Differenze tra le versioni di "Luigi Cibrario"

Della economia politica del medio evo: incipit
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(Della economia politica del medio evo: incipit)
Per quanto si è venuto discernendo ed osservando, parmi che si possa a buon {{sic|dritto}} {{sic|conchiudere}}: che il Carmagnola fu condannato, non come traditore, ma come sospetto di tradimento; non per la rotta fede, ma per la paura che i Veneziani avean di lui; e che questa mercede gli fu data delle due province che la vittoriosa sua mano aveva aggiunte ai dominii della repubblica. <!--(p.46)-->
 
==[[Incipit]] di ''Storiaalcune di Torino''opere==
===''Della economia politica del medio evo''===
Io qui comprendo sotto il nome di ''medio evo'' i tempi che corsero dalla caduta dell'impero romano fino allo stabilimento delle monarchie moderne, da Augustolo a Carlo V, dal secolo VI al XVI.<br>Il medio evo ha due periodi ben distinti.<br>Il primo dal secolo VI all'XI, è periodo di tenebre, di barbarie, d'universal corruzione; con poco lume di scienze, senza lenocinio di lettere, senza reggimento ordinato; tempo in cui un agglomerato di barbari armati, primeggiati piuttostoché retti dai loro capi, tenne luogo di governo e di nazione. Lunga notte, per entro a cui traspare, come un bel sogno e come promessa ed in parte anche principio d'un più lieto avvenire, l'immagine colossale di Carlomagno. <!-- (tomo I, libro I, cap. I, p. 1) -->
 
===''Storia di Torino''===
La [[Bibbia]], anche a considerarla solo dal lato umano, è certamente il libro delle più antiche e sicure tradizioni storiche; e là si dee cercare la genealogia de' popoli, in que' figli e nipoti di Noè, cui fu data dopo il diluvio ad abitar la terra vacua e senza nome, e che {{sic|scompartiti}} prima in famiglie, poi in tribù, poi in genti, ai luoghi in cui ebbero stanza {{sic|temporaria}} o perenne, ne lasciarono la traccia spesso inavvertita nelle appellazioni che ricordano appunto la varietà di quelle primitive razze. <!-- (libro I, cap. I, p. 11) -->
 
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