Differenze tra le versioni di "Utente:SunOfErat/Citazioni cinematografiche"

 
*''Il nostro secolo'' (1982) di Artevazd Peleshian - lungometraggio (50 min) - il regista armeno racconta il tentativo di conquistare lo spazio soffermandosi sulla disfida sovietico-americana per il controllo dei cieli.
 
;CAP 4 - Memorie private e tempi storici
*''Les plages d’Agnes'' (2008) di Agnes Varda - il cinema è rivisitato dall’esperienza autobiografica: le immagini di filmini familiari, documentari, film di finzione (e sequenze girate appositamente per il film) cuciono un tappeto iconografico sul quale la regista traccia geografie sentimentali di intenso spessore emotivo. Set privilegiato che fa da collante è la spiaggia.
 
*''Santiago'' (2007) di João Moreira Salles - presa di coscienza dei propri demoni e delle proprie ingenuità cinematografiche, recupera immagini girate nel 1992 e mai montate. Santiago, maggiordomo nella casa natale del regista, era un uomo dai mille interessi che segnò profondamente la vita familiare e l'infanzia del regista. Vengono mostrate le scene ripetute diverse volte, il regista non è contento, forse la “realtà” ripresa non è uguale a quella prevista. A posteriori il regista dichiara che era il modo di condurre l’intervista a determinare la distanza e l'imbarazzo tra i due. E proprio quando il maggiordomo tenta di parlargli in modo intimo, lui non riesce ad accendere la camera. È un'analisi dei propri limiti, di barriere al tempo stesso sociali ed estetiche, fa comprendere i processi di messa in forma pseudo realistica, gli imbarazzi prossemici, le volontà registiche e le difficoltà dei non attori a “far come se niente fosse”. Un fallimento cinematografico riscattato dalla lucidità del regista nel rivisitare in modo nostalgico il footage personale: il diritto di andare alla ricerca del proprio cinema perduto diviene un piacere legato alla mancanza, a qualcosa che avrebbe potuto essere e che, alla fine, non è mai stato (o è stato solo in parte, nel nuovo film, dopo la morte di Santiago).
 
*''Le fond de l'air est rouge'' (1978) di Chris Marker - film-saggio, racconto del 900 e dei suoi conflitti che mette alla prova la verità delle immagini. la scalinata di Odessa, ripresa in ''[[La corazzata Potemkin]'' di [[Ejzenstejn]] viene accostata in montaggio alternato alle repressioni poliziesche in varie parti del mondo. In voice over si sovrappongono testimonianze di ricordi personali e fatti vissuti in quel periodo. Marker sembra esaltare prossimità tra finzione e documentario: la relazione fra racconto personale e immagine storica esalta la memoria come spazio ontologicamente cinematografico.
 
*''Memoire pour Simone'' (1986) di Chris Marker - un omaggio a Simone Signoret in cui la revisione di scritti, fotografie, film del passato e del presente mostrano verità mutevoli.
 
*''Sans soleil'' (2002) di Chris Marker - riflessione sul senso dell'immagine e sul suo rapporto con il tema della memoria affidandosi a frammenti audiovisivi come lettere, repertori d’archivio, sequenze girate ex novo, fotogrammi congelati, immagini elaborate al computer. Il rinnovato valore del rapporto memoria/immagini si instilla nella poetica di Marker: il riciclo delle immagini che si sviluppa in tre periodi:
::1 - privilegia immagini filmate da altri
::2 - riutilizza immagini girate da lui stesso, in occasioni diverse
::3 - per comporre cinema d'archivio, gira immagini originali che servono esplicitamente per il nuovo film.
 
===Capitolo 1 - ''Ombre mosse''===
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