Attore: differenze tra le versioni

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*{{NDR|Sulla versatilità dell'attore}} In passato si faceva già così. Era la regola della tradizione. L'attore allora veniva chiamato il "promiscuo", poiché sapeva passare con disinvoltura dal vaudeville alla farsa, dalla commedia alla tragedia classica. ([[Gianrico Tedeschi]])
*Io credo che in tutti ci debba essere un'indole, alla base. Poi lo si può anche diventare per casi particolari della vita: sei bello o bella, il regista ti nota e ti sceglie per una determinata parte, entri in un mondo, ti ci appassioni e, se sei intelligente, studi. ([[Enzo Garinei]])
*Io penso che per il successo di un attore conti per il 90% la fiducia in se stessi e per il restante 10% la sua capacità recitativa. ([[Peter Mullan]])
*L'attore, come io lo intendo e come mi è stato insegnato, ha sempre la possibilità di dire delle cose vere, autentiche, se riesce a fare il vuoto dentro di sé per metterci altre parole e vivere altre vite, che ha più o meno sfiorate. Allora attraverso la parola geniale dei grandi autori che hanno vivisezionato l'essere umano, si riesce ancora ad avere quelle emozioni e quel piacere intimo che accompagna la lettura di una bella pagina di un libro o di una bella poesia. E noi vomitiamo queste cose che abbiamo chiuso a doppia mandata, ma che per incanto vengono aperte in momenti particolari con il pubblico. ([[Ugo Pagliai]])
*L'attore è il re del set. Se questo è il suo modo per concentrarsi, tu lo devi rispettare. Se vuole camminare sulle mani, tu lo aiuti a camminare sulle mani. Perché lui è l'attore e tu sei il suo schiavo. ([[Arianna Dell'Arti]], ''[[Boris (terza stagione)|Boris]]'')