Differenze tra le versioni di "Andrea Purgatori"

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* [...] incontrai [[Fiorenzo Angelini]]. Allora solo vescovo, ma già eminenza grigia della sanità cattolica con le mani in pasta in cinque ospedali di Roma, quattrocento immobili e ottomila ettari di tenute agricole intorno alla capitale. Il [[Giulio Andreotti]] del Vaticano, di cui era amico fraterno.<br>Lo incontrai a Kisima o Baragoi, non ricordo bene. Comunque, sulla strada (si fa per dire) che conduceva a Loiyangalani, sulle sponde del Lago Rodolfo. Sbucò tra le bouganville di un lodge con una camicia, un paio di bermuda color kaki e una cinepresa in mano. Fate conto [[Alberto Sordi]] in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa. Preciso. E dopo essersi presentato, chiese due informazioni: dove convenisse fare un buon cambio al mercato nero e se l'avorio di contrabbando a trentamila lire al chilo fosse un prezzo accettabile. Sembrava uno scherzo.<ref>Citato da Andrea Purgatori, [https://www.huffingtonpost.it/andrea-purgatori/io-monsignor-angelini-e-lafrica-nera_b_6204438.html ''Io, monsignor Angelini e l'Africa nera''], ''huffingtonpost.it'', 22 novembre 2014.</ref>
* Nel corso della mia carriera giornalistica ho conosciuto troppe spie perché mi divertisse una narrazione irrealistica, nessuna di quelle che ho conosciuto aveva l'aria di [[James Bond]]. Piuttosto mi ha sempre affascinato la sede della Stasi che ho visitato e quella parte dell'archivio segreto che è andato distrutto. C'è un buco nero della memoria collettiva che non è stato mai indagato a fondo. [...] Continuiamo a esserci {{NDR|negli strascichi della Guerra fredda}} dentro sino al collo, basta pensare al [[Russiagate]]...O al sommergibile in cui sono da poco morti 14 marinai russi. È molto probabilmente un mezzo utilizzato per operazioni speciali di intelligence.<ref name="Il Giornale_19luglio2019" />
*{{NDR|Purgatori risponde di aver scritto un romanzo di spionaggio per molti motivi, il primo:}} perché avendo conosciuto, nell'arco di tanti anni di lavoro, molte spie dell'Est, dell'Ovest e di tanti Paesi, volevo raccontare anche la loro dimensione umana che è molto diversa da quella del nostro immaginario. Sono donne e uomini fatti come noi e come noi provano emozioni, sentimenti, gioie e dolori ed è curioso, diciamo, che li debbano vivere, in qualche modo, nell'ombra. Anche se a volte poi il sentimento fa saltare questi progetti studiati a tavolino che dovrebbero cambiare gli assetti del mondo.<ref>Dall'intervista di Cristiana Carnevali, ''[http://www.mangialibri.com/interviste/intervista-andrea-purgatori ''Intervista a Andrea Purgatori]'', ''mangialibri.com''.</ref>
* [[Oliviero Beha|Oliviero]] era più colto di me, più svelto a capire, più bravo a collegare i dettagli ed i sintomi del malessere che ci ha mangiato il futuro, se non tutto almeno in gran parte. Ma aveva un qualità: non ne voleva sapere di arrendersi. E fin qui, il giornalista, lo scrittore. Poi c'era l'uomo. Anzi, prima. Generoso e accogliente. A modo suo, che era un bel modo. La sua famiglia sa di cosa sto parlando, i suoi figli sanno di cosa sto parlando. Lo saprà anche il suo nipotino.<ref>Citato da Andrea Purgatori, [https://www.huffingtonpost.it/andrea-purgatori/ricordando-oliviero_a_22085897/ ''Ricordando Oliviero'', ''Huffington Post'', 14 maggio 2017.</ref>
* {{NDR|Sul [[Strage di Ustica]]}} Quel giorno, il 16 marzo del 1978, e per qualche ora a seguire, credo che il nostro Paese abbia ritenuto di trovarsi di fronte ad una [[insurrezione]], ad una guerra civile, o che potesse essere in atto un colpo di Stato. La gravità di quel rapimento e il livello dell’attacco messo in atto, indirizzato al cuore dello Stato, erano tali da far temere che potesse esserci un’offensiva alla nostra [[democrazia]]. Offensiva che, seppur circoscritta all’evento, era reale.