Borbone delle Due Sicilie: differenze tra le versioni

Raffaele Andreoli
(Borbone di Napoli)
(Raffaele Andreoli)
 
*I sovrani e il governo borbonico non si resero conto di quanto fosse organico, profondo e importante questo rapporto costante di [[Napoli]] con l'[[Europa]] e di come il loro urto con le forze progressiste del [[Mezzogiorno]] non fosse affatto una questione locale. È questa miopia ad approfondire, addirittura, e a rendere più drastica la rottura del 1799 e a ispirare quella condotta per cui la causa borbonica finirà col caratterizzarsi come una causa assolutamente conservatrice e reazionaria. ([[Giuseppe Galasso]])
 
*L'istinto tirannesco serviva ai Borboni assai meglio che non serva a voi la vostra finezza. Rappresentanti del disordine morale, del pervertimento della pubblica coscienza, del trionfo della forza brutale e dell'astuzia volpina sulla disarmata bonarietà del diritto, essi non erano che briganti in grande, né potevano non simpatizzare con quelli che lo fossero in piccolo. Da ciò la fiacca e svogliata persecuzione che permise al canchero del brigantaggio di perpetuarsi in quelle provincie: da ciò la propensione agli accordi, per cui un Re, capo di centomila soldati, come [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando II]], non {{sic|ischifava}} di stipular pensione a un capo di una ventina di briganti come Talarico, da ciò la facilità ad accettare briganti per soldati e i loro capi per generali, come tante volte dal 99<ref>1799.</ref> fin oggi. ([[Raffaele Andreoli]])
 
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