Differenze tra le versioni di "Salvatore Silvano Nigro"

*La storia è un "immenso pelago di errori". La denuncia veniva dall'illuminismo giuridico. E da ''Dei delitti e delle pene'' di [[Cesare Beccaria]], in particolare. Tutti gli errori, [[Manzoni]] compendia nella storia morale e politica del Seicento: l'incertezza del diritto, la legislazione eccessivamente proliferante che a colpi di gride sopporta l'arbitrio dei potenti e la manipolazione dei causidici, l'impunità organizzata delle classi e delle consorterie (e persino della Chiesa), la cultura economica irresponsabile e monopolistica (che blocca la libera concorrenza e impone la demagogia del prezzo politico), la persecuzione dell'onestà disarmata. Il [[I promessi sposi|romanzo]] di Manzoni aggredisce l'errore nei suoi punti di perversione. Con sdegno, senz'altro. Ma anche con compassione: "[...] la morale cattolica rimuove le cagioni che rendono difficile l'adempimento di questi due doveri, odio all'errore, amore agli uomini". (Da ''Parte prima. Capitolo V. L'errore sulla lapide'', p. 80)
*[[Fra Cristoforo]] si pone in mezzo, tra vessatori e vittime: i primi esorta, riprende e cerca di correggere con drastiche restrizioni morali; agli altri insegna a non «affrontare», a non «provocare» e a farsi «guidare» da lui. Il carattere del frate è di qualità ignea. Il cappuccino ha «indole focosa». Il suo volto è «infocato». Le parole dell'abuso gli fanno «venir le fiamme sul viso». E lo mandano in combustione: «Tutti que' bei proponimenti di prudenza e di pazienza andarono in fumo». (Da ''Parte seconda. Capitolo VI. Il carro del Sole'', pp. 145-146)
*Felicità. Cos'è la felicità, per [[Renzo Tramaglino]]? Si tenti l'avventura di entrare nel suo romanzo. Non in quello che uno scrittore di nome [[Alessandro Manzoni]] dice di trascrivere e riscrivere. Ma in quello autobiografico che, all'interno del [[I promessi sposi|romanzo manzoniano]], Renzo ama raccontare a se stesso. E agli altri, incontenibile. E, fra essi, all'anonimo romanzatore: suo improvvisato e incontrollabile segretario, nell'occasione. La propensione narrativa di Renzo imbocca dapprima, «nella sua fantasia», la strada di un romanzo precocemente operaio; ma poi l'abbandona, per assecondare un più disponibile e idillico romanzo familiare [...]. (Da ''Parte seconda. Capitolo IX. Tanti romanzi, a conferma'', p. 163)
*[[Lucia Mondella|Lucia]] è «acqua cheta». Tuttavia è lei ad avere sempre ragione. Su tutti. Su don Rodrigo, su suor Gertrude e sull'innominato; come sul [[Renzo Tramaglino|marito]] e sul suo romanzo. (Da ''Parte seconda. Capitolo IX. Tanti romanzi, a conferma'', p. 167)
 
==''Le brache di San Griffone. {{small|Novellistica e predicazione tra '400 e '500}}''==
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