In memoria di me: differenze tra le versioni

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==Citazioni su ''In memoria di me''==
*Con ''In memoria di me'' [[Saverio Costanzo]] [...] sfida la routine e s'addentra negli ardui territori del cinema spiritualistico alla [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]], [[Andrej Tarkovskij|Tarkovskji]], [[Robert Bresson|Bresson]], [[Alain Cavalier|Cavalier]] o, magari, alla [[Philip Gröning|Groning]], il giovane autore del recente ''[[Il grande silenzio (film 2005)|Il grande silenzio]]''. [...] il film esplora i travagli interiori di Andrea ([[Hristo Živkov|Christo Jivkov]]), un giovane bello, intelligente e disinvolto che sente di pretendere dalla vita qualcosa di più di ciò che i coetanei identificano come successo [...]. A suo agio nel set davvero esclusivo della chiesa ed ex monastero dell'isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, il regista [...] abusa degli austeri piani fissi, eppure è in grado di «spostare» continuamente i novizi Andrea, Zanna ([[Filippo Timi]]) e Panella ([[Fausto Russo Alesi]]) dagli spazi claustrofobici del vasto corridoio, della sala di refezione o di quella riservata agli esercizi spirituali alle vertiginose anse mentali che li trascinano laddove (forse) neppure gli onnipresenti padri superiori riescono a estendere il loro ossessivo controllo. ([[Valerio Caprara]])
*Dopo l'urgenza politica di ''[[Private (film)|Private]]'', [[Saverio Costanzo]] sorprende tutti con un film "fuori dal mondo", ''In memoria di me'', tutto chiuso nel seminario dove Andrea ([[Hristo Živkov|Christo Jivkov]]) si rifugia in cerca di quelle certezze che la vita non ha saputo dargli e che spera di trovare nei voti e nella regola religiosa. Rarefatto e misterioso come i silenziosi ambienti del convento sull'isola di San Giorgio, a Venezia, dove è stato girato, il film mette in scena i grandi interrogativi della religione cristiana attraverso lo scontro di alcuni personaggi simbolo. [...] A Costanzo non interessa dare risposte univoche o risolvere dibattiti teologici, piuttosto vuole fare emergere il nodo, a volte doloroso, che si nasconde dietro quelle posizioni e che spinge i vari personaggi a scelte di vita diverse, se non opposte. Autore anche della sceneggiatura, che scarnifica il romanzo ''Lacrime impure'' di [[Furio Monicelli]], Costanzo usa i silenzi, le architetture, gli sguardi, le regole di vita per rendere palpabile la tensione che ogni novizio porta dentro di sé, più preoccupato di farci condividere un'atmosfera che non di parteggiare per questo o per quello. Dimostrando così di aver raggiunto una maturità espressiva e una padronanza narrativa di prim'ordine. ([[Paolo Mereghetti]])
*Nessun alto prelato ha visto il film, anche perché l'ho finito martedì scorso, ma credo che potrebbe cadere nella totale indifferenza del Vaticano. Se poi il bacio metterà a disagio qualcuno, saremo comunque felici. Ognuno può interpretarlo come vuole: io ho pensato al Grande Inquisitore di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]] e alle parole di Cristo che invita a non dimenticare mai l'amore e la misericordia. ([[Saverio Costanzo]])
*Un thriller spirituale-metafisico [e] non un film religioso [ma anche] un film d'amore, perché parla della necessità di essere amati ''senza se e senza ma''. ([[Saverio Costanzo]])
 
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