Differenze tra le versioni di "David Silvagni"

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==''La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX''==
*Giovanni Maria {{NDR|Mastai Ferretti}} divenuto pontefice e regnando tanti anni, non arricchì i {{sic|nepoti}} e ciò fu bene; ma forse li lasciò troppo poveri, sicché alla sua morte essi mossero causa prima agli esecutori testamentari, e poi al Governo, per ottenere una quota dell'appannaggio dovuto dal Tesoro pubblico al Papa. I Mastai furono soccombenti; e [[Papa Pio IX|Pio IX]], che aveva arricchito tanti cortigiani così sfacciatamente, lasciò che il suo nome non fosse benedetto neppure dai suoi discendenti. (vol. III, p. 539)
 
*Ucciso Rossi<ref>[[Pellegrino Rossi]] fu accoltellato sulle scale del Palazzo della Cancelleria il 15 novembre 1848.</ref>, il Papa {{NDR|Pio IX}} si mise interamente nelle braccia del cardinale [[Giacomo Antonelli|Antonelli]], il quale, come vedemmo, cospirò coi nemici dell'Italia per trafugare il Papa<ref>Il 24 novembre 1848, Pio IX lasciò nottetempo Roma per rifugiarsi nel Regno delle Due Sicilie, a Gaeta.</ref>, e impedì che i più rispettabili uomini dello Stato potessero mai più avvicinarlo a fargli comprendere quanto grande era la sua responsabilità in faccia al suo popolo, all'Italia e alla Storia. (vol. III, pp. 695-696)
 
*A Roma il Cardinale {{NDR|Antonelli}} dava in pasto ai prelati, giudici del Tribunale supremo della Consulta, una serie infinita di vittime che, giudicate e condannate alla forma della S. Inquisizione, cioè senza legali testimonianze, senza difesa e senza appello, venivano o mandate in catena al Forte Urbano o uccise, sicché nella città di {{sic|Sinigaglia}} ne furono fucilati ventiquattro in un sol giorno.<br>È vero che molti erano rei di atroci delitti, ma la forma dei giudizî, la implacabilità dei giudici e le pene spietate rendevano questi atti inumani piuttosto immagine di vendetta che di giustizia; senza dire che i Brunetti padre e figlio<ref>[[Angelo Brunetti]] (''Ciceruacchio'') e il figlio tredicenne Lorenzo.</ref>, fucilati sul Po, il prete Ugo Bassi e Liverani, trucidati a Bologna nel 1849, non avevano altra colpa che quella di aver combattuto contro l'Austria; come i giovani Succi, Malagutti e Parmeggiani, fucilati in Ferrara nel 1853, non erano rei che di aspirazioni nazionali. (vol. III, pp. 697-698)
 
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