Ibn Battuta: differenze tra le versioni

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*[[Damasco]] supera le altre città in bellezza e le oltrepassa con il suo splendore. Ogni descrizione, per quanto precisa, è sempre troppo limitata per dirle tutta l’avvenenza… (p. 96, 2018)
*Lo stesso giorno, proseguendo fra giardini, corsi d'acqua e bei paeselli con molte colombaie, giungemmo a [[Esfahan]], nell'Iraq persiano, una fra le più belle e grandi città del mondo anche se ormai è mezza in rovina per via delle faide tra sunniti e râfiditi che continuano ancor oggi a combattersi a vicenda. A Esfahan cresce moltissima frutta: un tipo di albicocche eccezionali dette ''qamaraldin'' [luna della religione], che racchiudono nel nocciolo una mandorla dolcissima e si conservano secche; mele cotogne impareggiabili per bontà di gusto e dimensioni; un'uva squisita e splendidi meloni dal gusto delizioso, con la buccia verde e la polpa rossa, paragonabili solo a quelli di [[Bukhara|Bukhârâ]] e di Khwârizm: si conservano secchi come i fichi nel [[Maghreb]] e se non si è abituati, all'inizio hanno un effetto lassativo — che subii anch'io quando li assaggiai.<br>Gli abitanti di Esfahan sono belli e hanno una pelle bianca e lucente con note d'incarnato. Le loro principali virtù sono il coraggio, l'ardimento e la generosità, e sul loro fare a gara per offrirsi l'un l'altro i cibi migliori si raccontano storie straordinarie! (pp. 220-221, 2018)
*Famosa città di gran rango, ben costruita e molto estesa, [[Shiraz|Shîraz]] vanta eleganti giardini, ruscelli gonfi d'acqua, magnifici mercati strade eccellenti, numerosissimi abitanti e palazzi edificati a regola d'arte secondo un mirabile piano urbano. Ogni gilda possiede un suo mercato, in modo da evitare di mischiarsi con le altre, e la gente, bellissima, veste abiti puliti: in tutto l'oriente Shîrâz l'unica città paragonabile a [[Damasco]] per la bellezza non solo dei mercati, dei giardini e dei corsi d'acqua, ma anche della popolazione [''sâkin'']! Posta in un pianoro e attorniata da giardini, l'attraversano cinque fiumi — compreso il Rukn Àbâd, che nasce da una sorgente ai piedi di un monte lì vicino, il cosiddetto al-Qulay'a, e possiede acque dolcissime, fresche d'estate e calde d'inverno. Quanto alla moschea principale, al-Masjid al-'Atîq [la Moschea Antica], dove i notabili della città si riuniscono tutti i giorni per compiere le preghiere del tramonto e quelle della sera, è fra le più grandi e meglio costruite al mondo e possiede un vasto cortile lastricato in marmo che nella stagione calda viene lavato ogni notte. A nord della moschea, la porta detta Bâb al-Hasan [la Porta di al-Hasan] si apre sul mercato della frutta: uno dei pili belli della terra, che personalmente preferisco a quello di Bâb al-Barïd, a Damasco.<br>Gli abitanti di Shîrâz sono buoni, pii e virtuosi: soprattutto le donne, le quali non solo calzano stivaletti ed escono di casa avvolte in veli e mantelli che le celano agli sguardi, ma danno anche elemosine con gran munificenza e, fatto curioso, tutti i lunedì, i giovedì e i venerdì si ritrovano in gran numero — 1000 o 2000, con il ventaglio in mano per rinfrescarsi dal gran caldo — ad ascoltare il predicatore nella grande moschea. In nessun'altra città ho visto riunioni di donne tanto numerose! (p. 224, 2018)
*Tra i santuari fuori città {{NDR|a [[Shiraz]]}} [...] ricordiamo il mausoleo del pio ''shaykh'' conosciuto come [[Saˁdi|al-Sa‘dī]], il maggior poeta di lingua persiana del suo tempo che talvolta si espresse anche in lingua araba, con annessa una bella ''zāwiya'' fornita di un grazioso giardino interno, che egli stesso aveva fatto costruire nei pressi della sorgente del grande fiume Rukn Abād. Sempre lui aveva voluto in questo posto anche una serie di piccoli lavabi in marmo per lavare i panni: cosí gli abitanti di Shīrāz escono di città e rendono visita al santuario, mangiano il pasto che trovano alla ''zāwiya'', fanno il bucato nel fiume e poi tornano a casa – e lo stesso feci anch'io quando vi andai.<ref>Da ''I viaggi'', a cura di Claudia M. Tresso, Einaudi, 2008-</ref>
 
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