Differenze tra le versioni di "Guido Ceronetti"

*Sedici anni di trionfo scientifico: il coma protratto, l’alimentazione forzata, la coscienza sommersa ma fino a che punto, e se davvero totalmente, chi può saperlo? – e c’è voluto un tribunale misericordioso per liberare quella sventurata ragazza [[Eluana Englaro|Eluana]] da una così spietata galera. Ma sarà inevitabile il colpo di grazia clinico per scamparla da una pena ulteriore, piccola martire: la macchina che ci abbandona, come un arto amputato non lascia mai del tutto la presa, e in quel funesto vuoto subentrerebbero sintomi di lunga agonia… Che cosa stanno facendo degli esseri umani? Che cosa stiamo facendo agli esseri umani? E a questo punto, immancabile, si mette in moto l’ammonizione vaticana. Colpe gravi: eutanasia, omicidio, soppressione di una vita... E qui, come sempre, le vie della semplice umanità e quelle della sofistica disumanità paludata di religioso (e perfino di conformità ai decreti divini) conoscono soltanto la Divergenza. Fai bene, padre carnale (non celeste, non Padre Santo) a dar retta alla voce imperiosamente muta di tua figlia, graziata finalmente da giudici compassionevoli, e a rigettare quell’altra, che in nome di una non-vita tecnologica di quel poco di materia assopita che resta di lei, ammonisce, si agita, ricatta moralmente, gelandoci il sangue da luoghi inferi e anticristici. (La stessa voce che aveva negato all’ancor più infelice [[Piergiorgio Welby|Welby]] la gentilezza estrema di un richiesto funerale in chiesa – memorabile infamia). L’eterno contrasto tra la superiore legge della pietà di [[Antigone]] e il decreto arrogante e cieco di [[Creonte]]. Pace a te, povera bambina addormentata, un fiore alle tue tempie.<ref>da [https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/rassegna-stampa/eluana-di-guido-ceronetti-da-la-stampa/ Eluana (di Guido Ceronetti da La Stampa)], riportato su Associazione Luca Coscioni, 14-07-2008.</ref>
*Tra minorenni che stuprano, che rapinano, che ammazzano, che si pervertono nelle fogne dell'eroina, in un mare, in un Oceano Pacifico di vigliacchi, guardane lì uno, magrolino, inerme, dagli occhi d'infinita innocenza, che si butta a fare da scudo... che si tira addosso la furia assassina per proteggere... Ti sei buttato avanti a fare da scudo per destino di luce... perché 'non potevi fare altrimenti' e non si può altrimenti quando si è nati per questo, per testimonianza della luce, per provare con un atto assoluto d'immolazione la clandestina presenza di un'Incorruttibilità. (''Un fiore per Emanuele'', in ''Cara incertezza'', Adelphi, 1997)
*Va messo in luce questo stupefacente esempio di barbarie medica, politica, sociale: la fabbrica dei giubilati, degli esclusi, dei frustrati del sesso, e dell'amore a sfondo sessuale, a partire da un'età prossima alla settantina, o ancor prima, fino alla spossatezza e alle disperazioni di quelli che la geriatria contemporanea non abbandona neppure al di là dei cento. La rinuncia forzata è, approssimativamente, di una trentina d'anni, la durata media del tempo iuvenile. Per disabili e carcerati, in paesi civili, qualcosa si è mosso e si sta muovendo; ma per i vecchi-maschi, eterosessuali, coniugati o soli (quelli di cui posso conoscere meglio e condividere le sciagure della longevità) si muoverà mai qualcuno? (...) Il ricorso alle prostitute non è certo un rimedio. La [[prostituzione]] degrada l'uomo, molto più della donna. Del resto le battone sono una specie in estinzione. Ma dal momento che già esiste nell'Europa non cattolica il servizio erotico volontario per i disabili, non dovrebbe essere fatto un passo successivo estendendolo a tutti i vecchi d'immaginazione vivace e di speranza morta? Le ierodule erano persone sacre che compivano un servizio presso tutti gli antichi templi d'Occidente come d'Oriente: si tratterebbe di far riemergere secondo una socializzazione d'anno Duemila, quella sacralità femminile, del corpo offerto liturgicamente per amore della Divinità, che certissimamente non è mai morta. (...) Disse una volta Buddha a un monaco che, in città, aveva frequentato prostitute: - Era meglio per te mettere il tuo arnese tra le fauci di una tigre, piuttosto che tra le gambe di una donna! (...) Però, caro Dottor Buddha, non siamo che poveri esseri mortali, e se ai denti di una tigre preferiamo le carezze compensatrici di una donna illegittimamente giovane - per il diritto di sognare - faremo di colpo scattare l'inesorabile, se la temiamo, punizione karmica?<ref>da un articolo su la Repubblica, ''Un servizio erotico volontario per evitare la barbarie della vecchiaia senza sesso'', 1 aprile 2014</ref>
 
{{Intestazione|Dall'intervista di Orazio La Rocca, ''[http://www.repubblica.it/online/fatti/organi/cer/cer.html "Più silenzio che assenso così rischiamo l'orrore"]'', ''Repubblica.it'', 3 febbraio 1999}}
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