Libro dei Giudici: differenze tra le versioni

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*Allora essa {{NDR|Dalila}} gli disse {{NDR|a Sansone}}: "Come puoi dirmi: Ti amo, mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte ti sei burlato di me e non mi hai spiegato da dove proviene la tua forza così grande". Ora poiché essa lo importunava ogni giorno con le sue parole e lo tormentava, egli ne fu annoiato fino alla morte e le aprì tutto il cuore e le disse: "Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo di Dio dal seno di mia madre; se fossi rasato, la mia forza si ritirerebbe da me, diventerei debole e sarei come un uomo qualunque". Allora Dalila vide che egli le aveva aperto tutto il cuore, mandò a chiamare i capi dei Filistei e fece dir loro: "Venite su questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il cuore". Allora i capi dei Filistei vennero da lei e portarono con sé il denaro. Essa lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò un uomo adatto e gli fece radere le sette trecce del capo. Egli cominciò a infiacchirsi e la sua forza si ritirò da lui. (16, 15 – 20)
*Allora Sansone invocò il Signore e disse: "Signore, ricordati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, Dio, e in un colpo solo mi vendicherò dei Filistei per i miei due occhi!". Sansone palpò le due colonne di mezzo, sulle quali posava la casa; si appoggiò ad esse, all'una con la destra, all'altra con la sinistra. Sansone disse {{NDR|[[ultime parole]]}}: "Che io muoia insieme con i Filistei!". Si curvò con tutta la forza e la casa rovinò addosso ai capi e a tutto il popolo che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita. (16, 28 – 30)
 
==Citazioni sul ''Libro dei Giudici''==
*Il libro insegnava agli Israeliti che l'oppressione è un castigo causato dall'infedeltà e che la vittoria è una conseguenza del ritorno a Dio. L'[[Siracide|Ecclesiastico]] loda i Giudici per la loro fedeltà (Sir 46,11-12); la [[lettera agli Ebrei]] presenta i loro successi come la ricompensa della loro fede; essi fanno parte di quella «nube di testimoni» che incoraggia il cristiano a respingere il peccato e a sopportare con costanza la prova che gli è imposta (Eb 11,32-34; 12,1). (''[[La Bibbia di Gerusalemme]]'')
 
==Bibliografia==