Levitico: differenze tra le versioni

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*[[Aronne]] entrerà nel santuario in questo modo: prenderà un giovenco per il sacrificio espiatorio e un ariete per l'olocausto. Si metterà la tunica sacra di [[Lino (fibra)|lino]], indosserà sul corpo i calzoni di lino, si cingerà della cintura di lino e si metterà in capo il turbante di lino. Sono queste le vesti sacre che indosserà dopo essersi lavato la persona con l'acqua. Dalla comunità degli Israeliti prenderà due [[capro espiatorio|capri per un sacrificio espiatorio]] e un ariete per un olocausto. Aronne offrirà il proprio giovenco in sacrificio espiatorio e compirà l'espiazione per sé e per la sua casa. Poi prenderà i due capri e li farà stare davanti al Signore all'ingresso della tenda del convegno e getterà le sorti per vedere quale dei due debba essere del Signore e quale di Azazel. Farà quindi avvicinare il capro che è toccato in sorte al Signore e l'offrirà in sacrificio espiatorio [...]. (16, 3 – 9)
*Aronne poserà le mani sul capo del capro vivo, confesserà sopra di esso tutte le iniquità degli Israeliti, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati e li riverserà sulla testa del capro; poi, per mano di un uomo incaricato di ciò, lo manderà via nel deserto. Quel capro, portandosi addosso tutte le loro iniquità in una regione solitaria, sarà lasciato andare nel deserto. (16, 21 – 22)
*Non [[Giuramento|giurerete]] il falso servendovi del mio nome; perché profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore. (19, 12)
*Non opprimerai il tuo [[prossimo]], né lo spoglierai di ciò che è suo; il [[salario]] del bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo. (19, 13)
*Non disprezzerai il [[Sordità|sordo]], né metterai inciampo davanti al [[Cecità|cieco]], ma temerai il tuo Dio. (19, 14)
*Non commetterete [[ingiustizia]] in giudizio; non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia. (19, 15)
*Non coverai nel tuo cuore [[odio]] contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso.<ref>{{Cfr}} [[Etica della reciprocità]].</ref> (19, 17 – 18)
*Non praticherete alcuna sorta di [[divinazione]] o di [[magia|magìa]]. (19, 26)
*Quando un [[straniero|forestiero]] dimorerà presso di voi nel vostro paese, non gli farete torto. Il forestiero dimorante fra di voi lo tratterete come colui che è nato fra di voi; tu l'amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto. (19, 33 – 34)
*Il Signore disse ancora a Mosè: "Dirai agli Israeliti: Chiunque tra gli Israeliti o tra i forestieri che soggiornano in Israele darà qualcuno dei suoi figli a [[Moloch (divinità)|Moloch]], dovrà essere messo a morte; il popolo del paese lo [[lapidazione|lapiderà]]. Anch'io volgerò la faccia contro quell'uomo e lo eliminerò dal suo popolo, perché ha dato qualcuno dei suoi figli a Moloch con l'intenzione di contaminare il mio santuario e profanare il mio santo nome. Se il popolo del paese chiude gli occhi quando quell'uomo dà qualcuno dei suoi figli a Moloch e non lo mette a morte, io volgerò la faccia contro quell'uomo e contro la sua famiglia ed eliminerò dal suo popolo lui con quanti si danno all'idolatria come lui, abbassandosi a venerare Moloch. Se un uomo si rivolge ai [[negromanzia|negromanti]] e agli indovini per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia contro quella persona e la eliminerò dal suo popolo." (20, 21 – 6)
*Se un uomo si rivolge ai [[negromanzia|negromanti]] e agli indovini per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia contro quella persona e la eliminerò dal suo popolo. (20, 6)
*Sarete santi per me, poiché io, il Signore, sono santo e vi ho separati dagli altri popoli, perché siate miei. Se uomo o donna, in mezzo a voi, eserciteranno la negromanzia o la divinazione, dovranno essere messi a morte; saranno lapidati e il loro sangue ricadrà su di essi. (20, 26 – 27)
*Il sacerdote, quello che è [[Sommo sacerdote|il sommo]] tra i suoi fratelli, sul capo del quale è stato sparso l'olio dell'unzione e ha ricevuto l'investitura, indossando le vesti sacre, non dovrà scarmigliarsi i capelli né stracciarsi le vesti. Non si avvicinerà ad alcun cadavere; non si renderà immondo neppure per suo padre e per sua madre. Non uscirà dal santuario e non profanerà il santuario del suo Dio, perché la consacrazione è su di lui mediante l'olio dell'unzione del suo Dio. [...] Non potrà sposare né una vedova, né una divorziata, né una disonorata, né una prostituta; ma prenderà in moglie una vergine della sua gente. Così non disonorerà la sua discendenza in mezzo al suo popolo; poiché io sono il Signore che lo santifico. (21, 10 – 15)