Differenze tra le versioni di "Corrado Augias"

 
==Citazioni di Corrado Augias==
 
* {{NDR|Dopo la morte di Luca Nicolini, presidente del comitato organizzatore del Festivaletteratura}} Devo dire che nel successo del [[Festivaletteratura]] una parte importante l'ha avuta la città. Magari la medesima intuizione in una città meno pronta ad accogliere l'idea di Nicolini avrebbe avuto vita stentata. Invece si sono incontrati più elementi ed è successo un miracolo.<ref>Da intervista di Enrico Comaschi, ''«Ha dato vita a parole stampate. Un'intuizione e un miracolo»'', ''Gazzetta di Mantova'', 10 maggio 2020, p. 39.</ref>
 
*[[Federico Fellini|Fellini]] aveva tratto ispirazione {{NDR|per il film ''[[La dolce vita]]''}} da un'inchiesta di [[Manlio Cancogni]] pubblicata pochi mesi prima dal settimanale ''[[L'Espresso]]''. Il titolo era ''Capitale corrotta= Nazione infetta''; proprio di questo si trattava; il regista italiano, come i grandi narratori francesi o russi dell'Ottocento, aveva interpretato gli indizi acutamente raccolti dal cronista per trasformarli in una narrazione che li trascendeva facendone denuncia e ammonimento.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/06/20/news/corrado_augias_racconta_la_roma_del_1960-199548483/ Roma, eri così bella nel 1960... O no?]'', ''Rep.repubblica.it'', 20 giugno 2018.</ref>
*Il comico [[Beppe Grillo]] ha dato vita al consueto paradosso di chi dice di voler fare "antipolitica". In realtà il suo è stato un riuscito rito liberatorio, versione civilizzata di quelli celebrati presso certe tribù primitive dove lo stregone che aveva sbagliato o abusato veniva linciato dai suoi ex fedeli e, in qualche caso, mangiato. Grillo ha colto l'ondata di risentimento che c'è nel paese mettendo a bollire in un unico calderone richieste sacrosante e altre di chiaro sapore qualunquistico. È vero che grida vendetta vedere in parlamento dei condannati a pene definitive. Ma prendersela in blocco con le case degli onorevoli è invece demagogia; nel mucchio ci sono autentiche situazioni di privilegio accanto ad altre legittime che risalgono a decenni fa. Attaccare in blocco i partiti è una sciocchezza. I partiti sono stati i tiranti, i tendini di un paese molto diviso, spesso hanno garantito loro, in mancanza d'altro, una riconoscibilità nazionale. Non i partiti in sé ma la loro degenerazione, la loro trasformazione in macchine elettorali o di sottogoverno, è la malattia politica da curare; così come la presa soffocante d'una politica degenerate sulla vita di singoli cittadini e delle loro imprese. Il guaio per Grillo, e per tutti noi, è che quando s'è consumato il rito liberatorio, dopo aver ucciso lo stregone o avergli gridato in piazza un vituperio, l'antipolitica non conta più niente e non porta a niente. L'antipolitica raccoglie un sintomo, lo interpreta, lo potenzia ma non ha nessuna terapia da proporre. Fino a quando non diventa essa stessa politica. È questo il paradosso.<ref>Da ''la Repubblica'', 11 settembre 2007.</ref>
*Nella [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione del '48]], l'aggettivo "sacro" è usato solo due volte: una delle due volte è usato per dire che «la difesa della patria è sacro dovere del cittadino».<ref name="video_26giugno2019" />
*Oggi la questione è più drammatica del previsto, dato che il liberalismo statualistico privo di riferimenti consuetudinari diventa mera immagine speculare del più efferato sistema bicamerale.<ref>Da ''la Repubblica'', 15 dicembre 2010.</ref>
*{{NDR|Dopo la morte di Luca Nicolini, presidente del comitato organizzatore del Festivaletteratura}} Devo dire che nel successo del [[Festivaletteratura]] una parte importante l'ha avuta la città. Magari la medesima intuizione in una città meno pronta ad accogliere l'idea di Nicolini avrebbe avuto vita stentata. Invece si sono incontrati più elementi ed è successo un miracolo.<ref>Da intervista di Enrico Comaschi, ''«Ha dato vita a parole stampate. Un'intuizione e un miracolo»'', ''Gazzetta di Mantova'', 10 maggio 2020, p. 39.</ref>
*Privato del suo mantello teologico [[Gesù]] diventa una figura più affascinante, perché più drammatica, più fragile, una figura da amare, che si capisce molto meglio senza fede. [...] Noi ci limitiamo ad analizzare Gesù dal punto di vista storico, al pari di Alessandro Magno o Giulio Cesare, altre grandi figure che hanno cambiato il corso degli eventi: se davanti a questo la fede barcolla, povera [[fede]]. Si tratta comunque di reazioni che rivelano [[intolleranza]], come lo sono state quelle sul libro di Dan Brown, che pure dal punto di vista delle verità storica è facile da smontare, e questo non va affatto bene.<ref>Da [http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/libro-gesu/libro-gesu/libro-gesu.html ''I gesuiti contro il libro di Augias: "Attacco frontale alla fede cristiana"''], ''Repubblica.it'', 30 novembre 2006.</ref>
*Scrive molto, [[Giordano Bruno|Bruno]]. Ovunque si trovi nel suo eterno peregrinare entra ed esce dalle Università iscrivendosi a volte come allievo, altre come docente, e ovunque si segnala per la vivacità del temperamento e l'ingegno brillante. Né scrive solo di filosofia o sulla mnemotecnica. Scrive anche per il teatro, componendo Il Candelaio. Vi appare un mondo corrotto e violento del quale si ride, ma si ride con l'amarezza che qualche volta noi riserviamo alle satire politiche dei nostri tempi che ci fanno sorridere, ma ci fanno sorridere amaramente.<ref>Da ''Le fiamme e la ragione'', Promo Music, 2008.</ref>
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