Differenze tra le versioni di "Liberati della brava bambina"

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* Prima di incontrare Giasone, Medea viveva così in uno stato di perenne meraviglia, di piena unione con la natura; incontrando lui, invece, si è legata a un amore totalizzante che l'ha portata a intaccare una parte di sé che avrebbe dovuto restare integra. È una dinamica comune, un ricordo che appartiene a ogni donna: la memoria di una rinuncia che ha fatto e che poi è stata disprezzata, e che le ha provocato un enorme dolore. Non semplicemente il dolore del tradimento, ma il rimorso per aver reciso il contatto con il mistero in cambio di un qualcosa che si è rivelato inferiore. (p. 65)
* In un rapporto è meraviglioso offrirsi interamente, ma non bisogna essere disposti a ''mutare'' una parte di sé così profonda. L'errore iniziale della donna è consistito nel rinunciare a sé pur di soddisfare la propria passione. Medea non si è donata: si è rimossa, si è ''fatta meno'' pur di combaciare con l'altra metà amata. (p. 66)
* Un popolo si educa attraverso i grandi [[mito|miti]], che hanno anche lo scopo di mostrare i sentimenti in azione; la funzione che un tempo era svolta dai grandi spettacoli collettivi oggi è quasi interamente a carico delle narrazioni seriali. Se i miti sono stati il serbatoio di conoscenza dell'antichità, i sentimenti sono quelle condizioni cognitive e affettive che permettono di percepire il mondo circostante in una maniera adeguata, di sentire ''davvero'' l'altro essere umano. Ma non sono innati: si formano attraverso l'[[educazione]] e la [[cultura]]: le storie, appunto, che plasmano i nostri impulsi e le nostre emozioni naturali. (p. 76)
* La società che stiamo plasmando sarà molto più figlia di [[J. K. Rowling|Albus Silente]] e [[George R. R. Martin|Daenerys Targaryen]] che del ''Contratto sociale'' di [[Jean-Jacques Rousseau]], e sarà ispirata dal sistema di valori mostrato ''[[Breaking Bad]]'' e ''[[Pretty Little Liars]]'' più che da quello [[Immanuel Kant|kantiano]]. (p. 77)
* Daenerys nasce dalla tempesta, quindi, in molti sensi: sono le tempeste che incontra nella vita a darle forza, a metterla al mondo. È il simbolo di quelle donne che non permettono ai traumi subìti di indirizzare malamente le loro esistenze, ma che riescono a ribaltare le situazioni più tragiche e a uscirne rinnovate: che usano la tempesta per venire al mondo, per nascere ogni volta. (p. 78)
* Eppure non si può vedere in Daenerys l'unica soluzione all'attuale stato di cose: una donna non deve sentirsi costretta a essere forte oltre ogni limite, a saper resistere a qualunque torto. Non deve avere le spalle abbastanza larghe da riuscire a farsi strada in un mondo ostile. Non deve essere obbligata a lottare per ottenere un ruolo importante in questa società. (p. 80)
* Daenerys si rende conto di questo, si accorge che - nonostante tutto - è più fortunata di molte altre, e per questa ragione lotterà per una società giusta, equa e paritaria, e cercherà di evitare che le donne vengano considerate schiave a disposizione degli uomini. Ma si dovrà scontrare con meccanismi ben più sedimentati di quel che poteva immaginare. Nonostante riesca a non soccombere sotto il peso del problema senza nome, non è ancora in grado di offrire un'alternativ reale a se stessa e al mondo che la circonda. (p. 83)
* Daenerys può essere uno specchio per ogni donn, ricordarle che può anche diventare un riferimento carismatico ed esemplare da seguire, perfezionando se stessa e superando i propri limiti, ma che questo non è sufficiente a cambiare la società in cui vive. (p. 86)
* La via d'uscita è immaginare un nuovo modello sociale. Non è cambiando il leader che la società cambia, ma cambiando i rapporti tra tutti i suoi membri, iniziando a fare attenzione a tutte le azioni quotidiane, al linguaggio, alle discriminazioni. Daenerys pretende che questo cambiamento avvenga spontaneamente, ma non è mai così: occorre costruirlo, alimentarlo, accompagnare tutti verso un nuovo livello di consapevolezza attraverso una serie di pratiche quotidiane. (p. 87)
* Per essere iniziatori di piccoli gesti di cambiamento ci vuole forza, una forza maggiore di quella che serve per cedere all'[[odio]]. Puoi compiere un gesto di odio senza rendertene conto, per imitazione o per frustrazione, ma per una buona pratica serve consapevolezza. E perché la buona pratica scavalchi la marea di odio serve che la si faccia in tanti, con gesti di bassa manutenzione apparentemente inutili, ma essenziali. (p. 88)
* Per creare un vero cambiamento occorre fare attenzione ai propri pensieri, soprattutto a quelli che impediscono di immaginare nuove possibilità. (p. 89)
* Daenerys è un'eroina in grado di intercettare il potere, cioè di rendersi accessibile, di cavalcarlo. Ma il suo potere non è ''suo'', non dovrebbe esserlo. È qualcosa che va usato solo per aiutare altre donne e altri uomini ad accumulare a loro volta potere, cioè ad agire nel mondo con la sensazione di essere fortunati: per costruire e non per distruggere. (p. 90)
* Una donna può vergognarsi di desiderare il potere, può negare questo desiderio per paura di diventare una persona spregiudicata. Invece dovrebbe alimentarlo, perché è un desiderio umano. Ciò che non è umano è il modo di esercitarlo, e oggi è più che mai necessario immaginarne un altro. (p. 90)
* Non basta far fuori i vecchi padroni per ristabilire la [[giustizia]], così come non è sufficiente accedere ai ruoli di potere per creare una società egualitaria. (p. 91)
* Proprio come il [[fuoco]], il desiderio di potere, la forza e la ferocia vanno alimentati, ma acquistano senso - proprio come la felicità - solo se condivisi, cioè se usati per creare un nuovo ordine sociale in cui nessuno si senta sopraffatto, offeso, escluso, violentato. Un fuoco purificatore da cui rinascere. (p. 92)
* Morgana {{NDR|La figura delle leggende arturiane rivisitate da [[Marion Zimmer Bradley]] nel ciclo di Avalon}}, proprio come Lei, sente l'attrito tra il mondo in cui vorrebbe vivere e ciò che esso è realmente. Per tanti anni ha vissuto con la convinzione che tutti desiderassero ciò che desiderava lei: giustizia, uguaglianza, autenticità. Nel corso del tempo, invece, si è resa conto che la maggior parte delle persone si conforma alla menzogna, al doppio gioco, alla sopraffazione; non cerca minimamente di agire in accordo con il proprio sentire profondo. Questa comprensione l'ha portata a mettere la giustizia come valore supremo, a non riuscire a sopportare tutte quelle situazioni ingiuste di cui è stata vittima o testimone, sentendosi spesso un pesce fuor d'acqua, fuori dal mondo. L'ha porta a forzare le cose, a voler cambiare le persone perché potesse trionfare la giustizia, ma così facendo ha spesso peggiorato la situazione: ha creato conflitti ancora più forti. (p. 95)
* Nonostante questa sua ferma convinzione, nonostante veda con lucidità la desolazione in atto e il pessimo futuro che sta prendendo forma, non ha modo di cambiare la direzione, per quanti sforzi faccia: e così tutta la sua vita diventa un percorso sofferto e a volte incomprensibile. (p. 96)
* Il dono della preveggenza, o meglio, della ''sensibilità'' alle cose e ai cambiamenti, è spesso molto difficile da gestire, perché è molto poco quel che può fare un singolo individuo rispetto a forze così grandi. (p. 97)
* La soluzione, piuttosto, potrebbe stare nel preoccuparsi di limitare la [[sofferenza]] degli umani e di trovare un proprio equilibrio tra felicità e [[conoscenza]], accertandosi che crescano sempre l'una insieme all'altra. Occuparsi di comprendere e superare i conflitti che impediscono spesso di stare al passo del cambiamento. (p. 97)
* Lo scontro tra Morgana e Ginevra è lo scontro tra due modi di vivere la vita, la [[sessualità]] e la [[spiritualità]] che possono coesistere in una donna: da un lato una libertà assoluta che diventa conflitto con il mondo, dall'altro una serie di autolimitazioni che entrano in conflitto con i propri desideri. [...] Entrambe hanno qualcosa di importante da condividere e qualcosa di ingombrante da cui liberarsi, e forse in fondo ciò che devono abbandonare è la stessa cosa: la certezza di stare dall'unica parte giusta. (p. 98)
 
 
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