Differenze tra le versioni di "Cartesio"

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(associo meglio l'opera citata)
*{{NDR|A proposito della geometria}} Problemi che si possano costruire solo per mezzo di cerchi e linee rette.<ref>Da ''La geometria''. Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 146. ISBN 9788858025857</ref>
*Quando qualcuno dice: «Io penso, dunque sono o esisto» deduce la sua esistenza con una semplice intuizione della mente.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 122. ISBN 9788858014165</ref>
*Quando rifletto su me stesso, non soltanto conosco di essere una cosa imperfetta, incompleta, dipendente da altro, che tende e aspira senza posa a qualcosa di migliore e di più grande di quel che sono, ma conosco anche, nello stesso tempo, che colui dal quale dipendo possiede in sé tutte quelle grandi cose a cui aspiro e di cui trovo in me l'idea, e che non le possiede solo indefinitamente e allo stato potenziale, ma ne gode in effetti attualmente ed infinitamente, e perciò è Dio.<ref>da ''Meditazioni metafisiche sulla filosofia prima'', in ''Opere filosofiche''.</ref>
*Questa regola poggia sullo stesso fondamento delle altre due, e anche essa dipende esclusivamente dal fatto che Dio conserva ogni cosa mediante un'azione continua, e che quindi non la conserva affatto come poteva essere qualche tempo prima, ma esattamente come è nell'istante in cui la conserva. Ora, di tutti i movimenti ''l'unico perfettamente semplice, e la cui natura è contenuta in un solo istante, è quello rettilineo''. Infatti, per concepirlo è sufficiente pensare che un corpo compia l'azione di muoversi verso una certa direzione, cosa che si riscontra in ogni istante determinabile durante il tempo in cui si muove. Mentre per concepire il movimento circolare, come qualsiasi altro, è necessario considerare almeno due istanti, o meglio due parti del movimento stesso, e il rapporto fra loro sussistente.<ref>Da ''Il Mondo'', 1959, p. 64; citato in Koiré 1979, p. 336.</ref>
*Spero che i posteri mi giudicheranno con benevolenza, non solo per le cose che ho spiegato, ma anche per quelle che ho intenzionalmente omesso, così da lasciare ad altri il [[piacere]] della [[scoperta]].<ref>Da ''La geometria''.</ref>
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