Differenze tra le versioni di "Fernanda Pivano"

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*I giovani di oggi hanno bisogno di un blue print, che qualcuno dica loro cosa fare, perché oggi le situazioni politiche sono così drammatiche, le situazioni sociali sono così perverse che non sanno che cosa pensare, che cosa cosa fare.<ref>Dall'intervista rilasciata nel 1997 in occasione dell'ottantesimo compleanno, trasmessa da Radio Tre il 19 agosto 2009.</ref>
*Il libro, {{NDR|''[[Fight Club (romanzo)|Fight Club]]''}} tra il sadico e il noir, è ispirato dalla disperazione, dalla alienazione, dalla violenza che conducono la [[Generazione X]] alla più completa anarchia, affondata nell'angoscia dei giovani contemporanei.Ne risulta un esempio di nichilismo quasi psicopatico, o se si vuole di fondamentalismo anarchico, realizzato con invenzioni contenutistiche del tutto inconsuete e una struttura vagamente alla [[William Burroughs|William Burroughs]], dove associazioni e gruppi perversi vengono presentati in un linguaggio basato su ripetizioni fin troppo letterarie, su espressioni vernacolari del più recente slang e su termini medici a volte esoterici.<ref name=fightclub/>
*La mia fantasia viene continuamente abbracciata dalla dialettica senza confine di questo meraviglioso uomo di musica: a una voce dello stato borghese ormai irrispettoso, [[Giorgio Gaber|Gaber]] ha offerto una morale che risolvesse il potere e l'antipotere. Alle nostre risposte egoiste Gaber ha offerto il sarcasmo, quello in cui si nascondeva la soluzione definitiva: il sentimento. [...] Oh, Gaber, tu eri quello che un artista riesce a scoprire nell'anima del mondo sapendo che l'anima del mondo è sempre dalla parte sua.<ref>Citato in Pedrinelli, p. 112.</ref>
*{{NDR|«Cosa pensa di quei ragazzi che affollano i concerti e parlano a modo loro?»}} Mi guardano smarriti, aspettando il blue print, un modello di comportamento che io non posso dare. E ogni volta dico loro la stessa cosa: tocca a voi mostrare la strada dell'integrità e dell'onestà, sperando che gli adulti la seguano [...] Sono i giovani che devono riportare la realtà all'innocenza originaria.<ref>Da un'intervista rilasciata nel settembre 1998; citato in Aristea Canini, ''[https://www.bergamonews.it/2019/08/18/nanda-pivano-e-la-beat-generation-il-selvaggio-kerouac-si-fidava-solo-di-lei/320930/ Nanda Pivano e la Beat generation: il selvaggio Kerouac si fidava solo di lei]'', ''BergamoNews.it'', 18 agosto 2019 e in ''[http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=21081&sez=HOME_SPETTACOLO&npl=&desc_sez= il Messaggero.it]''.</ref>
*{{NDR|Sull'incendio al Torino Film Festival del 2001}} Mi pare una casualità troppo grossa, per essere davvero una coincidenza. Non credo a un fatto personale contro di me ma forse contro quel che rappresento. Sono cosi poco importante, che nessuno può averla con me come persona. Ma forse dà fastidio il mio buddismo: il mio pacifismo ad oltranza, il pacifismo non violento che rappresento. Non tutti amano gli scrittori che ho glorificato con questo film, non tutti amano questo paese, l'America. [...] Forse, chi ha fatto tutto questo non sa che a essere distrutta non è stata la pellicola di Facchini, ma l'intero magazzino che custodiva le pellicole del Festival. Sono addolorata, avrei fatto qualsiasi cosa per evitare questo trauma agli amici che sono venuti per me.<ref>Citato in Giovanna Favro, ''Un attentato contro di me: Fernanda Pivano: non può essere un caso'', ''La Stampa'', 23 novembre 2001, p. 11.</ref>
*Quanto vorrei che tu fossi sempre felice, quali che siano le tue scelte e ti augurassi che la tua scelta della libertà non ti tradisca mai [...] Diventerai sempre più bravo e io avrò sempre più soggezione di te e sempre meno posto nella tua vita. Sempre più rimpianto per un destino che non si poteva cambiare. Ma la tua fotografia con i ricciolini dei vent'anni l'avrò sempre con me anche se tu forse non la ricordi più.<ref>Da ''[http://www.plays.it/ipod/scritti/fernanda-pivano/663-11-marzo-buddhista 11 marzo Buddhista]'', ''Plays.it''.</ref>
*{{NDR|[[Cesare Pavese]]}} Quella sera aveva inghiottito la sua polvere assassina; nessuno di noi gliela aveva tolta dalle mani. Ci ha perdonato, ci ha chiesto perdono. Di che cosa? Che cosa avevo fatto, che cosa mi aveva fatto, che cosa ci aveva fatto dopo aver aiutato decine di scrittori a farsi conoscere, con quel suo viso tragico che aveva dimenticato il sorriso, quella sua vita segreta che non aveva svelato a nessuno, quella sua infinita conoscenza del mondo che non le è bastata per sopportarlo?<ref name=wallace/>
*{{NDR|Parlando di [[Giorgio Gaber]]}} Ricordo con emozione le sue proteste, le sue disperazioni, le sue speranze: non mi ha mai delusa. Aspettavo tremante la prossima rivelazione dei suoi sogni, delle sue delusioni, dei suoi scontri.<ref>Citato in Pedrinelli, p. 111.</ref>
*Se ho sbagliato perdonatemi: i sogni sono quasi sempre sbagliati, mi dicono. Eppure io non riesco a dimenticare la lezione forse più importante che mi ha dato il mio indimenticabile maestro [[Ernest Hemingway]]: "Ho fatto una pace separata".<ref>Da ''Ho fatto una pace separata'', Dreams creek Production.</ref>
*Si capisce che il mio grande guru del misticismo orientale è stato [[Allen Ginsberg]]. Ma il guru che per primo mi ha mostrato piccoli riti propiziatori, per esempio quando salvava la vita a un insetto o compiva un gesto gentile verso un ramo o una foglia alla vigilia di qualche avvenimento emozionante, è stato [[Cesare Pavese|Pavese]]. A consacrare l’amore, ma proprio come un guru in levitazione, è stato un vero grande mago, che infatti resta nascosto. E a darmi da leggere Il Ramo d’Oro di Frazer è stato Hemingway. Mi dispiace, sono monotona, i miei nomi sono sempre gli stessi. Forse il mio nuovo guru uscirà dalla tua generazione, che dici?<ref>''Dalla Pivano a Fernanda attraverso la Nanda'', intervista di Ottavio Rosati per "Cia Cook Book", Arcana ed., Roma, 1972 [http://www.plays.it/ipod/scritti/ottavio-rosati/590-dalla-pivano-a-fernanda-attraverso-la-nanda-intervista-di-ottavio-rosati-per-cia-cook-book-1973 riportata in Plays]</ref>
*Fernanda Pivano, ''Diari 1974-2009'', Bompiani, Milano, 2010. ISBN 978-88-452-5971-5
*Fernanda Pivano, ''Lo zio Tom è morto'', Bompiani, 2015. ISBN 978-88-452-8039-9.
*Andrea Pedrinelli (a cura di), ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', Kowalski, Milano, 2008. ISBN 978-88-7496-754-4
 
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