Differenze tra le versioni di "Tommaso Labranca"

*Ho avuto subito un'impressione che non mi è mai più capitato di avere, dopo, l'impressione di avere incontrato qualcuno che aveva trovato la formula per spiegare esattamente che cosa stava succedendo nel campo della cultura popolare. ([[Tommaso Pellizzari]])
*Il fatto di aver decodificato a beneficio del popolo italico il concetto di trash, emulazione fallita del trash, lo ha relegato, è successo anche in questi giorni, a un ruolo non suo. [...] Lui, intellettuale vero, si è trovato impigliato in un ruolo farsesco, citato, le rare volte che capitava, come se tra lui e ''Uomini e donne'' ci fosse un legame, come se un [[Costantino della Gherardesca|Costantino Della Gherardesca]] gli fosse in qualche modo parente. ([[Michele Monina]])
*Il più intelligente e il più vendicativo degli esseri umani. ([[Matteo B. Bianchi]])
*Labranca faceva il contrario di ciò che ci avevano insegnato a fare a scuola e all’università: da un lato prendeva molto sul serio le cose pop (TV, cinema di serie B, canzonette, fumetti), e ne parlava con amore, ironia e intelligenza, e in più con uno stile magnifico, lontano anni-luce dai birignao demenziali dei semiologi; dall’altro trattava la cultura ‘seria’ con un’indipendenza di giudizio che per noi vittime del liceo classico e della facoltà di Lettere aveva una autentica forza liberatoria. [...] Labranca prendeva in giro tutti, gli elzeviristi pensosi, i romanzieri impegnati, i peracottari dell’arte contemporanea, ma soprattutto ce l’aveva con la Cultura, cioè con la retorica idiota che avvolgeva e avvolge, specie in Italia, le arti e il discorso sulle arti. Labranca indovinava il grottesco là dove gli altri credevano di vedere il sublime, rideva là dove gli altri indossavano la loro maschera compunta. [...] Che un uomo simile fosse quasi costretto al silenzio, e all’autopubblicazione, mentre le pagine dei quotidiani e gli scaffali delle librerie tracimano delle opinioni dei cretini, è una cosa che lascia senza parole. ([[Claudio Giunta]])
*Tommaso era di una intelligenza lucida e geniale. Era un intellettuale nella accezione più nobile che si possa dare a questa parola. Ci sono scrittori che usano le parole degli altri. E, rarissimi, ci sono scrittori che “inventano” parole e concetti che tutti poi usano (spesso senza citare la fonte). Tommaso era uno di questi. Era un inventore di pensieri collettivi. ([[Gianni Biondillo]])
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