Differenze tra le versioni di "Christopher Hitchens"

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*[[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] era meno interessata ad aiutare i poveri di quanto lo era nello sfruttare quella situazione di immenso squallore per diffondere il suo credo da fondamentalista cattolica.<ref name="Taylor">Citato in Adam Taylor, ''[http://www.ilpost.it/2015/12/20/le-critiche-a-madre-teresa-di-calcutta/ Le critiche a Madre Teresa di Calcutta]'', ''Washington Post'', tradotto in ''Il Post.it'', 20 dicembre 2015.</ref>
*Madre Teresa può o non può avere aiutato i bisognosi, ma non è mai stata famosa per aver disturbato i potenti.<ref name="Taylor"/>
*’Oggi’, scriveva il ministro [afgano delle finanze], ‘molti afgani sono convinti che non è la droga, ma una guerra sbagliata contro la droga a ostacolare la loro economia e la nascente democrazia’. [...] Non ci si chiede mai [...] cosa succederebbe se quell’attività [le colture di [[oppio]]] fosse legalizzata e tassata: una soluzione che la sottrarrebbe al controllo della mafia e farebbe arricchire in breve tempo un gran numero di contadini [[Afghanistan|afgani]]. Vent’anni fa i principali prodotti di esportazione del paese erano l’uva e l’uvetta. La sua era una cultura dei vigneti. Ma molti di quei vigneti – se non quasi tutti – sono stati lasciati seccare o abbattuti, o addirittura sradicati per ricavarne legna da ardere, nel corso di questi decenni di guerre. Un afgano che fosse tanto ottimista da piantare ancora oggi una vigna dovrebbe aspettare cinque anni prima di poterne trarre profitto, mentre se pianta papaveri li vedrà fiorire entro sei mesi. Che fareste voi, se la vostra famiglia fosse alla fame? I funzionari americani incaricati di sradicare queste colture sono tutti convinti di sprecare il loro tempo. Non ci vuole molto per capire come ha sempre funzionato il proibizionismo o per sapere che la domanda dei consumatori americani è così forte da superare qualsiasi tentativo di frenare l’offerta. Tutto questo lo sappiamo già dalle atroci esperienze in Bolivia, Colombia e Messico.<ref>Christopher Hitchens, "Lo sai che i papaveri", ''Internazionale'', n° 577, 11 febbraio 2005, p.21.</ref>
*[[Slobodan Milošević|Milošević]] non aveva esattamente il potere psicopatico d'un [[Saddam Hussein]] o d'un [[Osama Bin Laden]]. Apparteneva a quel genere più pericoloso di persona: il funzionario mediocre e conformista che resta in attesa e maschera i suoi rancori. Da burocrate ascese al potere supremo, e sebbene abbia cavalcato un'ondata di fervore religioso e xenofobo, è perfettamente plausibile che non gliene sia mai veramente importato nulla dei totem e dei simboli che egli sfruttò. Sia in ufficio che sul banco degli imputati, incarnava la banalità del male. Nell'eccellente libro del 1995, ''The Death of Yugoslavia'', scritto da Laura Silber e Allan Little, e nella raffinata serie tv girata dalla Bbc che l'accompagnava, si può assistere alle tattiche meschine e al cinico opportunismo che egli adoperò come un pigro verme nel cuore dello stato che continua senza rimorsi ad ingozzarsi. A quanto pare ebbe un solo vero amico; la sua adorabile moglie ideologa, Mirjana Marković, che lo tirava su col morale parlando a proposito della sua figura dal volto impassibile e dalle grandi orecchie, e del suicidio di entrambi i suoi genitori. [[riguardi|Guàrdatevi]] da quelle nullità rancorose che entrano in politica per motivi terapeutici.
:''Milosevic did not have quite the psychopathic power of a Saddam Hussein or an Osama Bin Laden. He was that most dangerous of people: the mediocre and conformist official who bides his time and masks his grievances. He went from apparatchik to supreme power, and though he rode a tide of religious and xenophobic fervor, it is quite thinkable that he never really cared about the totems and symbols that he exploited. In office and in the dock, he embodied the banality of evil. In the excellent 1995 book The Death of Yugoslavia, written by Laura Silber and Allan Little, and in the fine BBC TV series that accompanied it, you can actually see the petty tactics and cynical opportunism that he employed like a sluggish maggot at the heart of the state that just keeps eating remorselessly away. He apparently had only one true friend, his adorable ideologue of a wife, Mirjana Markovic, who used to cheer him up about his big-eared and stone-faced appearance and about the suicide of both of his parents. Beware of those resentful nonentities who enter politics for therapeutic reasons.''<ref>{{en}} Da ''[http://www.slate.com/articles/news_and_politics/fighting_words/2006/03/no_sympathy_for_slobo.html No Sympathy for Slobo: Let's not forget Milosevic's many crimes]'', ''Slate.com'', 13 marzo 2006.</ref>
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