Guido Mazzoni (letterato): differenze tra le versioni

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*[...] quel tanto lavoro {{NDR|del Guasti}} ricomparve tutto, in un armonico complesso, proprio là dove al Carducci, in un momento di malumore, parve che il Guasti fosse minore di sé; nei rapporti ed elogi accademici letti nella Colombaria e nella Crusca. Essi, e le prefazioni alle Lettere della Macinghi Strozzi e a quelle di Ser Lapo Mazzei, e altrettali prose, sono di attica venustà; non rettoricamente addobbate, e pure ornate; non fiorentinescamente plebee, e pure vivaci di ogni grazia toscana; non pedantescamente gravi, e pure piene di proficua dottrina nel sapiente ordine del periodare che si conveniva alla dignità delle occasioni. (Parte seconda, p. 1089)
 
Nell'eloquenza {{NDR|il Guasti}} non ebbe poesia, né la cercava, né si sforzò di simularla; bensì ebbe la forza tranquilla che, senza ostentarsi, sa rivelarsi, sicura di sé, nel ragionamento piano, nel tenue sorriso pungente, nell'aneddoto pittoresco, nelle sentenze vibrate, nell'affetto commovente. Recò nel suo scrivere la schiettezza popolana, l'accortezza signorile, la dottrina storica; e al bisogno si valse dei sali, e non gli mancò neppure un po' di pepe , per insaporire e per {{sic|iscottare}}. (Parte seconda, p. 1089)
 
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