Differenze tra le versioni di "Lucrezia Borgia"

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==Citazioni su Lucrezia Borgia==
 
*Bellissima di corpo e di soavissimi modi dotata, {{NDR|a Ferrara}} l'animo si guadagnò ancora de' più restii; e non sono da tacciarsi di adulazione un Lodovico Ariosto, un {{sic|Libanorio}}, un Giovio<ref>[[Paolo Giovio]]</ref>, se come donna savia egualmente e pia la descrissero, dacché passò ella gli ultimi tredici anni del viver suo nel ritiro e negli esercizj di pietà. ([[Ginevra Canonici Fachini]])
*Da queste nozze bianche {{NDR|con Giovanni Sforza}} che solo una ragione politica aveva precipitate, comincia l'esistenza oscillante di Lucrezia quale era imposta a lei dalle circostanze e dalle ambizioni dei suoi familiari, ma quale ella accettava e sarebbe andata sempre meglio accettando. Non nella sua debolezza, ma nella fatalità intima dei suoi assensi ognuno dei quali è una capitolazione, sta il vero dramma di Lucrezia: e, a questo lume, il suo modo di non voler conoscere e non di non voler sapere quello che le accade dintorno appare una difesa femminile, nata dall'istinto, misera, ma patetica e coraggiosa. Innalzarsi tanto da giudicare il padre e il fratello non lo potrà mai, meno per incapacità di giudizio o per tenerezza di cuore, che per una verità più violenta ed elementare: perché anche lei è una Borgia, e sente anche lei la forza di quel sangue che le fa impeto e che si dà ragione da sé, fuori da ogni morale, brutalmente e splendidamente. Solo in tempi più tardi, dal disordine della sua anima che sta fra la religione e la sensualità, fra la volontà di una vita disciplinata e l'ardente anarchia dei desideri, saprà levarsi e intraprendere contro il padre, contro il fratello o contro il suocero duca di Ferrara quelle sue ribellioni che la condurranno, sola fra i Borgia, a salvarsi. ([[Maria Bellonci]])
*Di mediocre statura, gracile in aspetto, di faccia alquanto lunga, il naso ha profilato, aurei i capelli, gli occhi bianchi, la bocca alquanto grande, candidissimi i denti; la gola schietta e bianca ornata con decente valore, in tutto l'esser suo continuamente allegra e ridente.<ref>Citato in Bradford, p. 17.</ref> (Lucrezia descritta da Niccolò Cagnolo da Parma suo contemporaneo)
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