Differenze tra le versioni di "Utente:SunOfErat/Citazioni cinematografiche"

 
::2 - riutilizza immagini girate da lui stesso, in occasioni diverse
::3 - per comporre cinema d'archivio, gira immagini originali che servono esplicitamente per il nuovo film.
 
*Padenje Dinastij Romanovych (La caduta della dinastia dei Romanov) (1927) di Ėsfir' Šub – primo episodio di una trilogia sull'epica affermazione del proletariato, in un'idea di progresso politico che parte dai decadenti fasti dei Romanov per terminare nell'apoteosi del primo piano quinquennale di Stalin. È stato realizzato in occasione del decennale della rivoluzione d'Ottobre con i fondi filmici degli anni 1913-1917, originariamente appartenuti all'archivio dello zar Nicola II, poi requisiti dal Cinecomitato di Pietrogrado. Šub risemantizza immagini «che devono insieme insegnare ed essere prova scottante del passato». Eppure alcuni significati si dileguano, altri si aggiungono, e le immagini dicono sempre meno, o sempre più, di quello che si suppone.
 
*Sinfonia del DonBassa / Entusiasmo (1931) di Dziga Vertov - film sul piano quinquennale di Stalin è uno dei primi tentativi di lavorare sperimentalmente sul sonoro: all’inizio del film una donna che ascolta le voci, disturbate, della rivoluzione.
 
*Gloria (1934) di Roberto Omegna - primo lungometraggio italiano a base d’archivio, prodotto dall’Istituto Luce come testimonianza dei valori del regime fascista.
Le sequenze, girate da vari operatori durante la prima guerra mondiale evidenziano il tentativo di riscrivere il conflitto in prospettiva nazional-fascista, con precise scelte contenutistiche (i valorosi combattenti), verbo-visive (le didascalie patriottiche), occultamenti (la disfatta di Caporetto). Ma qualcosa sfugge all’intento politico: i frammenti di giovani soldati colti nell’ansia e nella stanchezza, lo sguardo disperato dei prigionieri, l’attenzione agli aspetti quotidiani della guerra, le estenuanti attese e la vita nelle trincee evocano qualcosa di tragico anziché glorioso.
*Why we Fight (1942-1945) – serie di 7 documentari propagandistici di found footage, per la quale viene mobilitato il cinema americano con animazioni di Walt Disney, materiali selezionati da professionisti di Hollywood e montati con la supervisione di Frank Capra. I film, composti da cinegiornali americani e anche riprese dei nemici di guerra, hanno inizialmente una funzione interna, motivare le forze armate, ma ben presto vengono proiettati al più vasto pubblico americano, per allargare gli immaginari della guerra necessaria.
 
*Giorni di gloria (1945) di Luchino Visconti, Franco Pagliero, Giuseppe De Santis, Mario Serandrei - film manifesto, documentario storico-resistenziale realizzato con materiali cinematografici girati durante la seconda guerra mondiale. Di forte impatto emotivo, parla con i toni della guerra e la rabbia della liberazione tra processi, fucilazioni e linciaggi.
 
*All’armi, siam fascisti (1961) di Cecilia Mangini, Lino Del Fra e Lino Micciché - riflette sul ventennio per contrastare la vulgata rappacificatoria di un antifascismo generico e umanista, sulla scia delle manifestazioni del 1960 contro il convegno nazionale del neofascisti e contro il governo Tambroni (appoggiato dai monarchici e dal Movimento sociale italiano), poi costretto alle dimissioni.
*La rabbia (1963) di Pier Paolo Pasolini - film a base d'archivio con brani tratti dal cinegiornale Mondo Libero e sequenze di documentari sovietici. Il tema della guerra è affrontato partendo dalla politica per giungere all'antropologia in una prospettiva internazionalista e pacifista, contro il perbenismo e l’intolleranza. Il commento vibrante della voice over si sovrappone a immagini di esplosioni atomiche, guerre di liberazione, operai di fabbrica, borghesi ingioiellati, del Papa, Fidel Castro, Marilyn Monroe e Jurij Gagarin.
Per volere dei produttori nelle sale viene distribuito in associazione a un analogo film diretto da Giovannino Guerreschi, autore di Don Camillo e Peppone. Al contrario de La rabbia, è il simbolo dell’Italia conservatrice post-bellica, tacciato dallo stesso Pasolini di qualunquismo, razzismo, retorica fascista e uso di dati indimostrabili.
 
*Forza Italia! (1977) di Roberto Faenza - film di satira politica a base d'archivio, un affresco che tenta una riscrittura della storia della Democrazia Cristiana e dei vari governi nazionali che si sono succeduti remixando cinegiornali di repertorio. Con qualche trucco di montaggio che fa emergere l'ironia dell'operazione, i veri protagonisti dei cinegiornali sembrano divenire attori di loro stessi.
 
===Capitolo 1 - ''Ombre mosse''===
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