Differenze tra le versioni di "Tommaso Labranca"

*Tommaso Labranca aveva un carattere impossibile, algido, abrasivo, refrattario a qualsiasi mediazione. Superare tutto questo, però, apriva le porte a un universo creativo unico che noi della Maison abbiamo vissuto con la lucida consapevolezza che fosse un privilegio. ([[Marta Cagnola]])
*Tommaso Labranca ha così dovuto e/o preferito vivere di istinti, di scrittura, di sbalzi d’umore e di una marginalità difesa come un tratto identitario; delle risate che suscitavano certe sue fantastiche invenzioni e della solitudine insondabile da cui le generava. È andata così: è stato un grande peccato per tutti noi; è stato un peccato enorme, capitale, imperdonabile per lui. ([[Stefano Bartezzaghi]])
* Se la prendeva con un 'potere di sinistra' che semplicemente non esisteva [...]. Ma lo faceva con sincero spirito iconoclasta. Si scagliava, se lo riteneva opportuno, contro chiunque. Era [...] disgustato dall'inconsistenza e dalla falsità del mondo editoriale e dei media, anche se disdegnava di fare l'eremita erudito. Ma lo ha sempre tentato l'idea di una purezza senza compromessi. In un certo senso ne è stato accecato. ([[Aldo Nove]])
*Una persona difficile, per non dire un uomo invidioso e vendicativo. ([[Tiziano Scarpa]])
*Uno dei suoi ultimi libri, ''Dissezionando Elvira'', è un bellissimo saggio sul ''[[Il vedovo|Vedovo]]'' di [[Dino Risi]] con [[Alberto Sordi]] e [[Franca Valeri]]. Tommaso Labranca è un rimosso della cultura. ([[Pietro Galeotti]])
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