Ammoniaci cade per terra senza dare segni di vita. Guidolin mi venne vicino: "Dio Bon, Zigo è morto". E io: "Speriamo così non mi trattiene più per la maglia".
*A una mia protesta, un guardalinee mi si avvicinò e mi disse "Cadi sempre, non stai in piedi". Era vero, ero stato con una donna fino alle cinque del mattino. Lo mandai a quel paese. A fine partita sto parlando col mio amico Faloppa del Vicenza. Arriva il guardalinee e mi chiese cosa gli avessi detto durante la partita. E io: "Come ti permetti di interrompermi mentre sto parlando. La bandierina te la cacci su per il culo". Mi costò sei giornate di squalifica e sei mesi di stipendio.
*Un giorno [[Ferrucco Valcareggi|Valcareggi]] mi disse che se avessi fatto una vita più regolata, sarei stato il più grande calciatore italiano. Ma ero fatto così. Quando ero in giornata e avevo voglia non bevevo e non fumavo. Per il resto: 40 Malboro al giorno, il whisky dopo pranzo, le birre, le donne: o ero un fenomeno io o erano scarsi gli altri. Mi sento fortunato.
 
{{IntInt2|Citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/zigoni_gianfranco.html ZIGONIZigoni GIANFRANCOGianfranco: TRAtra CHEChe GUEVARAGuevara Ee PADREpadre PIOPio]''|Testo di Sebastiano Vernazza,; citato in ''storiedicalcioStoriedicalcio.altervista.org''.}}
*A me ribolle il sangue quando sento i calciatori lamentarsi. Ueh, ragazzi: andate a fare un giro in miniera. Mio padre si è rovinato i polmoni a furia di lavorare nella fabbrica delle schifezze, uno stabilimento che ha ammazzato tanta gente di questo posto. Mio padre è morto e lui, il padrone, vive in un castello con parco annesso. Queste sono le ingiustizie. Se fosse vivo il [[Che Guevara|Comandante]]... Io da giovane volevo fare la rivoluzione.
*Ho accumulato più giorni di squalifica che gol perché non sottostavo ai soprusi degli arbitri. Dicono: bisogna credere alla buona fede di quei signori. Ma per favore, ho visto furti inimmaginabili e ho pagato conti salatissimi. Una volta mi diedero sei giornate di squalifica e trenta milioni di multa perché dissi a un guardalinee di infilarsi la bandierina proprio là. Trenta milioni degli anni Settanta: all’epoca con quei soldi compravi due appartamenti. Il prezzo della mia libertà di opinione.
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