Differenze tra le versioni di "Gilbert Keith Chesterton"

nessun oggetto della modifica
===[[Incipit]]===
Inchinandomi con la mia cieca credulità di sempre di fronte alla mera autorità e alla tradizione dei padri, bevendomi superstiziosamente una storia che all'epoca non fui in grado di verificare di persona, sono fermamente convinto di essere nato il 29 maggio del 1874 a Campden Hill, Kensington; e di essere stato battezzato secondo il rito anglicano nella piccola chiesa di Saint George, che si trova di fronte alla torre dell'acquedotto, immensa a dominare quell'altura. Non attribuisco nessun significato al rapporto tra i due edifici; e nego sdegnosamente che la chiesa possa essere stata scelta perché era necessaria l'intera forza idrica della zona occidentale di Londra per fare di me un cristiano.
 
{{NDR|G. K. Chesterton, ''Autobiografia'', Lindau, 2010}}
===Citazioni===
*Un uomo non può mai capire veramentedel tutto un ragazzo, neppureanche quando luise è stato un ragazzo. (cap. 3III)
*La vera difficoltà dell'uomo non è di godere i lampioni o i panorami, non di godere i denti-di-leone o le braciole, ma di godere il godimento, di mantenersi capace di farsi piacere ciò che gli piace.
*Nessun uomoNessuno ha veramentemai misurato lal'immensità vastitàdel delsuo debito verso quelchi qualsiasilo essere che l'ha creato e che logli ha reso capacepermesso di chiamarsiavere qualcosaun nome. DietroNel ilfondo del nostro cervello, perrimaneva cosìun direbagliore dimenticato, v'era una vampa o uno scoppiofiamma di sorpresasbigottimento per la nostra stessa esistenza:. Lo scopo della vita artistica e spirituale era quello di scavare questaquest'alba sommersa alba di meraviglia,meraviglie: cosicché une l'uomo seduto sunella unasua sediapoltrona potesseavrebbe comprendereimprovvisamente all'improvvisocapito di essere veramente vivo, ede esseresarebbe stato felice. (cap. IV)
*La vera difficoltà dell'uomo non è quella di essere capace di godere idei lampioni o idel panoramipaesaggio, nono didei goderedenti idi denti-di-leone o ledelle braciole, ma di godere ildel godimento,. Si tratta di mantenersiavere capacela capacità di farsiapprezzare piacereveramente ciò che glici piace. (cap. XVI)
*Un uomo non può mai capire veramente un ragazzo, neppure quando lui è stato un ragazzo. (cap. 3)
 
===[[Explicit]]===
QuestaPer me tuttavia la fine è il mio inizio, come Maurice Baring diceva citando Maria Stuarda, e questa convinzione assoluta secondo cui esiste una [[chiave]] che apre tutte le porte mi riporta al primo sguardo del glorioso dono dei sensi. Mi riporta all'esperienza meravigliosa della sensazione. Ecco stagliarsi di nuovo di fronte a me, chiara e netta come un tempo, la figura di un uomo che attraversa un ponte e che ha con sé una chiave. È identico a quello che vidi per la prima volta nel mondo incantato, attraverso la finestrella del teatrino di mio padre. So che colui che viene chiamato Pontifex, il costruttore didel pontiponte, è anche il Claviger, il portatore della chiave. Queste chiavi gli furono date per poter legare e sciogliere tutte le cose, quando era ancora un povero pescatore in un paese lontano, lambito da un piccolo mare quaiquasi segreto.
 
==''Cosa c'è di sbagliato nel mondo''==
 
==Bibliografia==
{{NDR|G.*Gilbert K.Keith Chesterton, ''Autobiografia'', traduzione di Cristina Spinoglio, Lindau, 2010}}2017.
*Gilbert Keith Chesterton, ''Cosa c'è di sbagliato nel mondo'', traduzione di Annalisa Teggi, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2016 (2011).
*Gilbert Keith Chesterton, ''Eretici'', traduzione di Cristina Cavalli, Lindau, Torino, 2010.
42 716

contributi