Differenze tra le versioni di "Giuseppe Buttà"

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===Citazioni===
*I siciliani[[sicilia]]ni amano la politezza, sono intelligenti, furbetti un poco, però {{sic|ospedalieri}}, {{sic|passionati}} e di cuore ardente, come il loro terribile vulcano; quindi eccessivi nel bene e nel male. Con una garbatezza, con un motto a proposito vi fate amico un siciliano, che all'occorrenza si sacrifica per voi; co' mezzi opposti ve lo fate un nemico pericoloso: però non abusa della sua posizione vantaggiosa; e mentre lo vedete come una iena, che sembra farvi a pezzi, ditegli una parola di scusa, ed esso subito vi stende la mano e vi domanda perdono senza avervi offeso. Quel popolo è stato ora mal giudicato, or calunniato, o per malizia, o perché non si volle studiare il suo carattere. (p. 18)
 
*[[Bernardo Tanucci|Tanucci]], nato a Stia nel Cosentino il 1698 da poveri genitori, era divenuto professore di diritto nell'Università di Pisa, ove lo conobbe Carlo<ref>Carlo III di Borbone (1716 – 1788), re di Spagna, di Sicilia e di Napoli.</ref>, e poi lo condusse a Napoli. Uomo di grande ingegno, ma libero pensatore, e quindi nemico del clero e de' Papi. I due concordati che strappò alla prudenza de' Sommi Pontefici, Clemente XII e Benedetto XIV, per le insistenze dell'[[Ferdinando Galiani|abate Galiani]], mezzo libero pensatore, mezzo pulcinella, piacquero a taluno, e furono lodati d'altri professanti eguali teorie. (pp. 27-28)
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