Differenze tra le versioni di "Piergiorgio Odifreddi"

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==Citazioni di Piergiorgio Odifreddi==
*A fronte delle richieste dei fedeli che si sono sposati, ma il cui [[matrimonio]] è fallito, che cosa offre il Vaticano? Non la semplice accettazione della constatazione che l'amore e il matrimonio non sono eterni, e durano quanto durano: cioè l'approvazione del [[divorzio]]. Ma l'assurda farsa di una dichiarazione di nullità: cioè, l'ottusa chiusura degli occhi di fronte a ciò che stato, e l'infantile finzione della pretesa che non ci sia mai stato niente.<ref>Da ''[http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2015/09/08/santita-chi-e-lei-per-annullare/ Santità, chi è lei per annullare?]'', ''Repubblica.it'', 8 settembre 2015.</ref>
*A parte [[Benito Mussolini|Mussolini]], [[Bettino Craxi|craxi]], [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], [[Matteo Renzi|Renzi]] sono tutti esempi di [[persona|persone]] politiche, di uomini politici che si sono proposti -cia scuno alla maniera sua- come uomini forti. Di tutti questi, [[Matteo Salvini|Salvini]] mi sembra il più debole.<ref>EstrattoDall'intervista dallaa videointervistaTagadà, ''La7''. [https://www.youtube.com/watch?v=9F9OQfzXusQ/ ''Dall'uomo forte alle sardine''Video] trasmessadisponibile dasu ''[[w:itYoutube.Tagadà|Tagadà]]com'' su LA7 e ripubblicata il 12 dicembre 2019 nel canale Youtube di Odifreddi (dal minuto 6:15 al minuto 6:22). URL archiviato il [http://web.archive.org/watch?v=9F9OQfzXusQ/ 16 dicembre 2019].</ref>
*A questo punto ho voluto vedere che cosa ne pensassero gli altri, di [[Antonino Zichichi|Zichichi]]: se, cioè, ero solo io a considerarlo un povero iddiota (con due "d", come i suoi lettori). E ho scoperto che da anni era sbeffeggiato dai colleghi e dai recensori, e che era un vero "imbarazzo" per la scienza. Cioè, un uomo utile per ottenere finanziamenti, tramite le sue frequentazioni con il potere politico e religioso, ma di cui vergognarsi dal punto di vista intellettuale. Più o meno, come gli "intoccabili" della vecchia India, che facevano i lavori considerati indegni e impuri, ma dei quali persino l'ombra era contaminante.<ref>Da ''[http://www.piergiorgioodifreddi.it/libri/curatele/zichicche Zichicche (2003)]'', ''piergiorgioodifreddi.it''</ref>
*Ci illudiamo di ottenere un miracolo a [[Lourdes]], benché in centocinquant'anni la Madonna ne abbia ufficialmente concessi solo sessantacinque, a cento milioni di pellegrini. Una media, inferiore a uno su un milione, di gran lunga piú bassa della percentuale delle remissioni spontanee dei tumori, che è dell'ordine di uno su diecimila. Senza contare che, come osservava [[Émile Zola]], fra gli ex voto si vedono molte stampelle ma nessuna gamba di legno.<ref>Da ''C'era una volta un paradosso'', Einaudi.</ref>
*{{NDR|[[Albert Einstein]]}} Dopo aver ricordato che fin da bambino «la vanità delle speranze e degli sforzi che travolgono incessantemente la maggior parte degli uomini in una corsa affannosa attraverso la vita»<ref name="ein">In Albert Einstein, ''Autobiografia scientifica'', 1949.</ref> l'aveva colpito profondamente, egli ricorda che dapprima divenne religiosissimo, ma cessò improvvisamente di esserlo all'età di dodici anni, perché leggendo libri di divulgazione scientifica si era «ben presto convinto che le storie che raccontava la Bibbia non potevano essere vere»<ref name="ein"/>. Questa esperienza gli fece capire come «i giovani fossero coscientemente ingannati dallo Stato con insegnamenti bugiardi, e fu un'impressione sconvolgente»<ref name="ein"/>, da cui il precoce pensatore trasse un atteggiamento di sospetto verso ogni genere di autorità, e di scetticismo verso le convenzioni sociali, che non l'avrebbe più abbandonato. Da allora egli trovò la liberazione nel «possesso intellettuale del mondo che esiste indipendentemente da noi, esseri umani, e che ci sta di fronte come un grande, eterno enigma, accessibile solo parzialmente alla nostra osservazione e al nostro pensiero»<ref name="ein"/>. Naturalmente, conclude Einstein, «la strada verso questo paradiso non era così comoda e allettante come quella del paradiso religioso, ma si è dimostrata una strada sicura, e non ho mai più rimpianto di averla scelta»<ref name="ein"/>.<ref>Dalla relazione al Festival della Mente, Sarzana, ''Dio secondo Einstein'', ''la Repubblica'', 31 agosto 2007.</ref>
*È una sorta di complesso di inferiorità: oggi la scienza è talmente potente che si vogliono spiegazioni per qualunque cosa, e la religione si trova in una posizione strana. Stiamo assistendo alla rinascita di una religiosità che a Benedetto XVI probabilmente dà molto fastidio. La Chiesa ha ormai perso quel contenuto di verità che pretendeva di avere.<ref>Citato in ''Con noi scienziati sta sbagliando''.</ref><ref name=conti />
*Questo ragazzo {{NDR|[[w:it:Alessio Figalli|Alessio Figalli]]}} è un fuoriclasse, perchè se uno guarda al suo curriculum fa quasi accapponare la pelle. Laureato a 22 anni, a 23 -cioè un anno dopo- aveva preso due dottorati in un anno solo in due università diverse, che poi non erano le ultime del mondo, e cioè la Normale di Pisa e l'École Normale Supérieure di Parigi. Dopodichè ha cominciato a fare una carriera alla velocità della luce, è andato in cattedra a 28 anni, adesso ha 34 anni, il limite per la Medaglia Fields è 40 anni, quindi avrebbe potuto prenderla anche alla prossima tornata, cioè tra 4 anni...Lui proviene dalla Normale di Pisa che è uno dei nostri centri di eccellenza nell'insegnamento in generale, e della matematica più in particolare. È il nipote -"intellettuale"- di un famoso matematico che si chiamava Ennio De Giorgi, che la medaglia Fields quasi la prese nel 1958, per un grande risultato che aveva fatto, ma che purtroppo l'aveva fatto in contemporanea e indipedentemente da un altro grande matematico che tutti conoscono, che poi ha avuto una vita avventurosa ed anche tragica, ed è il protagonista del film ''[[A Beautiful Mind|Beautiful Mind]]'', cioè [[John Nash]]...De Giorgi ha creato questa scuola che poi ha permesso ad Enrico Bombieri (44 anni fa) di prendere lui la prima Medaglia Fields italiana. E adesso uno degli alievi De Giorgi è stato il relatore di Figalli. C'è una scuola -in altre parole-, c'è quando ci sono [...] i fondamenti per andare avanti. Non è soltanto il talento isolato.<ref>Estratto dalla videointervista [ Dall''Odifreddiintervista a LineaNotte sulla medaglia Fields a Figalli''], trasmessa da ''[[w:it:TG3 Linea Notte|TG3, Linea Notte]]'' e pubblicata sul Youtube di Odifreddi ilRai 3 agosto 2018''. URL archiviato il [http://web.archive.org/web/20191214083907/https://www.youtube.com/watch?v=ow6WB83fNkc/ 13Video] dicembredisponibile su ''Youtube.com'' 2019].</ref>
 
*{{NDR|Su [[Pietro Mennea]]}} Era un esempio di serietà e d'onore, un uomo che aveva lavorato assiduamente per conseguire i suoi risultati: un record mondiale che resistette per 17 anni, da una parte, e quattro lauree (in scienze politiche, giurisprudenza, scienze motorie e lettere), dall'altra. In una recente intervista, alla domanda sul perché oggi l'Italia non eccella più nell'atletica leggera, come ai suoi tempi, rispose "pacatamente e serenamente". Ricordando che lui, per dieci anni, non aveva mai perso un allenamento, nemmeno nel giorno di Capodanno. E notando che oggi, invece, i giovani sono dei "bamboccioni" che non hanno voglia di sudare né fisicamente, né intellettualmente.<ref name=belpaese>Da ''[http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/?ref=HROBA-1 Onore e disonore nel Bel Paese]'', ''Il Non-senso della vita 2.0'', ''Repubblica.it'', 21 marzo 2013.</ref>
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