Differenze tra le versioni di "Francesco Guccini"

sistemo e amplio ultimo album
(amplio e sistemo "ritratti")
(sistemo e amplio ultimo album)
*''Voglio però ricordarti com'eri | pensare che ancora vivi | Voglio pensare che ancora mi ascolti | e che come allora sorridi.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2)
*''[[Venerdì santo]], anche l'amore sembra languore di penitenza.'' (da ''Venerdì santo'', n. 3)
*''Venerdì santo, muore il Signore, tu muori, amore, fra le mie braccia. | Poi torna sera, resta soltanto, dolce, il ricordo: venerdì santo.''. (da ''Venerdì santo'', n. 3)
*''Alzan gli occhi i pescatori verso il cielo così livido | le onde sembra che si fermino, non si sente che il silenzio | e le reti sono piene | di cadaveri d'argento.'' (da ''L'atomica cinese'', n. 4)
*''Ad [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] tante persone, ma un solo grande silenzio.''. (da ''Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)'', n. 5)
*''Io chiedo: come può l'uomo uccidere un suo fratello? | Eppure siamo a milioni, in polvere, qui nel vento.'' (da ''Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)'', n. 5)
*''[[Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico|Statale 17]], com'è lunga da far tutta.'' (da ''Statale 17'', n. 7)
*''Odio il gusto del [[retorica|retorico]], il miracolo economico, | il valore permanente e duraturo.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10)
*''E voi bimbe sognatrici della vita delle attrici, | attenzione: da me state alla lontana. | Non mi piace esser per bene, far la faccia che conviene | poi alla fine sono sempre senza grana.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10)
*''Vuoti e pieni di sussiego se il vestito non fa un piego | mentre io mi metto quello che mi pare.''. (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10)
*''Sono contro il matrimonio, sono senza patrimonio, | non ho quello che si dice un posto al sole.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10)
*''Non amo viver con tutta la [[gente]], mi piace solo la gente "bene" | come si dice comunemente: "bene si nasce non si diviene".''. (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10)
*''Sono elegante ed è inutile dire che le mie vesti son sempre curate, | perché è senz'altro importante il vestire perché è la tonaca che fa il frate... | In fondo sol due cose hanno importanza, e sono il conto in banca e l'[[eleganza]].'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10)
*''Non ho rapporti coi proletari, soltanto a tarda notte lungo i viali.''. (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10)
 
===''Due anni dopo''===
*''Ed ogni giorno ormai sentirsi raccontare la storia conosciuta, | la frase risaputa, la propria morta vita.'' (da ''Lui e lei'', lato A, n. 1)
*''Di antichi fasti la piazza vestita | grigia guardava la nuova sua vita, | come ogni giorno la notte arrivava, | frasi consuete sui muri di Praga, | ma poi la piazza fermò la sua vita | e breve ebbe un grido la folla smarrita | quando la fiamma violenta ed atroce | spezzò gridando ogni suono di voce.'' (da ''[[Primavera di Praga]]'', lato A, n. 2)
*''Quando la fiamma col suo fumo nero | lasciò la terra e si alzò verso il cielo, | quando ciascuno ebbe tinta la mano, | quando quel fumo si sparse lontano, | [[Jan Hus]] di nuovo sul rogo bruciava | all'orizzonte del cielo di Praga.''. (da ''Primavera di Praga'', lato A, n. 2)
*''Dimmi chi era che in corpo, | portava la città intera che lo accompagnava: | la città intera che muta lanciava | una speranza nel cielo di Praga.'' (da ''Primavera di Praga'', lato A, n. 2)
*''I [[manifesto (stampato)|manifesti]] sono visi di carta che non dicono nulla e che nessuno più guarda, | colori accesi dentro ai vicoli scuri, | sembrano un urlo quelle carte sui muri.'' (da ''Giorno d'estate'', lato A, n. 3)
*''Giorno d'[[estate]], giorno fatto di niente, | grappoli d'ozio danzan piano con me, | il sole è un sogno d'oro, ma evanescente, | guardi un istante e non sai quasi se c'è.'' (da ''Giorno d'estate'', lato A, n. 3)
*''Il tempo è passato e la grande giornata | è quasi finita e non è cominciata: | hai visto che lui la tua amica ha baciato e da te | non verrà.''. (da ''Il compleanno'', lato A, n. 4)
*''Consolati e pensa che il tuo [[compleanno]] | ritorna fra poco, soltanto fra un anno, | gli amici gentili un regalo faranno, ed il tuo tempo va | e non tornerà...'' (da ''Il compleanno'', lato A, n. 4)
*''Quando il mio ultimo giorno verrà dopo il mio ultimo sguardo sul mondo, | non voglio [[lapide|pietra]] su questo mio corpo, perché pesante mi sembrerà. | Cercate un albero giovane e forte, quello sarà il posto mio; | voglio tornare anche dopo la morte sotto quel cielo che chiaman di Dio.'' (da ''L'albero ed io'', lato A, n. 5)
*''E così, assieme, vivremo in eterno qua sulla terra, l'albero e io | sempre svettanti, in estate e in inverno contro quel cielo che dicon di Dio.''. (da ''L'albero ed io'', lato A, n. 5)
*''E ancora non sai come potrai | trovare lungo i muri un'esperienza; | sapere vorrai, ma ti troverai | due anni dopo al punto di partenza. | E senti ancora quelle voci di mezzi amori e mezze vite accanto; | non sai però se sono vere o sono dentro all'anima soltanto.'' (da ''Due anni dopo'', lato A, n. 6)
*''Parole a vuoto son passate nel cielo breve dell'estate, | la saga falsa degli amori è già finita come i fiori. | Ma i venditori di illusioni han già cantato le canzoni, | le sale buie splenderanno e i nuovi amori nasceranno.'' (da ''La verità'', lato B, n. 1)
*''Forse l'abbiam vista nel passato, ma il ricordo se n'è andato dalla mente. | Cercala negli angoli del sogno per portarla lungo il mondo del presente. | Oh, se solamente io potessi rivederla com'è adesso per un'ora! | So di fiori grandi come soli ma mi sfuggono i colori, ancora.'' (da ''La collina'', n. 3)
*''Dopo un bicchiere di [[vino]] con frasi un po' ironiche e amare, | parlava in tedesco e in latino, parlava di [[Dio]] e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]].'' (da ''Il frate'', n. 4)
*''Ma non ho ancora capito con la mia cultura fasulla | chi avesse capito la vita chi non capisse ancor nulla.''. (da ''Il frate'', n. 4)
*''E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, | quanto tempo è ormai passato e passerà?'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5)
*''Negli angoli di casa cerchi il mondo, | nei libri e nei poeti cerchi te, | ma il tuo poeta muore e l'alba non vedrà | e dove corra il tempo chi lo sa?'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5)
*''Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva: | e sibila il vapore, e sembra quasi cosa viva; | e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: | «Fratello non temere, che corro al mio dovere, | trionfi la giustizia proletaria!».'' (da ''La locomotiva'', n. 2)
*''E che ci giunga un giorno ancora la notizia | di una locomotiva come una cosa viva, | lanciata a bomba contro l'ingiustizia!'' (da ''La locomotiva'', n. 2)
*''Gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia, | correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West.''. (da ''Piccola città'', n. 3)
*''Se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia. | È tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...'' (da ''Piccola città'', n. 3)
*''E pensavo dondolato dal vagone: «Cara amica, il tempo prende, il tempo dà... | noi corriamo sempre in una [[direzione]] ma qual sia e che senso abbia chi lo sa... | Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, | le luci nel buio di case intraviste da un treno: | siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno».'' (da ''Incontro'', n. 4)
*''E poi e poi, gente viene qui e ti dice di sapere già ogni legge delle cose. | E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote... | E tutti, sai, ti san dire come fare, | quali leggi rispettare, quali regole osservare, qual è il vero vero...'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6)
*''E in questo sentiva qualcosa di grande | che non riusciva a capire, che non poteva intuire, | che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, quell'oceano infinito...'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6)
*''E poi, e poi, che quel vizio che ti [[vita e morte|ucciderà]] non sarà fumare o bere, | ma il qualcosa che ti porti dentro, | cioè [[vita e morte|vivere]].''. (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6)
*''I [[senilità|vecchi]] subiscon le ingiurie degli anni, | non sanno distinguere il vero dai sogni. | I vecchi non sanno, nel loro pensiero, | distinguer nei sogni il falso dal vero.'' (da ''Il vecchio e il bambino'', n. 7)
 
'''Etichetta''': EMI Italiana, 1974, prodotto da Pier Farri.
 
*''Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, | ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta, | qualcuno è andato per età, qualcuno perché già dottore | e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po' peggiore.''. (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1)
*''Ma non ho scuse da portare, non dico più d'esser poeta, | non ho utopie da realizzare: stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta...'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1)
*''Si alza sempre lenta come un tempo l'[[alba]] magica in collina, | ma non provo più quando la guardo quello che provavo prima. | Ladri e profeti di futuro mi hanno portato via parecchio, | il giorno è sempre un po' più oscuro, sarà forse perché è storia, sarà forse perché invecchio...'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1)
*''[[Risata|Ride]] chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura.''. (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1)
*''Son stanco d'aver detto le cose che dirò, di aver già fatto le cose che farò, | ma è tardi, troppo tardi, piangere ormai sulla rinuncia triste a quello che non fai... || Credevo l'incertezza possibilità e il dubbio assiduo l' unica ragione, | ma quali scelte hai fatto in piena libertà: ti muovi sempre dentro a una prigione... || Non è la luce o il buio né l'ero ed il sarò, non è il coraggio che ti fa dir "vivrò", | è solo un'altra scusa che usare vuoi per la rinuncia triste a quello che non puoi...'' (da ''Canzone della triste rinuncia'', n. 2)
*''Inizia presto all'alba o tardi al pomeriggio, | ma in questo non c'è alcuna differenza, | le [[ora|ore]] che hai davanti son le stesse, son tante, | stesso coraggio chiede l'esistenza...'' (da ''Canzone della vita quotidiana'', n. 3)
*''Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo, | risposte argute date sempre tardi, | saluti caldi d'ansia, di noia o di disprezzo | o senza che s'incrocino gli sguardi, || le usate confidenze di malattie o di sesso | dove ciascuno ascolta sol se stesso: | finzioni naturali in cui ci adoperiamo | per non sembrar di esser quel che siamo.'' (da ''Canzone della vita quotidiana'', n. 3)
*''Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare, fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso.''. (da ''Canzone per Piero'', n. 4)
*''Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole, inseguendo la vita | come l'avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre.'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4)
*''Io dico sempre "non voglio capire", ma è come un vizio sottile e più penso | più mi ritrovo questo vuoto immenso, e per rimedio soltanto il dormire. | E poi ogni giorno mi torno a svegliare e resto incredulo, non vorrei alzarmi, | ma vivo ancora e son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male...'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4)
*''Le strade sono aperte ed il momento viene sempre.''. (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5)
*''T'invidio perché ancora hai molte pagine da aprire | di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire, | ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è, | allora ti ricorderai di me.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5)
*''Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte | o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5)
*''Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno. | Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un'ora o un anno. | Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci, | già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci, | ma se vorrai capire tutto questo che cos'è, | allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5)
*''O sera scendi presto, o mondo nuovo arriva! | Rivoluzione, cambia qualche cosa. | Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa, | mia stanca civiltà che si trascina.''. (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6)
*''Malinconie discrete che non sanno star segrete, | le piccole modeste storie mie, | che non si son mai messe addosso il nome di poesie.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6)
*''Di giorno bevo l'acqua e faccio il saggio, | per questo solo a notte ho quattro soldi di messaggio | da urlare in faccia a chi non lo raccoglie.''. (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6)
*''Noi siamo come tutti e un poco, giorno dopo giorno, | sciupiamo i nostri "[[oggi]]" come "ieri".'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6)
 
*''Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare, | godo molto di più nell'ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare...'' (da ''L'avvelenata'', n. 3)
*''Se son d'umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: | di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo!'' (da ''L'avvelenata'', n. 3)
*''Io tutti, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, | io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista. | Io frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, | io solo qui alle [[quattro di notte|quattro del mattino]], l'angoscia un po' di vino, voglia di bestemmiare.''. (da ''L'avvelenata'', n. 3)
*''Ma se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse, farei lo stesso, | mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso.'' (da ''L'avvelenata'', n. 3)
*''Gli arguti [[intellettuale|intellettuali]] trancian pezzi e manuali, | poi stremati fanno cure di cinismo, | son pallidi nei visi e hanno deboli sorrisi | solo se si parla di [[strutturalismo]].'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4)
*''L'America era un angolo, l'America era un' ombra, nebbia sottile, | l'America era un'ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita, | e dire boss per capo e ton per tonnellata, "raif" per fucile.'' (da ''Amerigo'', n. 1)
*''Quand'io l'ho conosciuto o inizio a ricordarlo era già vecchio. | Sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo | e non capivo che quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio, | finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo.'' (da ''Amerigo'', n. 1)
*''Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura, | dai preti d'ogni credo, da ogni loro impostura, | da inferni e paradisi, da una vita futura, | da utopie per lenire questa morte sicura, | da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura, | da fedeli invasati d'ogni tipo e natura, | libera, libera libera, libera nos Domine.''. (da ''Libera nos Domine'', n. 2)
*''Ogni cosa alla lunga mi molesta | e cerco un'altra [[festa]], e poi le feste in fondo mi han stancato...'' (da ''100, Pennsylvania Ave'', n. 3)
*''Ma tu non sei cambiata di tanto e se cos'è un [[orgasmo]] ora lo sai, | potrai capire i miei vent'anni allora e i quasi cento adesso capirai.'' (da ''Eskimo'', n. 4)
 
*''Che oroscopo puoi trarre questa sera, Mago?'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1)
*''O forse io, forse io, ho sottovalutato questo nuovo Dio.''. (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1)
*''Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana, | di plebi smisurate, labirinti ed empietà, | di barbari che forse sanno già la verità, | di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...'' (da ''[[Bisanzio]]'', lato A, n. 1)
*''[[Bisanzio]] è forse solo un simbolo insondabile, | segreto e ambiguo come questa vita, | Bisanzio è un mito che non mi è consueto, | Bisanzio è un sogno che si fa incompleto, | Bisanzio forse non è mai esistita.''. (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1)
*''[[Venezia]] che muore, Venezia appoggiata sul mare, | la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio>Testo di [[Gian Piero Alloisio]] e Francesco Guccini.</ref>, lato A, n. 2)
*''Stefania era bella, Stefania non stava mai male, | è morta di parto gridando in un letto sudato d'un grande ospedale; | aveva vent'anni, un marito, e l'anello nel dito.''. (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Venezia è un albergo, San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria, | la [[gondola]] costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare, | però non ti puoi risvegliare con l'acqua alla gola, e un dolore a livello del mare.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa: | Novella Duemila e una rosa sul suo comodino, Stefania ha lasciato un bambino.''. (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità: | del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2)
*''Quante volte per altri è vita quello che per noi è un [[minuto]].'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3)
*''La giustizia disse "bandito", ma un poeta gli avrebbe detto | che era come l'Ebreo errante, come il Batavo maledetto.''. (da ''Antènor'' lato A, n. 3)
*''Questa vita che ci birilla come bocce da [[biliardo]].'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3)
*''[[Bologna]] è una vecchia signora dai fianchi un po' molli, | col seno sul piano padano ed il culo sui colli, | Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale, | Bologna la grassa e l'umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1)
*''Bologna è una donna emiliana di zigomo forte, | Bologna capace d'amore, capace di morte, | che sa quel che conta e che vale, che sa dov'è il sugo del sale, | che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita...'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1)
*''Bologna è una ricca signora che fu contadina: | benessere, ville, gioielli... e salami in vetrina, | che sa che l'odor di miseria da mandare giù è cosa seria | e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perché sa la paura.'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1)
*''Bologna è una strana signora, volgare matrona, | Bologna bambina per bene, Bologna "busona", | Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto | rimorso per quel che m'hai dato che è quasi ricordo, in odor di passato....''. (da ''Bologna'', lato B, n. 1)
*''Cos'è un [[lager]]? | Sono mille e mille occhiaie vuote, | sono mani magre abbarbicate ai fili, | son baracche, uffici, orari, timbri e ruote, | son routine e risa dietro a dei fucili, | sono la paura l'unica emozione, | sono angoscia d'anni dove il niente è tutto, | sono una pazzia e un'allucinazione | che la nostra noia sembra quasi un rutto. | Sono il lato buio della nostra mente, | sono un qualche cosa da dimenticare, | sono eternità di risa di demente, | sono un manifesto che si può firmare''. (da ''Lager'', lato B, n. 2)
*''Cos'è un [[lager]]? | Son recinti e stalle di animali strani, | gambe che per anni fan gli stessi passi, | esseri diversi, scarsamente umani, | cosa fra le cose, l'erba, i mitra, i sassi; | ironia per quella che chiamiam ragione, | sbagli ammessi solo sempre troppo dopo: | prima sventolanti giustificazioni, | una causa santa, un luminoso scopo. | Sono la furiosa prassi del terrore | sempre per qualcosa, sempre per la pace; | sono un posto in cui spesso la gente muore; | sono un posto in cui, peggio, la gente nasce.''. (da ''Lager'', lato B, n. 2)
*''E non andrà il televisore, cosa faremo in queste ore? | Rumore attorno non si sente, giochiamo a immaginar la gente, | corriamo a fare gli incubi indiscreti, curiosi d'ozi e di segreti, | di quei pensieri quotidiani che a notte il sonno fa lontani | o che nel sogno sopra a un viso diventan urlo od un sorriso, | il paradiso, inferno, mani, l'odio e amore.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3)
*''In fondo è proprio un gran bel gioco a far l'amore tanto e non bere poco.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3)
*''Nelle lunghe ore d'inattività e di ieri | che solo certa età può regalare, | [[Lemuel Gulliver|Samuele Gulliver]] tornava coi pensieri | ai tempi in cui correva per il mare | e sorridendo come sa sorridere soltanto | chi non ha più paura del domani, | parlava coi nipoti, che ascoltavano l'incanto | di spiagge e odori, di giganti e nani, | scienziati ed equipaggi e di cavalli saggi | riempiendo il cielo inglese di miraggi...'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3)
*''I [[desiderio|desideri]] sono solo nostalgia | o malinconia d'innumeri altre vite.'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3)
*''Sono da secoli o da un momento fermo in un vuoto in cui tutto tace, | non so più dire da quanto sento angoscia o pace.''. (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4)
*''La notte, udite, sta per finire ma il giorno ancora non è arrivato, | sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato. | Ma io veglio sempre, perciò insistete, voi lo potete, ridomandate, | tornate ancora se lo volete, non vi stancate.''. (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4)
*''Ma ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà, | che la risposta sull'avvenire è in una voce che chiederà: | "Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell".''.<ref>Il titolo e il ritornello della canzone si basano su un verso di [[Libro di Isaia|Isaia]] (21, 11): «Sentinella, quanto resta della notte?».</ref> (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4)
*''Ma se fossimo stati un'altra coppia fra le tante | avremmo trasformato tutto in quella poca gioia | o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l'urlare della noia?'' (da ''Inutile'', n. 5)
*''Contandoli uno a uno non son certo parecchi, | son come i denti in bocca a certi vecchi, | ma proprio perché pochi son buoni fino in fondo | e sempre pronti a masticare il mondo.'' (da ''Gli amici'', n. 6)
*''Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, | per colpa o per destino le donne le ho perdute.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7)
*''Venite gente vuota, facciamola finita, voi [[prete|preti]] che vendete a tutti un'altra vita; | se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito, guardatevi nel cuore, l'avete già tradito.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7)
*''E voi [[materialismo|materialisti]], col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso, | le verità cercate per terra da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali.''. (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7)
*''Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: | dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto | dove non soffriremo e tutto sarà giusto. | Non ridere, ti prego, di queste mie parole, | io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole, | ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora | ed io non mi nascondo sotto la tua dimora | perché oramai lo sento, non ho sofferto invano, | se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo... Cyrano.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7)
*''Mi dicevano il matto perché prendevo la vita | da giullare, da pazzo, con un'allegria infinita. | D'altra parte è assai meglio, dentro questa tragedia, | ridersi addosso, non piangere e voltarla in commedia.'' (da ''Il matto'', n. 8)
*''Mi son trovato il nemico di fronte e abbiamo sparato, | chiaramente io a vuoto, lui invece mi ha centrato. | Perché quegli occhi stupiti, perché mentre cadevo | per terra, la morte addosso, io ridevo, ridevo?'' (da ''Il matto'', n. 8)
*''I [[fico|fichi]] son quella cosa | pregevoli assieme al prosciutto, | mangiabili in parte o del tutto | da soli o sia pure in alcun...'' (da ''I fichi'', n. 9)
*''Mangiabili in verno o d'estate | e fino all'autunno inoltrato, | ma allora c'ha il nome cambiato | e si chiamano marrons glacés.''. (da ''I fichi'', n. 9)
*''Ma quando è maturo e sugoso | allora è il momento del fico | ch'e buono sì che non vi dico... | Oh rabbia, che ormai l'ho già dett!'' (da ''I fichi'', n. 9)
*''Il fico fa bene alla vista... | Stupiti! Vi vedo stupiti.. | gli uccelli ne mangian quintali | e... quasi nessuno ha gli occhiali, | ma questo è un segreto di poc.'' (da ''I fichi'', n. 9)
*''Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto, | sapere a brutto grugno che Guevara era morto: | in quel giorno d'ottobre, in terra boliviana | era tradito e perso [[Che Guevara|Ernesto "Che" Guevara]]...'' (da ''Stagioni'', n. 2)
*''"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva | che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...'' (da ''Stagioni'', n. 2)
*''Passarono stagioni, ma continuammo ancora | a mangiare illusioni e verità a ogni ora.''. (da ''Stagioni'', n. 2)
*''Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa | che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà, | ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni | e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni. || Da qualche parte un giorno, dove non si saprà, | dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà.''. (da ''Stagioni'', n. 2)
*''L'[[autunno]] ti fa sonnolento, | la luce del giorno è un momento | che irrompe e veloce è svanita: | metafora lucida di quello che è la nostra vita... || L'autunno che sfuma i contorni | consuma in un giorno più giorni, | ti sembra sia un gioco indolente, | ma rapido brucia giornate che appaiono lente...'' (da ''Autunno'', n. 3)
*''Le storie credute importanti | si sbriciolano in pochi istanti: | figure e impressioni passate si fanno lontane | e lontana così è la tua estate...'' (da ''Autunno'', n. 3)
*''Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio | nello spendere sempre ugualmente [[coraggio e paura|paura e coraggio]], | la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato, | la paura e il coraggio di dire: "io ho sempre tentato, | io ho sempre tentato..."'' (da ''E un giorno...'', n. 4)
*''E al [[mondo]] sono andato, | dal mondo son tornato sempre vivo...'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga>Testo di [[Luciano Ligabue]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 5)
*''Ho ancora la forza di non tirarmi indietro | di scegliermi la vita masticando ogni metro.''. (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga/>, n. 5)
*''E ho ancora la forza di scegliere parole | per gioco, per il gusto di potermi sfogare | perché, che piaccia o no, è capitato | che sia quello che so fare...'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga/>, n. 5)
*''Bisogna divertirsi, è [[domenica]] sera, | c'è da dimenticare la noia pesa e nera, | c'è da dimenticare la favola che fu...'' (da ''Inverno '60'', n. 6)
*''È già stanco di vagabondare sotto un cielo sfibrato | per quel regno affacciato sul mare che dai Mori è insidiato | e di terra ne ha avuta abbastanza, non di vele e di prua, | perché ha trovato una strada di stelle nel cielo dell'anima sua. | Se lo sente, non può più fallire, scoprirà un nuovo mondo; | quell'attesa lo lascia impaurito di toccare già il fondo. | Non gli manca il coraggio o la forza per vivere quella follia | e anche senza equipaggio, anche fosse un miraggio ormai salperà via.'' (da ''[[Cristoforo Colombo]]''<ref name=beppe/>, n. 6)
*''Sarà forse un'assurda battaglia, ma ignorare non puoi | che l'[[Assurdo]] ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi.'' (da ''Cristoforo Colombo''<ref name=beppe/>, n. 6)
*''E naviga, naviga là | come prima di nascere l'anima naviga già, | naviga, naviga ma | quell'oceano è di sogni e di sabbia | poi si alza un sipario di nebbia | e come un circo illusorio s'illumina l'America.''. (da ''Cristoforo Colombo''<ref name=beppe/>, n. 6)
*''Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi | con i [[capelli neri|capelli]] lunghi sparsi abbandonati sul cuscino | [[capelli neri|neri]] e lucenti, come degli stormi | di corvi in volo chiaro del mattino.'' (da ''Certo non sai'', n. 7)
*''Certo non sai quanto mi commuovi quando dici | parole strane e quasi senza senso a mezza voce, | forse ricordi di attimi felici | persi in un atomo onirico veloce. | Certo non so con cosa o chi sorride quel sorriso; | dicon con gli angeli ma il nostro cielo è quello umano, | un lampo breve che dà luce al viso | accarezzato da questa mia mano.'' (da ''Certo non sai'', n. 7)
'''Etichetta''': Capitol/EMI, 2012.
 
*''Ehi [[notte]], che ti strusci come un gatto | contro gli angoli più oscuri del paese, | ehi notte, che ti insinui in ogni anfratto, | notte [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|pavanese]].'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1)
*''Ehi notte che mi ha vinto di sorpresa del tuo viluppo, | il [[fiume]] muglia sempre laggiù in fondo | e nel silenzio bevi la sua voce | racconta questo eterno vagabondo storie del viaggio da sorgente a foce.'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1)
*''Ti sembrava durasse per sempre | quell'amore assoluto e violento | quando è stato che finito il niente | perché è stato che tutto si è spento | non ha visto nemmeno settembre''. (da ''L'ultima volta'', n. 2)
*''Ehi notte larva oscura di altre notti | rabbiose, fatte a morsi, divorate | prendendo a gabbo ipocriti e bigotti, | lunghe d'inverno, eterne nelle estati.'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1)
*''In quei giorni ormai troppo lontani | era tutto presente e il futuro | un qualcosa lasciato al domani | un'attesa di sogno e di oscuro | un qualcosa di incerto e insicuro''. (da ''L'ultima volta'', n. 2)
*''Ti sembrava durasse per sempre | quell'amore assoluto e violento | quando è stato che finito il niente | perché è stato che tutto si è spento | non ha visto nemmeno settembre.''. (da ''L'ultima volta'', n. 2)
*''E l'Italia cantando ormai libera allaga le strade | sventolando nel cielo bandiere impazzite di luce | e tua madre prendendoti in braccio piangendo sorride | mentre attorno qualcuno una storia o una vita ricuce''. (da ''Quel giorno d'aprile'', n. 4)
*''In quei giorni ormai troppo lontani | era tutto presente e il futuro | un qualcosa lasciato al domani | un'attesa di sogno e di oscuro | un qualcosa di incerto e insicuro.''. (da ''L'ultima volta'', n. 2)
*''Ma nei suoi sogni continua la guerra e lui scivola ancora | sull'immensa pianura e rivela in quell'attimo breve | le cicogne sospese nell'aria, i compagni coperti di neve''. (da ''Quel giorno d'aprile'', n. 4)
*''DiIl vento era ghiacciato cosae muore?per muorela intossicatoschiena | dasentivamo sogniun vanigran digelo democraziada tremare, | rifiutac'era iun compromessifreddo allacompagni bugiasu in collina | che Muornon contento?riuscivi no,neanche daa disperatorespirare.''. (da ''IlSu testamento di unin pagliacciocollina'', n. 53)
*''E l'Italia cantando ormai libera allaga le strade | sventolando nel cielo bandiere impazzite di luce | e tua madre prendendoti in braccio piangendo sorride | mentre attorno qualcuno una storia o una vita ricuce.''. (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4)
*''Poi morto, sia sepolto, e con le mani | si sparga attentamente sul defunto | quello che l'ha ridotto, qua a questo punto | le utopie, i sogni, i desideri vani''. (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5)
*''Ma nei suoi sogni continua la guerra e lui scivola ancora | sull'immensa pianura e rivela in quell'attimo breve | le cicogne sospese nell'aria, i compagni coperti di neve.''. (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4)
*''Con la coscienza potrai | seguirle fino a un traguardo | voltarti indietro stupito | ché non sei neanche partito''. (da ''Notti'', n. 6)
*''E l'Italia è una donna che balla sui tetti di Roma | nell'amara dolcezza dei film dove canta la vita | ed un papa si affaccia e accarezza i bambini e la luna | mentre l'anima dorme davanti a una scatola vuota.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4)
*''Con la [[coerenza]] potrai | difenderle dalla vergogna, | dare ragione a uno sbaglio, | strapparti di dosso il guinzaglio.'' (da ''Notti'', n. 6)
*''Di cosa muore? muore intossicato | da sogni vani di democrazia, | rifiuta i compromessi alla bugia. | Muor contento? no, da disperato.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5)
*''Perché anche una vita infelice si illumina con la fantasia | Io semplice essere umano, costretto a costretti ideali | sono solo un umìle artigiano e volo con piccole ali | Fabbrico sedie e canzoni, erbaggi amari, cicoria | o un grappolo di illusioni che svaniscono dalla memoria | e non restano nella memoria''. (da ''Gli artisti'', n. 7)
*''Poi morto, sia sepolto, e con le mani | si sparga attentamente sul defunto | quello che l'ha ridotto, qua a questo punto | le utopie, i sogni, i desideri vani.''. (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5)
*''A noi non resterà che andare via, | e sciogliendoci da quel mortale abbraccio | ricorderemo forse quel pagliaccio | e la sua lotta ingenua e così sia.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5)
*''[[Notte|Notti]] che durano non so quante ore, | cascate impetuose o gocce in un mare, | notti che bruciano su una ferita, notti boccate di vita. || Notti indelebili che marchiano un volto, | notti invisibili senza raccolto, | notti da incorniciare, ore di plastica da riciclare. | Notti che spaccano il calendario senza brindare per l'anniversario, | vasi di tempo che invecchiano l'uomo e le facciate di un duomo.'' (da ''Notti''<ref name=palm>Testo di [[Gaspare Palmieri]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 6)
*''Le notti scivolano o raschiano il fondo | lievi di schiuma o pugni di piombo, | imprevedibili come naufragi, | notti da cani randagi.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6)
*''Con la coscienza[[costanza]] potrai | seguirle fino a un traguardo | voltarti indietro stupito | ché non sei neanche partito.''. (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6)
*''Con la [[coerenza]] potrai | difenderle dalla vergogna, | dare ragione a uno sbaglio, | strapparti di dosso il guinzaglio.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6)
*''Gli [[artista|artisti]] non nascono artisti, non sembrano strani | animali ma nascono un po' come tutti, | come individui normali. | Hanno lacrime e riso, | hanno due occhi e due mani, | hanno stampata sul viso l'impronta di esseri umani. || Poi, appena un po' cresciuti, | li avvolge una strana espressione | e appare sui volti convinti la stigmate della vocazione.'' (da ''Gli artisti'', n. 7)
*''Perché anche una vita infelice si illumina con la fantasia. || Io semplice essere umano, | costretto a costretti ideali | sono solo un umìleumile artigiano | e volo con piccole ali | Fabbrico sedie e canzoni, | erbaggi amari, cicoria | o un grappolo di illusioni | che svaniscono dalla memoria | e non restano nella memoria.''. (da ''Gli artisti'', n. 7)
*''Guardo le [[vela (sistema di propulsione)|vele]] pendere afflosciate con i cordami a penzolar nel vuoto, che sbatton lenti contro le murate con un moto continuo, senza scopo.'' (da ''L'ultima Thule'', n. 8)
*''L'ultima Thule attende e dentro il fiordo si spegnerà per sempre ogni passione, si perderà in un'ultima canzone di me e della mia nave anche il ricordo.'' (da ''L'ultima Thule'', n. 8)
 
==Citazioni su Francesco Guccini==
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