Differenze tra le versioni di "Lawrence Wright"

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*{{NDR|Su [[L. Ron Hubbard]]}} Non era un profeta come Maometto, o una divinità come Gesù. Non era stato visitato da un angelo recante le tavole della rivelazione, come [[Joseph Smith]], il fondatore del [[mormonismo]]. Gli scientologi credono che Hubbard abbia scoperto le verità esistenziali alla base della loro dottrina attraverso un'approfondita ricerca; in tal senso, essa è una «scienza». (pp. 23-24)
*Forse nessun altro individuo, nella storia, ha scandagliato così diffusamente e descritto in forma tanto logica e minuziosa il funzionamento interno della propria mente. Il metodo proposto da Hubbard rappresenta una sorta di piano d'azione per la realizzazione del suo sé ideale. Le abitudini di Hubbard, la sua immaginazione, i suoi obiettivi e desideri – in altre parole, il suo carattere – sono allo stesso tempo il fondamento e il fine ultimo di Scientology. (p. 26)
*{{NDR|Sull'[[E-meter]]}} Il dispositivo misura la variazione di resistenza elettrica che si verifica nel corpo quando una persona risponde alle domande poste da un auditor. Hubbard lo paragonava a una macchina della verità. L'E-Meter avvalorava la pretesa cella Chiesa di rappresentare un cammino scientifico di scoperta spirituale. Esso «ha permesso all'uomo di rivolgere il suo primo, penetrante sguardo all'interno della mente e del cuore dei suoi simili» sostenne Hubbard, aggiungendo che, in alcune persone, Scientology accresceva il quoziente intellettivo di un punto per ogni ora di auditing. [...] La teoria dell'auditing sostiene che tale processo consente di localizzare e scaricare «masse» mentali che bloccano il libero fluire dell'energia. Idee e fantasie non sono qualcosa di incorporeo; hanno peso e solidità, e possono radicarsi nella mente sotto forma di fobie e ossessioni. L'auditing disperde le masse che occupano quella che Hubbard definisce la «mente reattiva», dove risiedono paure e fobie. L'E-Meter misurerebbe questi cambiamenti che si verificano in queste masse. Se l'ago sul quadrante si sposta verso destra, la resistenza sta aumentando; se si sposta sulla sinistra, sta calando. L'auditor pone domande sistematiche finalizzate a localizzare fonti di «sofferenza spirituale», come problemi sul lavoro o una relazione difficile. Ogni volta che il cliente, o «preclear», dà una risposta che fa scattare l'ago, ci si concentra su quell'area finché l'auditor non si convince che le conseguenze emotive dell'esperienza perturbante sono scomparse. Alcuni pattern di movimento dell'ago, come guizzi o balzi improvvisi, decelerazioni lunghe o brevi, eccetera, hanno anch'essi un loro significato. L'auditor cerca di guidare il preclear verso una «cognizione» dell'argomento in esame, cosa che si traduce in un ago non necessariamente immobile, ma «fluttante». «Semplicemente l'ago ozia e sbadiglia di fronte alle domande», spiega Hubbard. L'individuo dovrebbe sperimentare una corrispondente sensazione di distensione. Alla fine, la mente reattiva è purificata da ossessioni, paure e impulsi irrazionali, e il preclear diventa clear. (pp. 29-30)
*Le numerose discrepanze tra la leggenda di Hubbard e la sua vita hanno messo in ombra il fatto che egli è stato realmente un uomo affascinante: esploratore, autore di best seller e fondatore di un movimento religioso di diffusione mondiale. Il braccio di ferro tra scientologi e antiscientologi sulla biografia di Hubbard ha finito per creare due achetipi ugualmente iperbolici: la persona più importante che sia mai esistita e il più grande truffatore al mondo. Hubbard stesso sembrava ruotare attorno a quest'asse, ingigantendo costantemente le sue reali imprese, al punto che alla fine risultava piuttosto facile per i suoi critici sgonfiarle. Ma etichettarlo come un mero impostore significa ignorare gli aspetti complessi, seducenti, deliranti e visionari del suo carattere, che lo hanno reso così irresistibile agli occhi delle tante migliaia di persone che lo hanno seguito e dei milioni di lettori dei suoi libri. Si dovrebbe inoltre ignorare il lavoro di tutta una vita vòlto a creare l'intricata e minuziosa epistemologia che ha attirato così tanti nella sua rete, primo fra tutti Hubbard stesso. (p. 38)
*Senza dubbio, la stessa mente che si aggirava libera all'interno di universi immaginari doveva essere incline a guardare il mondo di tutti i giorni e sospettare che qualcosa di più si celasse sotto la superficie. La vasta tela della fantascienza consentì a Hubbard di riflettere in modo estensivo sulla condizione umana. Era audace e fantasioso; non aveva difficoltà a inventare un universo elaborato e plausibile. Ma una cosa è rendere credibile l'universo, altra è crederci. Questa è la differenza che passa tra arte e religione. (pp. 51-52)
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