Differenze tra le versioni di "Ultime parole"

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*Se ho fatto qualcosa di buono, questo sarà il mio monumento; se no, a che scopo commissionare statue su statue a scalpellini che non valgono nulla? ([[Agesilao II]])
::{{spiegazione|360 a.C. Il re morente avrebbe pronunciato queste parole, riportate da [[Plutarco]] negli ''Apophthegmata Laconica'', dopo aver detto che non voleva né statue né dipinti che lo rappresentassero.}}
 
*Niuno; salvo che l'uomo disprezza e gitta molti piaceri a causa della gloria. Ma non così tosto incomincia a vivere, che la morte gli sopravviene. Perciò l'amore della gloria è così svantaggioso come che che sia. Vivete felici, e lasciate gli studi, che vogliono gran fatica; o coltivategli a dovere, che portano gran fama. Se non che la vanità della vita è maggiore che l'utilità. Per me non è più tempo a deliberare: voi altri considerate quello che sia più spediente. ([[Teofrasto]])
::{{spiegazione|Atene, 287 a.C. Secondo [[Diogene Laerzio]] queste furono le ultime parole di Teofrasto, proferite dopo che i discepoli gli avevano domandato se avesse un ultimo ammonimento per loro.}}
 
*Buon uomo, cessa di piangermi; seppur perisco in questo modo infame e ingiusto, sono migliore di questi che mi uccidono. ([[Agide IV]])<br/><small>''oppure''</small><br/>Non piangere per me, amico: proprio una morte così ingiusta e illegale mi rende superiore ai miei carnefici.
Utente anonimo