Differenze tra le versioni di "Stefan Zweig"

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*Potei invece pochi giorni dopo vedere a Napoli un vero esiliato di particolar natura: [[Benedetto Croce]]. Per decenni era stato il capo spirituale della gioventù, aveva poi avuto, come senatore e come ministro, tutti gli onori esteriori del paese, sin che la sua opposizione al fascismo lo mise in conflitto con Mussolini. Rinunciò alle cariche e si trasse in disparte; ma questo non bastò agli intransigenti, che volevano spezzare e, se necessario, anche punire la sua opposizione. Gli studenti, che oggi, in contrasto al passato, sono dovunque le truppe d'avanguardia della reazione, gli assaltarono la casa e gli ruppero i vetri. Ma quell'uomo piccoletto e piuttosto pingue, dagli occhi intelligenti ed arguti, che sembrerebbe a tutta prima un comodo borghese, non si lasciò intimidire. Non lasciò il paese, rimase in casa sua dietro il gran bastione dei suoi libri, benché venisse invitato da università americane e straniere. (p. 291-292)
*La mia gioia fu sempre il creare, non la cosa creata. Non rimpiango quel che ho posseduto, poiché se noi banditi e perseguitati dovemmo apprendere ancora da capo un'[[arte]] in questi tempi ostili ad ogni arte, essa fu quella del sapersi staccare da tutto ciò che era stato un giorno nostro orgoglio e nostro amore. (p. 301)
*Il [[nazionalsocialismo]], con la sua tecnica di inganno senza scrupoli, si guardò sempre dal proclamare l'intero radicalismo delle sue mete prima di avervi allenato il mondo. Questo era il suo prudente metodo: una dose seguita da una piccola pausa, poi un'altra dose. Una pillola e un momento d'attesa, per vedere se non era troppo forte, se la coscienza mondiale tollerava quel dosaggio. Ma poiché la coscienza europea – a danno e vergogna della nostra civiltà – ostentava con grande zelo la propria indifferenza, sin che quelle violenze avvenivano "oltre confine", le dosi si fecero sempre più forti, e alla fine ne fu rovinata l'[[Europa]] intera. (2014, p. 311)
*Io avevo troppo studiato e troppo scritto la [[storia]] per non sapere che la grande massa è sempre pronta a rotolare verso la parte ove al momento sta il peso del potere; sapevo che le stesse voci che gridavano oggi "Heil Schuschnigg!" avrebbero gridato domani "Heil [[Adolf Hitler|Hitler]]!". (p. 340)
*Ma forse tutti quegli amici di Vienna erano in ultima analisi più saggi di me, perché essi soffersero soltanto quando la sventura veramente accadde, mentre io l'avevo già provata nella fantasia e la rivivevo una seconda volta nella realtà. Comunque io non li capivo più e non riuscivo più a farmi capire. Dopo due giorni avevo rinunciato a mettere in guardia – qualcuno. Perché conturbare gente che non voleva essere turbata? (p. 341)