Differenze tra le versioni di "Pietro Aretino"

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*Il nascerci accomodato porta con seco la indiscrezione, la dapocaggine e l'ozio e il venire al mondo infantem nudum, la sollecitudine, l'industria e l'avertenza. (Carte: p. 93)
*Essi {{NDR|i furiosi}} frequentano l'arte del giocare per abituarsi ne la rigidezza del dispetto, accioché il lor fronte, ottenebrato da i nuvoli de lo sdegno, spaventi ognuno che si move a dimandargli grazie. (Carte: pp. 98-99)
*Guardisi a tutte le cose e, se in ognuna non si trova da fare, tengansi solo le nostre per ladre e per traditore. Ecco, nel mondo non ci è maggior piacere che il vivere e, benché i suoi guai lo travagliono di continovo, non si dee però dir male de la vita. Chi contasse le {{Sic|pioggie}}, le grandini, i venti, le nevi, i nuvoli e le nebbie intravenenti ne l'anno, avanzerien forse i sereni con che il sole e la luna illustrano i suoi dì e le sue notti; né per ciò resta che tutte quattro le stagioni insieme non lo faccino giocondo. (Carte: pp. 159-160)
*Non ragionamo a la carlona e il nostro uscire spesso del solco è la luna a cui abbaiano i cani pedanti. (Carte: p. 193)
*Il bello animo è il tesoro di chi l'ha tale e il disprezzar le ricchezze dee tenersi per grande entrata; e chi, giocando, tolera la perdita, diventa savio, che altro è che parere, e in vero i posessori de i danari vengon detti saputi sì perché altri gli adula, sì perché la loro massa così fa parergli. (Carte: pp. 195-196)
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