Differenze tra le versioni di "Fernanda Pivano"

1 126 byte aggiunti ,  1 anno fa
*{{NDR|Alice Toklas}} Parlavamo tutto il pomeriggio, anzi era lei a raccontarmi storie sempre diverse di tutti quelli che passavano da lei. Fumava lunghe Pall Mall tenendole tra le dita, ma alla base, perché non si macchiassero di nicotina. Mi ha regalato il bottone di corallo di Gertrude... Era piccola e sottile, era così buona. L'unico di cui l'ho sentita dir male era Hemingway perché si era innamorato di [[Gertrude Stein]]... doveva difendere il suo territorio. Se penso che delle sue famose ricette tre gliele ho date io he non so cuocere neanche un uovo! Quella più famosa, la crema all'hashish, da fare con la piantina di marijuana che cresce sul davanzale - che aveva fatto sequestrare il libro in America – gliela aveva mandata Paul Bowles.<ref>Citato in Giulia Borgese, ''Cara Fernanda l'America ti scrive'', ''Corriere della Sera'', 12 dicembre 1998.</ref>
*{{NDR|Sull'incendio scoppiato al suo ingresso al Torino Festival del 2001}} Per chi crede alle coincidenze non c'è dubbio che è una coincidenza a dir poco straordinaria.<ref>Citato in ''Incendio a Torino, Bloccato il film su Fernanda Pivano'', ''Corriere della Sera'', 23 novembre 2001, p. 40.</ref>
*{{NDR|Su [[Da Storia nasce Storia|Da storia nasce storia]], Rai3}} Più di un critico salutò queste storie come la nascita di un nuovo genere televisivo e lo scrittore [[Harold Brodkey]], il "Proust americano", dopo aver capito il contenuto di alcune sequenze attraverso le sole immagini, parlò di "un miracolo possibile solo all'anima italiana. [...] Quando [[Angelo Guglielmi]] accettò la sfida di spettacolarizzare l'inconscio in televisione, cominciò l'avventura [...] dalla preparazione dei gruppi fino al montaggio delle prime due serie il lavoro durò circa due anni. In un mese [[Ottavio Rosati|Rosati]] diresse più di quaranta psicodrammi di cui sedici furono scelti dalla Rai come storie efficaci da un punto di vista narrativo. Forse l'aspetto più clamoroso di questo programma non sta nelle puntate ma nel fatto che durante il lavoro i tecnici della troupe uscivano dai loro ruoli professionali abbandonando telecamera e microfoni per entrare nello psicodramma?<ref>Dalla prefazione a ''[[Da Storia nasce Storia|Da Storia nasce storia]]'' di Ottavio Rosati, Nuova Eri-Rai, 1994, p. 9. ISBN 8839707956</ref>
*[[Ottavio Rosati]] protervo e ribaldo, sfacciato e aggressivo, cinico e irruente, si capiva dopo cinque minuti che questa messa in scena proteggeva una generosità patologica e una gentilezza di altri tempi. A 20 anni era davvero convinto, (e lo è tutt'ora che ne ha più di 40) che per vivere le esperienze accessibili attraverso i funghi allucinogeni o LSD, lo psicodramma sia più che sufficiente.<ref>Dalla prefazione a ''[[Da Storia nasce Storia|Da Storia nasce storia]]'' di Ottavio Rosati, Nuova Eri-Rai, 1994, p. 9. ISBN 8839707956</ref>
*[[Cesare Pavese|Pavese]] voleva che lo leggessi {{NDR|''[[Ernest Hemingway#Addio alle armi|Addio alle armi]]''}} per farmi capire la differenza tra la letteratura inglese e quella americana. Gli altri libri che mi lasciò quella sera con questa intenzione furono l'''[[Antologia di Spoon River]]'' di [[Edgar Lee Masters]] ''Autobiografia'' di [[Sherwood Anderson]] e i ''Fili d'erba'' di [[Walt Whitman]].<ref>Dalla postfazione ad ''[[Addio alle armi]]'', p. 316.</ref>
1 212

contributi