William Somerset Maugham: differenze tra le versioni

Corretto: "infine"
(Corretto: "infine")
*Non mi sentivo chiamato a lasciare il mondo e a ritirarmi in un convento, ma a vivere nel mondo ed amare le cose del mondo, non per esse stesse, per l'Infinito che è in loro. Se in quei momenti di estasi fossi realmente stato tutt'uno con l'Assoluto e se ciò che dicevano era vero, niente poteva toccarmi, e, uscito dal karma della mia vita presente, non sarei più tornato in questo mondo. Quel pensiero mi sconcertò. Desideravo vivere di nuovo e poi di nuovo ancora. Ero pronto ad accettare qualunque genere di vita, anche se piena di dolori e sofferenze; sentivo che solo una serie infinita di vite poteva soddisfare la mia avidità, il mio vigore e la mia curiosità. (Larry: cap. VI, 8)
*I filistei, sa, hanno abbandonato da tempo la ruota e il palo per sopprimere le opinioni che temono: hanno scoperto un mezzo di distruzione molto più efficace: la [[canzonatura]]. (Maugham a Larry: cap. VI, 8)
*[...] presi il libro di Larry e mi misi a guardare il sommario. [...] Mi ero aspettato qualcosa di molto diverso. Il libro conteneva una raccolta di saggi, lunghi all'incirca come quelli di [[Lytton Strachey]], nel suo volume ''Eminent Victorians'', su un certo numero di personaggi famosi. La scelta di Larry mi sorprese. C'era un saggio su [[Lucio Cornelio Silla|Silla]], il dittatore romano, che, conquistato il potere assoluto, vi rinunziò per tornare alla vita privata; un altro su [[Akbar|Akbara]], il conquistatore mongolo che si guadagnò un impero, un altro su [[Pieter Paul Rubens|Rubens]], uno su [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] e in fineinfine uno sul [[Philip Stanhope, IV conte di Chesterfield|Lord Chesterfield]] delle ''Lettere''. Ognuno di quei saggi presupponeva una enorme quantità di letture. Non ero più sorpreso che Larry avesse avuto bisogno di tanto tempo per scrivere il suo libro; non capivo, d'altra parte, perché avesse giudicato utile dedicarvi tanto tempo né perché avesse scelto di studiare proprio quei determinati uomini. Poi mi colpì il fatto che ognuno di essi, a modo suo, aveva fatto un capolavoro della sua vita e pensai che era questo che aveva interessato Larry: aveva voluto vedere in che cosa veramente consista una vita riuscita. (Maugham: cap. VII, 3)
 
==''La giostra''==
Utente anonimo