Differenze tra le versioni di "Guido Ceronetti"

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*{{ndr|su [[Lenin]]}} Inviato della Tenebra, fondatore inimitabile dell'universo concentrazionario.<ref>da ''Ti saluto mio secolo crudele'', 2011, riportato su il Giornale, 14 settembre 2018, [https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/linnocente-priebke-linvasione-africana-male-omosessuale-1575750.html ''L'innocente Priebke L'invasione africana Il male omosessuale (Ceronetti dixit...)'']</ref>
*Gente capace di portare la Santa Inquisizione tra i Maya, di far sparire il bisonte dalle praterie, di mandare missionari a convertire i buddisti, di chiamare crociate volute da Dio certi vomitamenti di pura canaglia su modi di vivere che li rifiutavano, sembrava bene indicata per coprire di petrolio i mari e far scivolare il DDT nei visceri dei pinguini. Gente che conserva il culto di un bandito come [[Cristoforo Colombo]], un colombo portatore-di-Cristo a quel che il nome dice, non avrà pietà dell’ultimo gatto selvatico, o dell’ultimo filo d’erba. Scienziati e giornali chiedono leggi: nazionali, internazionali ec. Nello stesso tempo, psicologi, sociologi e altra malavita, perquisiscono tutte le forme di vita associata in cerca degli ultimi tabù da incenerire. Come possano tenere, senza tabù, le leggi, si può vedere dallo stato delle leggi, dove non sia il terrore a puntellarle. Le leggi servono a poco, perché la Legge è stata abolita, e la vita facendosi sempre più disperata, piange segretamente la Legge che non ha più. (da ''Difesa della Luna'', p. 47<ref>Difesa della Luna e altri argomenti di miseria terrestre, Milano, Rusconi, 1971</ref>)
*Ho potuto scrivere sul delitto di Novi Ligure perché s’imparenta col mito greco tragico. In compagnia di un’attrice ho letto «Le ballate dell’«Angelo ferito» in un carcere di Spoleto. Davanti a me erano quasi tutti ergastolani. Avevano delle forti reazioni; specialmente per la ragazza di Novi Ligure non c’era pietà; nel loro applauso al termine della lettura leggevo la loro condanna per l’uccisione così gratuita di una madre e di un fratello. Io sono tutt’ora in corrispondenza, per quanto non così regolare, con un uxoricida che in carcere si è laureato in filosofia con una tesi sul suicidio, un gesto non vissuto astrattamente, perché lui lo ha tentato più di una volta dopo avere ucciso la moglie. Finché ha incontrato una signora che insegnava in carcere e ne è uscito sotto la sua ala. Non so se un giorno potrebbe ritentare la cosa, ma i giudici secondo me hanno avuto ragione. Quei gesti non si ripetono e una volta che si è espiata la pena è inutile infierire.<ref name=arte/>
*L'abolizione della [[Messa tridentina]], la sparizione del predicatore dai pulpiti, il [[Canto gregoriano|gregoriano]] ammutolito, degradato ad attrattiva per turisti acustici, anch'io, quantunque fuori dalla [[Chiesa cattolica|Chiesa]], li ho patiti come un sinistro sfregio. Quei riti erano dei protettori e dei messaggeri. Potevi pensare: «non voglio quella protezione, non è quello il messaggio» e tuttavia vederli imbarcare per il Nulla creò, tra i non indifferenti, tutto un popolo di orfani... Non fu la chiesa soltanto, a perderci, in questa automutilazione atroce. (da ''Agli dei Mani di Cristina''<ref>In ''Per Cristina Campo'', p. 248.</ref>)
*L'[[allevamento intensivo|allevamento industriale]], col suo commercio mondiale, è una planetaria camera di tortura: i lunghi viaggi strazianti per mare e ferrovia, le isterectomie per mettere i feti nelle incubatrici, le continue iniezioni, le fecondazioni artificiali, le nutrizioni intensive, impregnate di orrore chimico, nel buio e nella semiparalisi, per fare lombi più grassi e carni più anemiche, i terrori, le catene, le mutilazioni, ne sono i principali strumenti. L'allevamento all'aria aperta è quasi scomparso, e l'animale nasce e muore in una prigione perpetua.<ref name="veg" />
*La più nobile delle lingue umane è il [[Lingua spagnola|castigliano]] – tanto nobile che io mi accosto ai suoi testi di rado e con venerazione, come a una scheggia del trono di Dio [...]<ref>Da ''Il mistero del [[Cantico dei Cantici|Cantico]]'', in ''Il Cantico dei Cantici'', a cura di Guido Ceronetti, Adelphi, Milano, 2011<sup>11</sup>, p. 123. ISBN 978-88-459-0952-8</ref>
*Ma un uomo al [[telefono]] è ancora un uomo?<ref>Da ''D.D. Deliri Disarmati''.</ref>
*L’uomo è degenerato. La bellezza gli bussa alla porta ma è come se in casa non ci fosse nessuno. Martin Heidegger, nella sua ultima intervista, dice che solo un dio può salvarci. Ma questo dio potrebbe anche infischiarsene. Ammesso che le sorti del mondo siano in mani divine, se si trattasse di un dio coranico avremmo più di un motivo per dubitare di essere in buone mani. Sono mani che minacciano.<ref name=arte>da un'intervista del 2016 riportata qui [https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2016/7/129863.html Guido Ceronetti: «J’ai la mémoire des fleurs»
«La bellezza bussa alla porta ed è come se in casa non ci fosse nessuno»]</ref>
*Mi sono innamorato di loro per estendere l'amore. Mia moglie ed io avevamo deciso di perfezionare il nostro matrimonio mettendo al mondo delle marionette.<ref>Citato in Maurizio Chierici, ''Ceronetti. Io, cantore di strada'', ''Corriere della Sera'', 23 luglio 1995, p. 17.</ref>
*Nelle sue poche pagine su Domenikos Theotokopulos ([[El Greco]] e lo sguardo cretese) [[Nikos Kazantzakis]] nomina i quattro gradini della propria ascesa iniziatica: [[Gesù|Cristo]], [[Gautama Buddha|Buddha]], [[Lenin]], [[Ulisse|Odisseo]]. Mi fece rabbrividire la presenza indicibilmente incongrua di Lenin, despota sanguinario e apostolo di una religione maledetta, capo di una setta di assassini. Lo vedeva come un angelo liberatore, anche se tutta la sua vita testimoniava il contrario. Il gradino Lenin non serve ad ascendere, ma ad inciampare e precipitare. (da ''L'occhio del barbagianni'', 122<ref>Edizioni Adelphi, 2014</ref>)
*Per molti anni, non sono uscito di casa senza aver prima verificato se c'era, nelle mie tasche interne, come una chiave o una medicina d'urgenza, una mia minima edizione dell'adorabile [[Bhagavadgītā|Gītā]].<ref>Citato in ''Bhagavadgītā'', a cura di Anne-Marie Esnoul, traduzione di Bianca Candian, Adelphi, 2010.</ref>
*Tra minorenni che stuprano, che rapinano, che ammazzano, che si pervertono nelle fogne dell'eroina, in un mare, in un Oceano Pacifico di vigliacchi, guardane lì uno, magrolino, inerme, dagli occhi d'infinita innocenza, che si butta a fare da scudo... che si tira addosso la furia assassina per proteggere... Ti sei buttato avanti a fare da scudo per destino di luce... perché 'non potevi fare altrimenti' e non si può altrimenti quando si è nati per questo, per testimonianza della luce, per provare con un atto assoluto d'immolazione la clandestina presenza di un'Incorruttibilità. (''Un fiore per Emanuele'', in ''Cara incertezza'', Adelphi, 1997)
 
{{Intestazione|Dall'intervista di Orazio La Rocca, ''[http://www.repubblica.it/online/fatti/organi/cer/cer.html "Più silenzio che assenso così rischiamo l'orrore"]'', ''Repubblica.it'', 3 febbraio 1999}}
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