Differenze tra le versioni di "René Fülöp-Miller"

(Nuova pagina; testo: ''''René Fülöp-Miller''' (1891 - 1963), scrittore tedesco. ==''Capitani, fanatici e ribelli''== ===Incipit=== '''I maestri dell'angoscia'''<br>I<br>L'incubo dell'universo<b...')
 
*I « maestri dell'angoscia » sorti nel medio evo e nel Rinascimento avevano un'emotività grandiosa d'anime spaventate, agitati fin nel più profondo dell'essere loro, sino a diventare oratori di suggestività incendiaria, l'anima colta di sorpresa da visioni d'inferno e travolta dalla bufera; invece, gli uomini che acquistano influenza e potere grazie all'ondata di terrore del periodo della Riforma son gente arida ed aspra, che si propone non lo spontaneo trapasso delle folle alla « metanoia » della penitenza, ma una fredda disciplina durevole, cristallizzata in regole. (pag. 29)
*Le fantasie collettive che sognano il mondo intero redento dalla maledizione della rovina, potenziano e proiettano sul cosmo l'idea che i misteri si riferiscono al singolo individuo; l'inevitabile processo di punizione e purificazione, attraverso la morte e la resurrezione. Tutta la terra deve morire e rinascere prima che possa spuntare il regno della redenzione da ogni colpa e da ogni timore. (pag. 51)
*Tutte le volte che un fatto materiale, freddo e duro, scompare tra le amiche nebbie dell'illusione, è una vittoria che il sogno dell'uomo, nato dall'angoscia primordiale, riporta sulla realtà ostile, è la fantasia che trionfa dello scacciante predominio del destino e trova modo di superare l'eredità terrorizzante dell'angoscia. La forza dell'inganno, radicata nelle indistruttibili tenebre dello spirito, non s'indebolisce mai finché sopravvive il desiderio di sicurezza, di felicità, di redenzione; si riconferma così di continuo quell'« onnipotenza del pensiero », mercé la quale già l'uomo primitivo sa difendersi contro i terrori dell'esistenza. (pag. 81)
*Ulisse è il primo uomo che ci viene descritto come astuto, bugiardo, falsatore della verità; e Omero, che racconta della nascita della menzogna, di questa seconda nascita dello spirito umano, ci fa capire che con ciò Ulisse ha ricevuto dagli dei un prezioso dono; e Pallade Atena, la protettrice dello spirito, uscita dal cervello di Giove, si gode dell'inesauribile capacità di mentire del suo eroe prediletto.<br>Parlando delle leggende eroiche della tradizione romana, Goethe ha detto: se i romani sono stati così grandi da inventare simili cose, noi dovremmo essere « almeno grandi abbastanza per crederci »: parole di acuto biasimo per quella critica pedantesca la quale « per una verità miserabile ci priva di qualche cosa di grande, che per noi varrebbe di più. » (pagg. 81-82)
* Il bisogno d'illusione è una funzione biologica dell'uomo, e quindi anche un elemento importante della costruzione del nostro mondo; poiché questo mondo non è soltanto un prodotto di fatti materiali, ma in buona parte, certo, anche una creazione delle nostre paure, e dei desideri, delle speranze, delle illusioni che ne nascono. (pag. 82)
 
 
 
{{NDR|René Fülöp-Miller, ''Capitani, fanatici e ribelli'', traduzione di Aldo Oberdorfer, A. Mondadori, Milano 1936}}
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