Differenze tra le versioni di "Luca de Samuele Cagnazzi"

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* Esaminando allora me stesso relativamente alle cognizioni che avevano gli altri giovani miei coetanei, vidi che io era male istruito nelle materie legali ed ecclesiastiche, passabilmente nelle belle lettere, ma con sorpresa mi vidi fornito di cognizioni di matematica pura al pari de' primi Matematici napolitani della mia età, anzi superiore. Il solo che mi faceva ombra era Annibale Giordani. (p. 4)
* {{NDR|Francesco}} Conforti era di un'indole più cordata. Io lo amava assai, e mi piaceva molto conversarlo. Debbo assai alla sua confidenziale conversazione, più che alle sue lezioni. Io credo che sia la sorte più grande de' giovani ben intenzionati pel sapere l'avere la confidenza degli uomini grandi, e poterli riconoscere nella loro vita privata. (p. 5)
* {{NDR|Sulla [[Rivoluzione di Altamura]] (1799)}} Ciò non ostante vollero destinarmi Commissario del Cantone di Altamura. Io mi tenni riservata la carta, e non volli manifestare ciò ad alcunoperalcuno per due mesi. Intanto i spiriti fervidi della mia patria, tra i quali molti studenti che allora vi erano al nostro Liceo, volevano piantare l'albero, e predicavano libertà ed eguaglianza, il chache o mal annunziato o mal appreso dal popolo veniva preso per un sistema di libertà ed uguaglianza di beni, onde si erano accinti a dare il saccheggio alle case ricche. Io andava una mattina alla chiesa mentre il popolo era a ciò istigato,e fui interrogato da alcuni villani in Piazza, e dissi che la vera libertà ed eguaglianza era quella di Gesù Cristo insegnataci col Vangelo, e progredii alla Chiesa. [...] Spesso mi rimproveravano della moderazione che loro inculcava. Così fu mantenuto in calma il popolo di Altamura per circa due mesi. (pp. 17-18)
* {{NDR|Sulla [[Rivoluzione di Altamura]] (1799)}} Quello che avvenne ad Altamura nel saccheggio non mi fermo a dirlo avendone altri scritto. Dico solo che sono incredibili le scelleraggini commesse dai Calabresi sotto l'occhio del Cardinale Ruffo.<ref>Da ''La mia vita'', p. 20.</ref>
* L'economia è la scienza di trarre profitto immediato da tutto lo scibile. Su tutte le scienze si poggia l'Economia. Che giova sapere l'Economia senza l'estensione del sapere negli altri rami? Si saprà per casi e mai per principi. (p. 9)
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