Differenze tra le versioni di "Fernanda Pivano"

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*{{NDR|Su [[Ottavio Rosati]]}} Quanti anni, 22, 2.000.000, una vita breve per te, troppo lunga per me. Che ti ho visto passare, silenzioso, amoroso, a aiutare anime stanche che parevano senza rimedio. Un rimedio l'hai trovato per tutte, sempre sornione, criptico in understatements un po' magici, un po' furbacchioni, sempre più generosi della realtà. Grazie per tutti, trickster antico, amico del Buddha e Buddha tu stesso.<ref>Da ''[http://www.plays.it/ipod/scritti/fernanda-pivano/661-quanti-anni-22-2-000-000-di-fernanda-pivano Quanti anni?]'', ''Plays.it''.</ref>
*Quanto vorrei che tu fossi sempre felice, quali che siano le tue scelte e ti augurassi che la tua scelta della libertà non ti tradisca mai [...] Diventerai sempre più bravo e io avrò sempre più soggezione di te e sempre meno posto nella tua vita. Sempre più rimpianto per un destino che non si poteva cambiare. Ma la tua fotografia con i ricciolini dei vent'anni l'avrò sempre con me anche se tu forse non la ricordi più.<ref>Da ''[http://www.plays.it/ipod/scritti/fernanda-pivano/663-11-marzo-buddhista 11 marzo Buddhista]'', ''Plays.it''.</ref>
*{{NDR|[[Cesare Pavese]]}} Quella sera aveva inghiottito la sua polvere assassina; nessuno di noi gliela aveva tolta dalle mani. Ci ha perdonato, ci ha chiesto perdono. Di che cosa, [[Cesare Pavese|Pavese]]? Che cosa le avevo fatto, che cosa mi aveva fatto, che cosa ci aveva fatto dopo aver aiutato decine di scrittori a farsi conoscere, con quel suo viso tragico che aveva dimenticato il sorriso, quella sua vita segreta che non aveva svelato a nessuno, quella sua infinita conoscenza del mondo che non le è bastata per sopportarlo.<ref name=wallace/>
*Se ho sbagliato perdonatemi: i sogni sono quasi sempre sbagliati, mi dicono. Eppure io non riesco a dimenticare la lezione forse più importante che mi ha dato il mio indimenticabile maestro [[Ernest Hemingway]]: "Ho fatto una pace separata".<ref>Da ''Ho fatto una pace separata'', Dreams creek Production.</ref>
*Si capisce che il mio grande guru del misticismo orientale è stato [[Allen Ginsberg]]. Ma il guru che per primo mi ha mostrato piccoli riti propiziatori, per esempio quando salvava la vita a un insetto o compiva un gesto gentile verso un ramo o una foglia alla vigilia di qualche avvenimento emozionante, è stato [[Cesare Pavese|Pavese]]. A consacrare l’amore, ma proprio come un guru in levitazione, è stato un vero grande mago, che infatti resta nascosto. E a darmi da leggere Il Ramo d’Oro di Frazer è stato Hemingway. Mi dispiace, sono monotona, i miei nomi sono sempre gli stessi. Forse il mio nuovo guru uscirà dalla tua generazione, che dici?<ref>''Dalla Pivano a Fernanda attraverso la Nanda'', intervista di Ottavio Rosati per "Cia Cook Book", Arcana ed., Roma, 1972 [http://www.plays.it/ipod/scritti/ottavio-rosati/590-dalla-pivano-a-fernanda-attraverso-la-nanda-intervista-di-ottavio-rosati-per-cia-cook-book-1973 riportata in Plays]</ref>
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