Differenze tra le versioni di "Italia"

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(→‎Indro Montanelli: gli italiani e la Provvidenza)
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*''Conosci la terra dei limoni in fiore, | dove le arance d'oro splendono tra le foglie scure, | dal cielo azzurro spira un mite vento, | quieto sta il mirto e l'alloro è eccelso, | la conosci forse? | Laggiù, laggiù io | andare vorrei con te, o amato mio!'' ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Da una parte infatti non è possibile dimenticare ciò che gli italiani Ci fecero: soffrimmo tanto a causa vostra. Dall'altra, cosa dobbiamo dire? Capita a tutti di fare una guerra ingiusta e di vincerla. Non appena rientrammo nel Nostro paese, nel 1941, Noi dicemmo: dobbiamo essere amici degli italiani. Oggi lo siamo veramente. Voi siete cambiati in tante cose e Noi siamo camabiati in tante altre. E... mettiamola così: la storia non dimentica e gli uomini, invece possono dimenticare. Possono anche perdonare, se hanno un animo buono. E Noi cerchiamo di essere buoni. Sì, abbiamo perdonato. Ma non dimenticato. Dimenticato, no. Ricordiamo tutto, tutto! ([[Haile Selassie]])
*Dalla [[Toscana]] alla [[Calabria]] il paesaggio italiano ignora questi mezzi toni. Ignora non solo la spessa e indipendente nebbia nordica, ma anche quella lieve veletta che la natura stende sul paesaggio francese. In Italia è tutto netto, anti-impressionista. Ma questa pericolosa particolarità di ficcarti tutto sotto il naso, questa nitidezza di immagine viene annullata dallo stupendo mosaico del paesaggio, composto di triangoli, di quadrati, di rombi, di rettangoli, ognuno dei quali è riempito da una cosa diversa. Il triangolo degli olivi si attacca al quadratino del grano, il rombo delle vigne al trapezio punteggiato di pecorelle. La serpentina bruna della strada, che si snoda lungo il pendio, è interrotta qua e là da buoi e asinelli che alle curve, dove la pendenza è più forte, si fermano, restando immobili per un attimo. Tutto è esattamente come nei quadri di scuola umbra, toscana o senese. Anche i contadini sono gli stessi, e così pure i loro movimenti, i loro gesti, i colori delle vesti da lavoro, i cappelli di paglia. Da questo punto di vista [[Benozzo Gozzoli]] o [[Piero della Francesca]] erano molto più realistici dei pur ottimi Zucchi o Zigaina odierni, i quali introducono nel paesaggio delle velature di nebbia e dei colori spenti propri di tutt'altre latitudini geografiche. ([[Tadeusz Breza]])
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. ([[Luigi Russo]])
*D'Italica forza possente sia la stirpe di [[Roma]]. ([[Virgilio]])
*Mi mancano gli italiani, il modo in cui si riuniscono per cenare, le loro priorità. ([[Diane Lane]])
*Moltissimi italiani erano all'oscuro di quello che egli {{NDR|[[Giuseppe Mazzini|Mazzini]]}} aveva cercato di dir loro; per anni, «l'Italia», o meglio «la Talia», continuò ad essere ritenuta, da alcuni meridionali, la moglie di [[Vittorio Emanuele II di Savoia|Vittorio Emanuele]]. ([[Denis Mack Smith]])
*Nel paesaggio italiano c'è qualcosa di talmente simpatico, di talmente umano! Non è infinità e distesa, non è un paesaggio dagli orizzonti sconfinati; è vasto e lontano, tuttavia gli elementi che lo compongono sono sempre limitati e finiti. E inoltre, è aggiustato così bene, con tanta cura e laboriosità dalla mano dell'uomo, ed è così variopinto! Sono contento che gli uomini siano riusciti ad addomesticarlo, ad adattarsi ai suoi capricci geografici, ai suoi rigonfiamenti, alle sue depressioni, ai suoi pendii, riuscendo sempre a conservare l'equilibrio tra indiscrezione e indifferenza, tra violenza e rassegnazione. ([[Tadeusz Breza]])
*Nel vostro paese mi è stata offerta l'opportunità di fare sempre delle ottime cose. Del resto, in campo cinematografico, l'Italia è indiscutibilmente un paese-guida. ([[Charlotte Rampling]])
*Nessuno in Italia vuole correre rischi. È un paese conformista. Che si è oramai seduto sulle poltrone che occupa. Non ha grandi visioni né del futuro né del presente. Diciamo che sostanzialmente è un paese che tira a non perdere il posto. ([[Giovanni Sartori]])