Differenze tra le versioni di "Christopher Hitchens"

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*Essendo sopravvissuti alle depredazioni di Mussolini, al tentativo del colonialismo britannico di dividerli su linee tribali, e a tre decenni di sanguinosa occupazione ed oppressione etiope, gli eritrei hanno realizzato qualcosa di eccezionale. Si sono sbarazzati della tutela esterna, pur conservando il meglio dell'Italia (il cibo e l'espresso, sebbene persino l'ammiratore più fervente non possa lodare il vino, che sa di acqua antiparassitario, il meglio dell'Inghilterra (il traffico pedonale ad Asmara è diretto da Girl Scouts dalle calze bianche modeste ma efficienti), e gran parte dei contatti utili con l'Etiopia.
:''Having survived Mussolini's depredations, the attempt by British colonialism to partition them along tribal lines, and three decades of bloody Ethiopian occupation and repression, the Eritreans have done a remarkable thing. They have gotten rid of outside tutelage, while retaining the best of Italy (the food and the espresso, though even an ardent fan cannot praise the wine, which tastes like sheep-dip), the best of England (pedestrian traffic in Asmara is directed by modest but efficient Girl Scouts wearing white ankle socks), and most of the useful contacts with Ethiopia.''<ref name="africangothic">{{en}} Da ''African Gothic'', ''Vanity Fair'', novembre 1994.</ref>
*{{NDR|Parlando dei fondamentalisti [[Islamfondamentalismo islamico|fondamentalisti islamici]]}} Essi non ci danno pace e neppure noi dobbiamo dargliene. Non possiamo vivere sullo stesso pianeta, e sono contento, perché io non voglio viverci. Non voglio respirare la stessa aria di quegli psicopatici assassini, stupratori, torturatori, e abusatori di minori. È questione di "o io o loro". Sono veramente felice di questo, perché so che saranno loro. È un obbligo e una responsabilità sconfiggerli, ma è anche un piacere. Non lo vedo affatto come un lavoro sporco.
:''They<ref>Qui l'intervistatore inserisceprecisa: "«''Islamist radicals or, as Hitchens calls them, Islamo-fascists''"».</ref> gave us no peace and we shouldn't give them any. We can't live on the same planet as them and I'm glad because I don't want to. I don't want to breathe the same air as these psychopaths and murders and rapists and torturers and child abusers. Its them or me. I'm very happy about this because I know it will be them. It's a duty and a responsibility to defeat them. But it's also a pleasure. I don't regard it as a grim task at all.''<ref>Dall'''[http://www.freerepublic.com/focus/f-news/1457374/posts Interview with Christopher Hitchens]'', ''Washington Prism'', 16 giugno 2005.</ref>
*Evidentemente il col. Mu'ammar Gheddafi è entrato nella lista dei dittatori squilibrati la cui accettabilità è al termine ed è impensabile che emergerebbe dall'attuale confronto con il controllo su qualche parte del paese. Altrettanto ovviamente, dovremo andare a Tripoli per rimuoverlo. Ma non lo faremo alla retroguardia di qualche esercito vittorioso di insorti. In Afghanistan abbiamo potuto rivolgere un appello a combattenti fieri e temprati sotto la forma di un'Alleanza del Nord. In Iraq, le milizie curde peshmerga avevano liberato da Saddam Hussein parti sostanziali del paese sotto la protezione della nostra "no-fly-zone." Ma i cosiddetti ribelli libici non si limitano a sparare in aria mettersi in posa per le cineprese. Fuggono, litigano fra di loro, e non sono cementati da nessuna tradizione storica di resistenza o di comune esperienza. Sono marmaglia, in altri termini, e il momento opportuno per inviare addestratori e "consiglieri" sarebbe dopo che Gheddafi è sparito, quando sarà effettivamente utile e necessario offrire strutture e consiglio ad un esercito libico ricostituito. Nel frattempo, è ridicolo ed imbarazzante essere la loro aviazione.
:''Quite obviously Col. Muammar Qaddafi has joined the list of deranged dictators whose acceptability is at an end, and it is unimaginable that he should emerge from the current confrontation with control over any part of the country. Equally obviously, we shall have to go to Tripoli to remove him. But we will not be doing so in the rearguard of any victorious insurgent army. In Afghanistan we could call upon some fierce and hardened fighters in the shape of the Northern Alliance. In Iraq, the Kurdish peshmerga militias had liberated substantial parts of the country from Saddam Hussein under the protection of our "no-fly zone." But the so-called Libyan rebels do not just fire in the air and strike portentous attitudes for the cameras. They run away, and they quarrel among themselves, and they are not cemented by any historic tradition of resistance or common experience. They are a rabble, in other words, and the proper time to be sending trainers and "advisers" would be after Qaddafi has gone, when it will indeed be helpful and necessary to offer facilities and advice for a reconstituted Libyan army. Meanwhile, it is ridiculous and embarrassing to be their air force.''<ref name="goafter">Da [http://www.slate.com/articles/news_and_politics/fighting_words/2011/04/go_after_qaddafi.html ''Go After Qaddafi''], ''Slate.com'', 25 aprile 2011.</ref>