Differenze tra le versioni di "Francesco Guccini"

+1
m (+wikilink)
(+1)
*[...] ho una mia [[religione|religiosità]] molto vaga, molto panteistica, per cui mi piace pensare di rincontrare tante persone che nel frattempo hanno deciso di andarsene prima di me. Io sono invece intenzionato a rimanere qua il più possibile, naturalmente. Sono quelle idee un po' romantiche; se ragiono freddamente dico che è impossibile, ma se lascio andare la fantasia... Sono sicuro in qualche modo di rincontrarle.<ref group="fonte">Da ''Stagioni'', a cura di Valentina Pattavina, Einaudi, 2000, p. 31.</ref>
*L'uomo, non tutti per carità, guarda pochi metri accanto a sé. E si scorda presto. La storia è maestra di pochi. Insegna poco davvero, a noi italiani. Siamo partiti con le pezze al culo, e adesso ci dimentichiamo che chi viene qui ha la stessa faccia di noi cento anni fa. Ecco, Odysseus su questo avrebbe qualcosa da dire.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/4/81725/Guccini:_La_storia_%C3%A8_maestra_di_pochi.index.html Guccini: "La storia è maestra di pochi"]'', ''Gazzetta di Parma.it'', 6 aprile 2011.</ref>
*{{NDR|Riferito alle possibili conseguenze della [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|pandemia di Covid]]}} La storia non insegna mai niente. Anche dopo l'11 settembre si diceva che sarebbe cambiato tutto, ma non è cambiato nulla. Gli uomini non imparano. È nella natura umana dimenticarsi presto delle tragedie passate per riprendere la vita di sempre.<ref>Dalla trasmizzione radiofonica ''Un giorno da pecora''; citato in ''[https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/francesco-guccini-dopo-il-coronavirus-non-cambiera-nulla/512229/ Francesco Guccini: «Dopo il coronavirus non cambierà nulla»]'', ''RollingStone.it'', 14 aprile 2020.</ref>
*Nel 1964 era uscita ''Auschwitz'', nel 1966-67 ''Dio è morto'' e all'epoca ricordo che ci incontravamo in un appartamento di amici, che era stato liberato dai genitori ed era stato battezzato "Folkstudio", dove ci trovavamo certe sere alla settimana a suonare e a discutere. Cantavamo canzoni anarchiche di fine Ottocento, inizi Novecento, come quelle di [[Pietro Gori]].<ref group="fonte">Da [https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/01/31/news/francesco_guccini_il_mio_68_sognando_dylan_e_i_provos_-187742521/ ''Francesco Guccini: "Il mio '68 sognando Dylan e i Provos"''], ''Rep.repubblica.it'', 31 gennaio 2018.</ref>
*Ogni [[Opera d'arte|opera]] – sia una canzone, sia una poesia, sia un libro, un romanzo etc. – va per il mondo... e ognuno ha il diritto di interpretarla come vuole. Non è che il pensiero dell'autore sia necessariamente il pensiero giusto; non c'è un pensiero giusto: ci sono vari modi di interpretare una cosa, un pezzo, una frase...<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Che tempo che fa'', Rai 3, 11 febbraio 2006. [http://www.youtube.com/watch?v=odm9mVnBpCM Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>