Fabrizia Ramondino: differenze tra le versioni

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Fix abc.
(Aggiunto un incipit, piccolo fix.)
(Fix abc.)
 
Era sempre vestita di nero, ma quando passava per la piazza di Santa Maria del Mare, come fiamme d'inferno i colori le guizzavano intorno, dei gialli, dei viola, perfino talora dei rossi e dei verdi; non portava bracciali, eppure bagliori dorati sembravano splenderle intorno ai polsi. Camminava eretta, rapida, con i grandi capelli rialzati oscillanti: impeto e altezza; sotto la gonna nera si profilava elegante la gamba fino alla coscia; la veste era scollata sul petto magro, arrossato, un largo nastro di velluto nero le fermava le arterie agitate del collo.
 
===''Taccuino tedesco''===
Fu così che venni a sapere in modo definitivo come nascono i bambini. Avevo diciassette anni e preparavo gli esami di maturità con un'amica del Viale Elena. Il Viale Elena era stato costruito in un periodo umbertino e era ombreggiato da due file di pini, regolari come i palazzi signorili, che facevano frangente da un lato al vento del mare, dall'altro ai poveri della Torretta. Ciascuna di noi due ragazze aveva i propri modelli di donna o fantasmi interiori. Per me, che appartenevo a una famiglia colta, ma decaduta economicamente, e che per varie vicissitudini ero outsider, tanto a scuola che nella borghesia napoletana, il fantasma amato era [[Anna Maria Ortese]], che pochi anni prima aveva frequentato quel Viale. Per la mia amica, che apparteneva a una famiglia più incolta, ma in rapida ascesa sociale, il fantasma era G. L., donna bellissima, elegante e libera. Attorno a ambedue i fantasmi femminili aleggiava il peccato: quello di comunismo attorno a Anna Maria Ortese, quello di sesso attorno a G. L.
 
===''La colombaia''===
I vecchi del quartiere la ricordano giovane e bella, raccontano che era di buona famiglia e che, dopo aver visto la Madonna, cominciò quella vita. Faccio un po' di conti: sembrava sulla settantina, doveva quindi essere arrivata nel quartiere durante la guerra, o un po' prima o un po' dopo. Non so bene che intendessero i vecchi con quella frase: aveva visto la Madonna, è un modo di dire comune però, che sta a indicare una radicale conversione della propria vita; ella comunque non ne aveva mai parlato e, se fosse stata interrogata, avrebbe scacciato l'interrogante in malo modo, come persona molesta e importuna.
 
===''Taccuino tedesco''===
Fu così che venni a sapere in modo definitivo come nascono i bambini. Avevo diciassette anni e preparavo gli esami di maturità con un'amica del Viale Elena. Il Viale Elena era stato costruito in un periodo umbertino e era ombreggiato da due file di pini, regolari come i palazzi signorili, che facevano frangente da un lato al vento del mare, dall'altro ai poveri della Torretta. Ciascuna di noi due ragazze aveva i propri modelli di donna o fantasmi interiori. Per me, che appartenevo a una famiglia colta, ma decaduta economicamente, e che per varie vicissitudini ero outsider, tanto a scuola che nella borghesia napoletana, il fantasma amato era [[Anna Maria Ortese]], che pochi anni prima aveva frequentato quel Viale. Per la mia amica, che apparteneva a una famiglia più incolta, ma in rapida ascesa sociale, il fantasma era G. L., donna bellissima, elegante e libera. Attorno a ambedue i fantasmi femminili aleggiava il peccato: quello di comunismo attorno a Anna Maria Ortese, quello di sesso attorno a G. L.
 
==Note==