Differenze tra le versioni di "Ugo Foscolo"

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*Lettori miei, era opinione del reverendo Lorenzo Sterne, parroco in Inghilterra'', che un sorriso possa aggiungere un filo alla trama brevissima della vita, ''ma pare che egli inoltre sapesse che ogni lacrima insegna a' mortali una verità. Poiché assumendo il nome di Yorick, antico buffone tragico, volle con parecchi scritti, e singolarmente in questo libricciuolo, insegnarci a conoscere gli altri in noi stessi, e a sospirare ad un tempo e a sorridere meno orgogliosamente su le debolezze del prossimo. Però io lo aveva, or son più anni, tradotto per me: ed oggi io credo d'essere una volta profittato delle sue lezioni, l'ho ritradotto, quanto meno letteralmente e quanto meno arbitrariamente ho saputo, per voi.<br>Ma e voi, lettori, avvertite che l'autore era d'animo libero, e spirito bizzarro, ed argutissimo ingegno, segnatamente contro la vanità dei potenti, l'ipocrisia degli ecclesiastici e la servilità magistrale degli uomini letterati; pendeva anche all'amore e alla voluttà; ma voleva ad ogni parere, ed era forse, uomo dabbene e compassionevole seguace sincero dell'Evangelo, ch'egli interpretava a' fedeli. Quindi ci deride acremente, e insieme sorride con indulgente servilità; e gli occhi suoi scintillano di desiderio, par che si chinino vergognosi; e nel brio della gioia, sospira; e, mentre le sue immaginazioni prorompono tutte ad un tempo discordi e inquietissime, accendendo più che non dicono, ed usurpando frasi, voci ed ortografia, egli sa nondimeno ordinarle con l'apparente semplicità di certo stile apostolico e riposato.<ref>Dalla prefazione di Didimo Chierico a Laurence Sterne, ''Viaggio sentimentale''.</ref>
*Lo [[stile]] assoluto e sicuro del libro dei Delitti e delle Pene e l'elegante trattato del [[Ferdinando Galiani|Galiani]] sulle Monete vivranno nobile ed eterno retaggio tra noi.<ref>''Dell'origine e dell'ufficio della letteratura'', citato in [[Giuseppe Maffei]], ''Storia della Letteratura Italiana'', Vol. III, p. 50.</ref>
*[...] [[Montaigne]] [...] stando sempre attentissimo al proprio cuore, ha filosofato imparzialmente sugli altri [...].<ref>Da ''Notizia bibliografica intorno alle Ultime lettere di Iacopo Ortis'', cap. V, in ''Prose'', vol. I, a cura di Vittorio Cian, Laterza, Bari, 1912, [[s:Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. II, 1913 – BEIC 1823663.djvu/130|p. 124]].</ref>
*Non son chi fui.<ref>Da "Di se stesso", ''Sonetti'', citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref>
*[...] non vi esorterei ad andare randagi e mendichi colle mogli e i figliuoli in paese straniero. Moriamo in seno alla patria nostra; e quando ogni via di salute sarà spenta per la nostra città, bruciamola perché gl'infedeli possano trionfare solo sopra le nostre case ruinate e i nostri mutilati cadaveri.<ref>Da ''Narrazione dei casi e della cessione di Parga'', in ''Opere edite e postume di Ugo Foscolo'', ''Prose politiche'', Felice Le Monnnier, Firenze, 1850, [https://books.google.it/books?id=sbQOAAAAQAAJ&dq=&pg=PA378#v=onepage&q&f=false p. 378].</ref>
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