Differenze tra le versioni di "Libri dei Re"

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*Non arrivarono mai tanti aromi quanti ne portò la regina di Saba a Salomone. Inoltre, la flotta di Chiram, che caricava oro in Ofir, portò da Ofir legname di [[sandalo citrino|sandalo]] in gran quantità e pietre preziose. Con il legname di sandalo il re fece ringhiere per il tempio e per la reggia, cetre e arpe per i cantori. Mai più arrivò, né mai più si vide fino ad oggi, tanto legno di sandalo. (I, 10, 10 – 12)
*Il re Salomone superò, dunque, per ricchezza e saggezza, tutti i re della terra. In ogni parte della terra si desiderava di avvicinare Salomone per ascoltare la saggezza che Dio aveva messo nel suo cuore. (I, 10, 23 – 24)
[[File:Ahijahs and Jeroboam.jpg|thumb|''Achia eprofetizza a Geroboamo'' (Gerard Hoet, 1728)]]
*Un uomo di Dio, per comando del Signore, si portò da Giuda a Betel, mentre [[Geroboamo]] stava sull'altare per offrire incenso. Per comando del Signore, quegli gridò verso l'altare: "Altare, altare, così dice il Signore: Ecco nascerà un figlio nella casa di Davide, chiamato [[Giosia]], il quale immolerà su di te i sacerdoti delle alture che hanno offerto incenso su di te, e brucerà su di te ossa umane". (I, 13, 1 – 2)
*{{NDR|Dopo aver lacerato il proprio mantello in dodici pezzi, rivolto a [[Geroboamo]]}} Prendine dieci pezzi, poiché dice il Signore, Dio di Israele: Ecco lacererò il regno dalla mano di Salomone e ne darò a te dieci tribù. A lui rimarrà una tribù a causa di Davide mio servo e a causa di Gerusalemme, città da me scelta fra tutte le tribù di Israele. Ciò avverrà perché egli mi ha abbandonato, si è prostrato davanti ad Astàrte dea di quelli di Sidòne, a Camos dio dei Moabiti, e a Milcom dio degli Ammoniti, e non ha seguito le mie vie compiendo ciò che è retto ai miei occhi, osservando i miei comandi e i miei decreti, come aveva fatto Davide suo padre. Non gli toglierò il regno di mano, perché l'ho stabilito capo per tutti i giorni della sua vita a causa di Davide, mio servo da me scelto, il quale ha osservato i miei comandi e i miei decreti. Toglierò il regno dalla mano di suo figlio {{NDR|[[Roboamo]]}} e ne consegnerò a te dieci tribù. A suo figlio lascerò una tribù perché a causa di Davide mio servo ci sia sempre una lampada dinanzi a me in Gerusalemme, città che mi sono scelta per porvi il mio nome. (I, 11, 31 – 36)
*Egli {{NDR|[[Geroboamo]]}} continuò a prendere qua e là dal popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderasse dava l'investitura e quegli diveniva sacerdote delle alture. Tale condotta costituì, per la casa di Geroboamo, il peccato che ne provocò la distruzione e lo sterminio dalla terra. (I, 13, 33 – 34)
[[File:Rehoboam's Insolence, by Hans Holbein the Younger.jpg|miniatura|upright=1.3|''L'insolenza di Roboamo'' ([[Hans Holbein il Giovane|Holbein]], 1530)]]
*{{NDR|[[Roboamo]]}}Rivolto risposealle duramentetribù aldi popolo respingendo il consiglio degli anziani; egli disse loro secondo il consiglio dei giovani:Israele}} "Mio padre vi ha imposto un giogo pesante; io renderò ancora più grave il vostro giogo. Mio padre vi ha castigati con fruste, io vi castigherò con flagelli". ([[Roboamo]]: I, 12, 13 – 14)
*Roboamo, giunto in Gerusalemme, convocò tutta la casa di Giuda e la tribù di Beniamino, centottantamila guerrieri scelti, per combattere contro Israele e per restituire il regno a Roboamo, figlio di Salomone. Ma il Signore disse a [[Semeia]], uomo di Dio: "Riferisci a Roboamo figlio di Salomone, re di Giuda, a tutta la casa di Giuda e di Beniamino e al resto del popolo: Dice il Signore: Non marciate per combattere contro i vostri fratelli israeliti; ognuno ritorni a casa, perché questa situazione è stata voluta da me". Ascoltarono la parola del Signore e tornarono indietro come aveva ordinato loro il Signore. (I, 12, 21 – 24)
*Un uomo di Dio, per comando del Signore, si portò da Giuda a Betel, mentre [[Geroboamo]] stava sull'altare per offrire incenso. Per comando del Signore, quegli gridò verso l'altare: "Altare, altare, così dice il Signore: Ecco nascerà un figlio nella casa di Davide, chiamato [[Giosia]], il quale immolerà su di te i sacerdoti delle alture che hanno offerto incenso su di te, e brucerà su di te ossa umane". (I, 13, 1 – 2)
[[File:Ahijahs and Jeroboam.jpg|thumb|''Achia e Geroboamo'' (Gerard Hoet, 1728)]]
*Egli {{NDR|[[Geroboamo]]}} continuò a prendere qua e là dal popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderasse dava l'investitura e quegli diveniva sacerdote delle alture. Tale condotta costituì, per la casa di Geroboamo, il peccato che ne provocò la distruzione e lo sterminio dalla terra. (I, 13, 33 – 34)
*Su, riferisci a [[Geroboamo]]: Dice il Signore, Dio di Israele: Io ti ho innalzato dalla turba del popolo costituendoti capo del popolo di Israele, ho strappato il regno dalla casa di [[Davide]] e l'ho consegnato a te. Ma tu non ti sei comportato come il mio servo Davide, che osservò i miei comandi e mi seguì con tutto il cuore, facendo solo quanto è giusto davanti ai miei occhi, anzi hai agito peggio di tutti i tuoi predecessori e sei andato a fabbricarti altri dèi e immagini fuse per provocarmi, mentre hai gettato me dietro alle tue spalle. Per questo, ecco, manderò la sventura sulla casa di Geroboamo, distruggerò nella casa di Geroboamo ogni maschio, schiavo o libero in Israele, e spazzerò la casa di Geroboamo come si spazza lo sterco fino alla sua totale scomparsa. ([[Achia]]: I, 14, 7 – 10)
*Il Signore stabilirà su [[Regno di Israele|Israele]] un suo re {{NDR|[[Baasa]]}}, che distruggerà la famiglia di [[Geroboamo]]. Inoltre il Signore percuoterà Israele, il cui agitarsi sarà simile all'agitarsi di una canna sull'acqua. Eliminerà Israele da questo ottimo paese da lui dato ai loro padri e li disperderà oltre il fiume perché si sono eretti i loro pali sacri, provocando così il Signore. Il Signore abbandonerà Israele a causa dei peccati di Geroboamo, commessi da lui e fatti commettere a Israele. ([[Achia]]: I, 14, 14 – 16)
*Nell'anno quinto del re Roboamo, il re di Egitto, [[Sisach]], assalì Gerusalemme. Costui depredò i tesori del tempio e vuotò la reggia dei suoi tesori. (I, 14, 25 – 26)
*Nell'anno ventitré di Ioas figlio di Acazia, re di Giuda, su Israele in Samaria divenne re [[Ioacaz (re d'Israele)|Ioacaz]] figlio di Ieu, che regnò diciassette anni. Fece ciò che è male agli occhi del Signore; imitò il peccato con cui Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto peccare Israele, né mai se ne allontanò. L'ira del Signore divampò contro Israele e li mise nelle mani di Cazaèl re di Aram e di Ben-Hadàd figlio di Cazaèl, per tutto quel tempo. Ma Ioacaz placò il volto del Signore. Il Signore lo ascoltò, perché aveva visto come il re di Aram opprimeva gli Israeliti. Il Signore concesse un liberatore a Israele. Essi sfuggirono al potere di Aram; gli Israeliti poterono abitare nelle loro tende come prima. Ma essi non si allontanarono dal peccato che la casa di Geroboamo aveva fatto commettere a Israele; anzi lo ripeterono. Perfino il palo sacro rimase in piedi in Samaria. Pertanto, di tutte le truppe di Ioacaz il Signore lasciò soltanto cinquanta cavalli, dieci carri e diecimila fanti, perché li aveva distrutti il re di Aram, riducendoli come la polvere che si calpesta. (II, 13, 1 – 7)
*Nell'anno trentasette di Ioas re di Giuda, su Israele in Samaria divenne re [[Ioas di Israele|Ioas]], figlio di Ioacaz, che regnò sedici anni. Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da tutti i peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere a Israele, ma li ripetè. (II, 13, 10 – 11)
*Egli {{NDR|[[Amasia (re)|Amasia]]}} fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non come Davide suo antenato: agì in tutto come suo padre Ioas. Solo non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incensi sulle alture. Quando il regno fu saldo nelle sue mani, uccise gli ufficiali che avevano assassinato il re suo padre. Ma non uccise i figli degli assassini, secondo quanto è scritto nel libro della legge di Mosè, ove il Signore prescrive: "I padri non moriranno per i figli né i figli per i padri, perché ognuno morirà per il suo peccato". (II, 14, 3 – 6)
*Nell'anno quindici di Amazia figlio di Ioas, re di Giuda, in Samaria divenne re [[Geroboamo II|Geroboamo]] figlio di Ioas, re di Israele, per quarantun anni. Egli fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da nessuno dei peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere a Israele. Egli ristabilì i confini di Israele dall'ingresso di Amat fino al mare dell'Araba secondo la parola del Signore Dio di Israele, pronunziata per mezzo del suo servo il profeta [[Giona (profeta)|Giona]] figlio di Amittai, di Gat-Chefer, perché il Signore aveva visto l'estrema miseria di Israele, in cui non c'era più né schiavo né libero, né chi lo potesse soccorrere. Egli che aveva deciso di non far scomparire il nome di Israele sotto il cielo, li liberò per mezzo di Geroboamo figlio di Ioas. (II, 14, 23 – 27)
*Nell'anno ventisette di Geroboamo re di Israele, divenne re [[Ozia|Azaria]] figlio di Amazia, re di Giuda. Quando divenne re aveva sedici anni; regnò in Gerusalemme cinquantadue anni. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Iecolia. Fece ciò che è retto agli occhi del Signore, secondo quanto fece Amazia sua padre. Ma non scomparvero le alture. Il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture. Il Signore colpì con la lebbra il re, che rimase lebbroso fino al giorno della sua morte in una casa appartata. [[Iotam (re)|Iotam]] figlio del re dirigeva la reggia e governava il popolo del paese. (II, 15, 1 – 5)
*Nell'anno trentotto di Azaria re di Giuda, in Samaria divenne re d'Israele per sei mesi [[Zaccaria (re)|Zaccaria]], figlio di Geroboamo. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, come l'avevano fatto i suoi padri; non si allontanò dai peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere a Israele. Ma [[Sallum|Sallùm]] figlio di Iabes congiurò contro di lui, lo assalì in Ibleam, lo uccise e regnò al suo posto. [...] Così si avverò la parola che il Signore aveva predetta a Ieu quando disse: "I tuoi figli siederanno sul trono di Israele fino alla quarta generazione". E avvenne proprio così. [...] Sallùm figlio di Iabes divenne re nell'anno trentanove di [[Ozia]] re di Giuda; regnò un mese in Samaria. Da Tirza avanzò [[Menachem]] figlio di Gadi, entrò in Samaria e sconfisse Sallùm, figlio di Iabes, l'uccise e divenne re al suo posto. [...] In quel tempo Menachem, venendo da Tirza, espugnò Tifsach, uccise tutti i suoi abitanti e devastò tutto il suo territorio, perché non gli avevano aperto le porte e fece sventrare tutte le donne incinte. (II, 15, 8 – 16)
*Nell'anno trentanove di Azaria re di Giuda, Menachem figlio di Gadi divenne re d'Israele e regnò dieci anni in Samaria. Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò dai peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere a Israele. Durante il suo regno Pul re d'Assiria invase il paese. Menachem diede a Pul mille talenti d'argento perché l'aiutasse a consolidare la regalità. Menachem impose una tassa, per quel denaro, su Israele, sulle persone facoltose, sì da poterlo dare al re d'Assiria; da ognuno richiese cinquanta sicli. Così il re d'Assiria se ne andò e non rimase là nel paese. (II, 15, 17 – 20)
*Nell'anno cinquanta di Azaria re di Giuda, divenne re [[Pekachia]] figlio di Menachem su Israele in Samaria; regnò due anni. Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò dai peccati che Geroboamo, figlio di Nebàt, aveva fatto commettere a Israele. Contro di lui congiurò [[Pekach]] figlio di Romelia, suo scudiero. L'uccise in Samaria nella torre della reggia insieme ad Argob e ad Arie e aveva con sé cinquanta uomini di Gàlaad; l'uccise e si proclamò re al suo posto. (II, 15, 23 – 20)
*Nell'anno cinquanta di Azaria re di Giuda, divenne re [[Pekach]] figlio di Romelia su Israele in Samaria; regnò vent'anni. Fece ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò dai peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere a Israele. Al tempo di Pekach re di Israele, venne [[Tiglatpileser III|Tiglat-Pilèzer]] re di Assiria, che occupò Ijjon, Abel-Bet-Maaca, Ianoach, Kedes, Cazor, Gàlaad e la Galilea e tutto il territorio di Nèftali, deportandone la popolazione in Assiria. Contro Pekach figlio di Romelia ordì una congiura [[Osea (re)|Osea]] figlio di Ela, che lo assalì e lo uccise, divenendo re al suo posto, nell'anno venti di [[Iotam (re)|Iotam]] figlio di Ozia. (II, 15, 27 – 30)
*Nell'anno secondo di Pekach figlio di Romelia, re di Israele, divenne re [[Iotam (re)|Iotam]] figlio di Ozia, re di Giuda. Quando divenne re, aveva venticinque anni; regnò sedici anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Ierusa figlia di Zadòk. Fece ciò che è retto agli occhi del Signore, imitando in tutto la condotta di Ozia suo padre. Ma non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture. Egli costruì la porta superiore del tempio. (II, 15, 32 – 35)
*Nell'anno diciassette di Pekach figlio di Romelia, divenne re [[Acaz]] figlio di Iotam, re di Giuda. Quando divenne re, aveva vent'anni; regnò sedici anni in Gerusalemme. Non fece ciò che è retto agli occhi del Signore suo Dio, come Davide suo antenato. Camminò sulla strada dei re di Israele; fece perfino passare per il fuoco suo figlio, secondo gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciati di fronte agli Israeliti. Sacrificava e bruciava incenso sulle alture, sui colli e sotto ogni albero verde. (II, 16, 1 – 4)
*Nell'anno decimosecondo di Acaz re di Giuda divenne re in Samaria su Israele [[Osea (re)|Osea]] figlio di Ela, il quale regnò nove anni. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, ma non come i re di Israele che erano stati prima di lui. Contro di lui marciò [[Salmanassar V|Salmanassar]] re d'Assiria; Osea divenne suo vassallo e gli pagò un tributo. Poi però il re d'Assiria scoprì una congiura di Osea, che aveva inviato messaggeri a So re d'Egitto e non spediva più il tributo al re d'Assiria, come faceva prima, ogni anno. Perciò il re d'Assiria lo fece imprigionare e lo chiuse in carcere. Il re d'Assiria invase tutto il paese, andò in Samaria e l'assediò per tre anni. Nell'anno nono di Osea il re d'Assiria occupò Samaria, deportò gli Israeliti in Assiria [...]. (II, 17, 1 – 6)