Differenze tra le versioni di "Friedrich Nietzsche"

*[[Beatitudini dai libri|Beati]] quelli che dimenticano, perché essi giungeranno a farla "finita" anche con le loro stupidaggini. (217; Rimini, 1996)
*Persino al buon gusto si addice un granello di torto. (221; 2007)
*[...] ''[[William Shakespeare|Shakspeare]]'', meravigliosa sintesi del gusto ispano-mauro-sassone, a proposito del quale un vecchio ateniese amico d'''[[Eschilo]]'' sarebbe scoppiato dalle risa o dal dispetto: ma noi accogliamo precisamente codesta accozzaglia di ciò che v'ha di più delicato, di più grossolano, di più artifizioso, con una certa segreta confidenza e cordialità, la gustiamo come una raffinatezza dell'arte, che fu riservata a noi soli e non ci lasciamo indisporre dalle esalazioni mefitiche, dalla prossima vicinanza della plebaglia inglese, in mezzo alla quale vivono l'arte ed il gusto {{sic|''shaksperiani''}}, allo stesso modo come quando ci troviamo a ''[[Napoli]]'' sulla riviera di ''Chiaia''; noi la seguiamo, affascinati e volonterosi, senza preoccuparci delle esalazioni che tramandano lo cloache dei quartieri della plebe. (224; 1898)
*Non è forse la [[vita]] cento volte troppo breve per annoiarvisi? (227; 2007)
*Quello che nella donna c'ispira rispetto e non di rado anche timore, è la di lei ''natura'', che è molto più ''naturale'' di quella dell'uomo, la di lei mobilità, l'agilità da vera bestia selvaggia, l'unghia della tigre che nasconde sotto il guanto profumato; il suo egoismo ingenuo, la sua inettezza ad esser educata, il suo essere intimamente selvaggio, l'inconcepibile, lo sconfinato, il divagante delle sue brame e delle sue virtù... Quello che ci ispira della pietà per codesto bel gatto pericoloso che chiamiamo «donna», si è che essa è più soggetta a soffrire, che è più sensibile, più bisognosa d'affetto, più accessibile alle disillusioni di qualsiasi altro animale. Timore e pietà, ecco i sentimenti che l'uomo sinora provava dinanzi alla donna, sempre con un piede nella tragedia, la quale dilania mentre entusiasma. Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? – Eh?<br>Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? E si lavorerebbe al disincantamento della donna? E si sta per formarne a poco a poco il più noioso degli esseri? ''Oh! Europa! Europa!'' (239; 1898)
*L'uomo nobile separa da sé quegli individui nei quali si esprime il contrario di tali stati di elevatezza e di fierezza – egli li disprezza. [...] È disprezzato il vile, il pauroso, il meschino, colui che pensa alla sua angusta utilità; similmente lo sfiduciato, col suo sguardo servile, colui che si rende abbietto, la specie canina degli uomini che si lascia maltrattare, l'elemosinante adulatore e soprattutto il mentitore. (260; 2007)
*[...] è possibile che oggi nel popolo, nel basso popolo, cioè tra i contadini, si trovi ancor sempre una relativa nobiltà del gusto, un senso della venerazione maggiore che nel ''demi monde'' dello spirito, lettore di giornale, nei dotti. (263; 1997)