Differenze tra le versioni di "Marie-Louise von Franz"

=Citazioni di Marie-Louise von Franz=
*Entro certi limiti bisogna essere un po’ infettati, o essere stati già infettati, se si vuole capire il paziente, altrimenti non si capisce niente. Mi ricordo una storia: a un mio collega che voleva diventare analista e chiedeva a Jung “Ce la posso fare?” Jung rispose “Sì, penso che Lei abbia il talento necessario. C’è solo un problema: Lei è un po’ troppo normale.” E io che conoscevo il collega molto bene ero d’accordo perché sapevo che quando il paziente perdeva la testa il collega si spaventava… perdeva tutta la sua empatia. Io sono più pazza del mio collega quindi sono già in crisi normalmente e perciò posso continuare a sentire a modo mio le persone già matte, mentre il mio collega è così normale che si allontana. E’ per questo che noi psicologi siamo un po’ pazzi e questo è molto utile.<ref>Da Intervista di Ottavio Rosati su psicodramma e immaginazione attiva [http://www.plays.it/ipod/scritti/ottavio-rosati/310-intervista-a-marie-louise-von-franz-su-psicodramma-e-immaginazione-attiva per Rai radio3, testo su Plays.it]</ref>
*Il concetto di sincronicità implica il senso, non si può trovare il senso senza il sentimento. È questo l’elemento che unisce l’intelletto ed il cuore: è stato per me fondamentale constatare l’esistenza, scoperta dai cinesi, dei numeri qualitativi, cioè dei numeri che esprimono sfumature sentimentali invece che quantità. È stata soprattutto la scoperta dei documenti cinesi che mi ha aiutata a poter esprimere ciò che volevo trovare. <ref name=temenosC>Dall'intervista di Nadia Neri per la Rivista di psicologia analitica"[https://www.temenosjunghiano.com/marie-louise-von-franz// Temenos]''</ref>
*In tedesco la parola che significa "raccontare" è ''erzählen'' che deriva da ''Zahl'', numero. ''Erzählen'' è enumerare immagini archetpiche. In francese "raccontare" è ''raconter'', affine a ''compter'', contare, enumerare; Nora Mindell mi ha segnalato che in cinese, la parola "enumerare", ''Suan'', vuol dire contare il ''chi'', cioè l'origine, del ''lai'', cioè contare l'origine di ciò che accadrà, di ciò che sta per accadere.<ref>Da ''Divinazione e sincronicità'', ed. Tlon, 2019, p.120</ref>
*Io ho avuto un complesso materno negativo ed un complesso paterno positivo: gli uomini, la vita dello spirito e la tradizione spirituale ecc. sono qualcosa di positivo per me, Jung è stato per me una figura di padre, era più anziano di me di quaranta anni. Con mia madre, invece, non mi sono intesa affatto. È stata per me un’esperienza completamente negativa fino alla fine della sua vita. Così Jung mi obbligò a vivere con una madre, vivo infatti con un’amica che ha 24 anni più di me; io dissi di no, di non volerlo fare, perché tutti si sarebbero burlati di me e avrebbero detto «tu vivi con tua madre, ti sei scelta una madre», ma egli mi rispose: «non importa ciò che la gente dirà, se ciò le farà bene», io vivo così con un’amica più anziana di me e lavoro su un complesso di madre negativa in questo senso.<ref name=temenosC>Dall'intervista di Nadia Neri per la Rivista di psicologia analitica"[https://www.temenosjunghiano.com/marie-louise-von-franz// Temenos]''</ref>
*Jung si è circondato di donne e ciò è un fatto assolutamente naturale, perché sempre, lei lo sa bene, gli uomini molto conosciuti sono circondati di donne, quasi sempre, a meno che non siano omosessuali, perché gli uomini sono gelosi degli uomini. Jung è stato un uomo così grande che gli altri uomini avevano una grande difficoltà a non essere gelosi. Soltanto qualche uomo ha avuto il coraggio di fare amicizia con Jung, una donna, invece, non è gelosa di un uomo e non c’è competizione, allora è molto più facile. Le donne, poi, sono molto più aperte alle idee nuove, sono meno tradizionali degli uomini in questo senso; si dice che le donne sono tradizionali e che cucinerebbero ancora con il bastone, se l’uomo non avesse inventato il cucchiaio, ma non è giusto, nel campo pratico le donne sono conservatrici, nel campo delle idee, invece, le donne hanno l’Animus positivo, il logos spermatikós, cioè qualcosa di rivoluzionario, aperto ai nuovi aspetti della vita.<ref name=temenosC>Dall'intervista di Nadia Neri per la Rivista di psicologia analitica"[https://www.temenosjunghiano.com/marie-louise-von-franz// Temenos]''</ref>
*La professione del sarto appartiene astrologicamente a Mercurio e nei fratelli Grimm abbiamo ''Il prode piccolo sarto'' e ''Il saggio piccolo sarto''. [...] E' un po' presuntuoso - un tipo piccino piccino, un uomo che nessuno rispetta perché in passato erano solo gli uomini deboli e malaticci a diventare sarti, in quanto non potevano intraprendere una professione più "virile". E' grazie al proprio ingegno che il sarto sconfigge i demoni e i giganti e conquista la principessa. Così il sarto è il tipico eroe briccone, una personificazione del dio Mercurio, il dio che unisce gli opposti. Egli è morte e vita, allegria e tristezza, intelligenza e stupidità. Egli è lo spirito dell'inconscio, la funzione trascendente che unisce gli opposti.<ref>Da ''Il filo di paglia, il tizzone e il fagiolo'', Moretti e Vitali, 2000, p.244</ref>
*Sì, è il mio inconscio che ha prevalso sull’io. Ho avuto parecchie volte nella mia vita la possibilità di sposarmi, l’ultima volta, avevo trentaquattro anni, era una cosa molto seria, era un uomo alla mia portata, che io avrei sposato molto volentieri, ma i miei sogni erano assolutamente negativi, i miei sogni erano tutti contrari e allora ho deciso di non andare contro il mio inconscio, è stato il mio inconscio che non ha voluto, io avrei voluto, naturalmente. Poiché ho un complesso materno negativo, non sarei stata probabilmente una buona madre per i miei figli e allora, se non si vogliono avere figli, è meglio non sposarsi. Si possono avere dei rapporti con gli uomini, oggi si può vivere una vita libera senza sposarsi. Non è nel mio destino. Per alcuni anni sono stata molto triste per questo motivo e allora Jung mi ha detto, dopo alcuni suoi sogni e miei, che avevo un destino spirituale, perciò ho scritto il saggio sulla ''Passio Perpetuae'', la storia di una giovane donna con un destino spirituale. Non si possono avere tutte e due le cose.<ref name=temenosC>Dall'intervista di Nadia Neri per la Rivista di psicologia analitica"[https://www.temenosjunghiano.com/marie-louise-von-franz// Temenos]''</ref>
==''Il processo di individuazione''==
*Il [[sé]] può essere definito un principio interiore di guida, distinto dalla personalità conscia, e tale che può essere individuato solo tramite l'interpretazione dei sogni dei vari soggetti. I sogni dimostrano che esso è il centro regolatore che determina la maturazione e l'espansione costante della personalità. Ma questo elemento così ampio, in cui sembra incentrarsi quasi la totalità della psiche, si rivela, a tutta prima, solo come una possibilità innata. Può emergere lentissimamente, o può svilupparsi, in maniera relativamente completa, solo nel corso dell'intero ciclo vitale del soggetto. Fino a che punto, in concreto, esso possa svilupparsi dipende dalla circostanza che l'ego sia, o meno, disposto a seguire i messaggi che gli giungono dal sé. (p. 147)
*Le difficoltà che insorgono quando si entra in contatto con la propria ombra, sono efficacemente descritte nel 18° capitolo del [[Corano]]. In esso si dice dell'incontro nel deserto fra [[Mosè]] e Khidr (l'« essere verde », o « il primo angelo di Dio »). Essi procedono insieme, e Khidr esprime il proprio timore che Mosè non riesca ad assistere senza indignarsi alle sue imprese. Se Mosè non riuscirà a tollerarlo, e ad aver fiducia in lui, Khidr lo dovrà abbandonare. <br>Per prima cosa, Khidr sfonda la barca di certi poveri pescatori. Quindi, davanti agli occhi di Mosè, uccide un bel ragazzo, e infine restaura le mura rovinate di una città di infedeli. Prima di lasciare Mosè, comunque, gli spiega le ragioni dei suoi atti: sfondando la barca dei pescatori, egli in realtà l'ha salvata, perché i pirati erano in attesa al largo per assalirla. Così come è ora, i pescatori potranno ripararla. Il bel ragazzo stava andando a commettere un delitto, e, uccidendolo, Khidr ha preservato dall'infamia i suoi pii genitori. Il restauro delle mura, infine, è valso a salvare dalla rovina economica due giovani, il cui tesoro era rimasto sepolto sotto di esse. Mosè, che era rimasto indignato davanti alle azioni di Khidr, comprese (quando era troppo tardi) che il suo giudizio era stato affrettato. Le azioni di Khidr gli erano sembrate totalmente malvage, ma, in effetti, non lo erano. <br>Esaminando con una certa ingenuità questo racconto, si potrebbe supporre che Khidr sia l'ombra, irrazionale e capricciosa, del pio Mosè, osservante della legge. Ma non è così, Khidr è piuttosto la personificazione di arcane azioni... (p. 161)
All'epoca della stesura di ''Tipi Psicologici'', uno dei suoi primi libri, Carl Gustav Jung, per molti versi, stava brancolando ancora nel buio. Da quando il libro è stato scritto, l'idea delle quattro funzioni della coscienza e del funzionamento della personalità umana cosciente basata su questa quaternità si è dimostrata enormemente produttiva.
 
=Citazioni su Marie-Louise von Franz=
==Bibliografia==
*Come [[Rita Levi Montalcini]], la von Franz era una donna totalmente incapace di seduzione femminile il che non le impediva di lasciare tutti incantati dalla sua intelligenza, dalla sua cultura, dalla sua saggezza. Era anche generosa, intuitiva e capace di humour. Era tra le dieci donne peggio vestite e pettinate d‘Europa ma, mentre la Montalcini ritirò il Nobel nel suntuoso abito con coda di [[Roberto Capucci]] ispirato a [[Caravaggio]], non riesco a immaginare Marie-Louise nemmeno nel più sobrio tailleur di [[Chanel]]. In altre parole: il controtipo della [[Fernanda Pivano|Pivano]]. Ho incontrata la von Franz pochissimo: una volta in Italia e cinque volte in Svizzera ma in questo ipertesto {{ NDR|Quattro decenni di Plays per il Teatro del tempo}} è la star di una serie di immaginazioni attive dove mi salva la vita citando i suoi libri. ([[Ottavio Rosati]])
 
===Bibliografia==
*Marie-Louise von Franz, ''Il processo di individuazione'', in ''L'uomo e i suoi simboli'' di [[Carl Gustav Jung]], Edizioni Tea. ISBN 978-88-502-0552-3.
*Marie-Louise von Franz, ''Il Mito di Jung'', Boringhieri, Torino, 1972. ISBN 9788833925530
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