Differenze tra le versioni di "Miguel de Cervantes"

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[[Immagine:Gustave Doré - Miguel de Cervantes - Don Quixote - Part 1 - Chapter 1 - Plate 1 "A world of disorderly notions, picked out of his books, crowded into his imagination".jpg|thumb|300px|Illustrazione di Gustave Doré]]
*[...] per il poco dormire e il molto leggere gli si prosciugò il cervello, in modo che venne a perdere il giudizio. (I; 2007)
*{{NDR|Il curato}} [...] mai però fu molto quel che è [[buono]] [...]. (Il curato; VI; 2007)
*Mi pare proprio di vederla ora, con quel viso che aveva, di qua il sole e di là la luna. (XII; 2007)
*{{NDR|Marcella}} Ma, pur dato il caso che siano uguali le bellezze, non ne viene che abbiano ad essere uguali i desideri, perché non tutte le bellezze innamorano, essendovene di quelle che sono una gioia per gli occhi ma non soggiogano il cuore. (Marcella; XIV; 2007)
*{{NDR|Marcella}} [...] la bellezza in una donna onesta è come fuoco acceso discosto o spada aguzza; quello non brucia né quella ferisce chi non vi si avvicina. (Marcella; XIV; 2007)
*{{NDR|Marcella}} [...] i [[desiderio|desideri]] si alimentano di speranze [...]. (Marcella; XIV; 2007)
*{{NDR|Sancho}} È proprio vero, insomma, che ci vuole del tempo per arrivare a conoscere le persone, e che non c'è nulla di sicuro in questo mondo. (Sancho; XV; 2007)
*Tuttavia, ti faccio osservare, fratel mio Panza — replicò don Chisciotte — che non c'è ricordo cui il tempo non cancelli, né dolore a cui la morte non metta fine. (XV; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} La sorte lascia sempre una porta aperta nelle [[disgrazie]], per mettervi riparo. (Don Chisciotte; XV; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} Le [[ferita|ferite]] che si ricevono nelle battaglie conferiscono onore piuttosto che toglierlo. (Don Chisciotte; XV; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} — Sappi, Sancio, che un uomo non vale più d'un altro se non fa più d'un altro. (Don Chisciotte; XVIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] non è possibile che il male e il [[Bene e male|bene]] durino a lungo: dal che ne consegue che, essendo durato molto il male, il bene è ormai vicino. (Don Chisciotte; XVIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] la bocca senza denti è come molino senza mola, e molto più conto si deve fare di un [[dente]] che di un diamante. (Don Chisciotte; XVIII; 2007)
*È il carattere naturale delle [[donna|donne]], questo — disse don Chisciotte: — disdegnare chi le ama e amare chi le aborrisce. (XX; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte a Sancho}} [...] l'eccesso di confidenza che ti ho concesso ha provocato questa mancanza di rispetto. (Don Chisciotte a Sancho; XX; 2011)
*— Scommetto — replicò Sancio — che vossignoria crede che io abbia fatto dal corpo mio... qualche cosa che non sta bene.<br>— A rimestarla è peggio, amico Sancio — rispose don Chisciotte. (XX; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] i primi impulsi non sono in potere dell'uomo. (Don Chisciotte; XX; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} — Mi pare, Sancio, che non ci sia [[proverbio]] che non dica il vero, giacché son tutte sentenze ricavate appunto dalla esperienza, madre d'ogni scienza [...]. (Don Chisciotte; XXI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] sii breve nei tuoi [[Discorso|discorsi]], perché nessuno ve n'ha di piacevole, se lungo. (Don Chisciotte; XXI; 2007)
*Anzi io ho sentito dire — disse don Chisciotte, — che chi [[canto|canta]] scaccia malinconia. (XXII; 2007)
*{{NDR|Ginesio}} [...] le [[disgrazie]] sempre perseguitano il bell'[[ingegno]]. (Ginesio; XXII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] una delle doti della [[prudenza]] è che quello che si può ottenere con le buone non si voglia avere con le cattive [...]. (Don Chisciotte; XXII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] è proprio di gente bennata l'essere riconoscente dei [[Beneficio|beneficî]] che si ricevono ed uno dei peccati che più offende Dio è l'[[ingratitudine]]. (Don Chisciotte; XXII; 2007)
*[...] la malasorte però, la quale a giudizio di coloro che non sono illuminati dalla vera fede, ogni cosa guida, prepara e regola a suo modo. (XXIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] [[Beneficenza|fare del bene]] ai villani è come gettare acqua nel mare. (Don Chisciotte; XXIII; 2011)
*{{NDR|Sancho}} [...] ritirarsi non è fuggire, né aspettare è assennatezza quando il pericolo sorpassa la speranza. (Sancho; XXIII; 2007)
*[...] chi cerca l'[[impossibilità|impossibile]] è giusto che gli sia rifiutato quel che è possibile [...]. (XXIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] è pur conforto nelle [[disgrazie]] trovare chi se ne condolga. (Don Chisciotte; XXIV; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] che un cavaliere errante divenga [[Follia|matto]] avendone motivo, non c'è né merito né grazie da rendere; il nodo della questione sta in perdere il senno senza un perché e nel far comprendere alla mia dama, che se a freddo faccio questo, cosa sarei capace di fare a caldo? (Don Chisciotte; XXV; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] quello che a te [[apparenza|pare]] catinella di barbiere a me pare l'elmo di Mambrino, e ad un altro parrà un'altra cosa. (Don Chisciotte; XXV; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] il fare una cosa per un'altra è lo stesso che [[mentire]]. (Don Chisciotte; XXV; 2007)
*{{NDR|Cardenio}} Ah, pazzo, ch'io sono! Ora che mi trovo lontano e fuori del pericolo, dico che dovevo fare quel che non feci! (Cardenio; XXVII; 2007)
*{{NDR|Cardenio}} [...] la [[morte]] che ci coglie a un tratto fa subito finire il dolore, ma quella che si prolunga nei tormenti uccide di continuo senza spegner la vita. (Cardenio; XXVII; 2007)
*{{NDR|Cardenio}} Con la sua sparizione si addensò la notte della mia tristezza, tramontò il sole della mia gioia, rimasero senza luce gli occhi miei, senza più ragionare la mia mente. (Cardenio; XXVII; 2007)
*{{NDR|Cardenio}} Oh [[memoria]], mortale avversaria della mia pace! (Cardenio; XXVII; 2007)
*{{NDR|Dorotea}} [...] la [[musica]] calma gli animi sconvolti e mitiga i travagli dello spirito. (Dorotea; XXVIII; 2007)
* [...] la buona e vera [[amicizia]] non può né deve esser mai sospettosa [...]. (XXXIII; 2007)
* [...] la [[amore|passione amorosa]] si vince soltanto col fuggirla [...]. (XXXIV; 2007)
*{{NDR|Lotario}} [...] tanto più la bramata felicità tormenta quanto più è vicina la speranza di raggiungerla [...]. (Lotario; XXXIV; 2007)
*{{NDR|Dorotea}} [...] la vera [[nobiltà]] consiste nella virtù [...]. (Dorotea; XXXVI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] le [[arma|armi]] [...] hanno per oggetto e fine la [[pace]], cioè, il maggior bene che gli uomini possono deisderare in questa vita. (Don Chisciotte; XXXVII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] quanti di meno sono i premiati per causa della [[guerra]] che non i morti in essa? (Don Chisciotte; XXXVIII; 2007)
*{{NDR|Schiavo}} [...] raramente, o mai, accade il bene puro e semplice senz'essere accompagnato o seguito da qualche male che lo turbi e scompigli [...]. (Schiavo; XLI; 2007)
*''Se le sue glorie Amor vende costose | Ha ragione ed il suo traffico è giusto, | Ché non ci sono gioie più preziose | Di quelle valutate dal suo gusto, | Ed è cosa evidente | Che non val ciò che poco costa o niente.'' (XLIII; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] ognuno è figlio delle sue [[azione|azioni]]; e, perché uomo, posso ben {{Sic|doventar}} papa. (Sancho; XLVII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] la [[virtù]] più è perseguitata dai cattivi che amata dai buoni. (Don Chisciotte; XLVII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] non essendo possibile che l'arco stia sempre teso né che la debole natura umana possa sostenersi senz'alcun lecito spasso. (Don Chisciotte; XLVIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] al [[Povertà|povero]] è impossibile dimostrare con alcuno la virtù della generosità per quanto la possegga in sommo grado; e la [[generosità]] che consiste soltanto nel desiderio è cosa morta, come è morta la fede senza le opere. (Don Chisciotte; L; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] so solamente questo: potessi io avere così presto la contea come saprei reggerla! poiché ho tanta anima quanto un altro e tanto corpo quant'altri mai; e che sarei io altrettanto re del mio stato quanto ogni altro del suo; e una volta che lo fossi, farei quel che volessi; e facendo quel che volessi, farei a piacer mio; e facendo a piacer mio, sarei contento; e quando uno è contento, non ha altro da desiderare; e non avendo altro da desiderare, è bell'e finita [...]. (Sancho; XLVIII; 2007)
 
====Seconda parte====
*[...] l'[[abbondanza]] delle cose, anche se buone, fa che non siano pregiate, mentre la scarsezza, magari delle cattive, conferisce loro certo valore. (''Prologo al lettore'', 2007)
*— Vedi, Sancio — disse don Chisciotte: — dovunque sia la [[virtù]] in grado eminente, è perseguitata. (II; 2007)
*{{NDR|Sansone}} [...] poiché le opere stampate sono prese in esame con tutta comodità, facilmente se ne vedono tutte le manchevolezze e tanto più sono attentamente vagliate quanto maggiore è la fama di chi le compose. (Sansone; III; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] i [[Lavoro|lavori]] fatti in fretta e furia non si compiono mai con la perfezione che si richiede. (Sancho; IV; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] io ho sentito dire (e, credo proprio dal mio padrone, se non ricordo male), che fra i due estremi, codardia e temerità, c'è quel di mezzo, cioè, la prodezza. (Sancho; IV; 2007)
*Ognuno è come Dio l'ha fatto e spesso spesso è magari peggio. (IV; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] chi non sa godere della [[fortuna]] quando gli si presenta, non si deve lamentare se poi gli sfugge. (Sancho; V; 2007)
*{{NDR|Teresa}} Il miglior condimento che ci sia è la [[fame]] [...]. (Teresa; V; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] non fa felice il possessore delle [[ricchezza|ricchezze]] il possesso di esse ma lo spenderle, e non già lo spenderle comunque, ma il saperle bene spendere. (Don Chisciotte; VI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] alla fine della via ampia e spaziosa del [[Virtù e vizi|vizio]], c'è la morte, in fondo invece al sentiero della virtù, angusto e difficile, c'è la vita [...]. (Don Chisciotte; VI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} Oh, [[invidia]], radice di mali infiniti e tarlo delle virtù! Tutti i vizi, Sancio, recano seco un non so che di diletto, ma quello dell'invidia non reca se non dispiaceri, rancori e ire. (Don Chisciotte; VIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] non tutti possiamo esser frati, e molte sono le vie per le quali Dio conduce i suoi al cielo [...]. (Don Chisciotte; VIII; 2007)
*— Dio ci metterà riparo — disse Sancio; — perché Dio manda il male e poi la medicina; nessuno sa quel che sarà; di qui a domani ci sono molte ore, e in un'ora, magari in un momento, vien giù la casa; io ho visto piovere e splendere il sole quasi a un medesimo punto [...]. (XIX; 2007)
*Orbene, a tutto c'è rimedio meno che alla [[morte]], sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia. Questo mio [[padrone]] ho visto da mille prove che è un matto da legare, e anche io, del resto, non gli rimango punto indietro, perché, se è vero il proverbio che dice «dimmi con chi vai e ti dirò chi sei» e l'altro «non donde nasci, ma donde pasci», sono più matto di lui perché lo seguo e lo servo. (Sancho; X; 2007)
*{{NDR|Sancho}} — Signore, la [[malinconia]], in verità, non fu fatta per le bestie, ma per gli uomini; se però gli uomini si fanno troppo prendere da essa, {{Sic|doventano}} bestie. (Sancho; XI; 2007)
*{{NDR|Cavaliere dagli Specchi}} [...] rassomigliate, come un uovo si rassomiglia a un altro uovo [...]. (Cavaliere dagli Specchi; XIV; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] l'[[arte]] non è al di sopra della natura, sì la fa più perfetta [...]. (Don Chisciotte; XVI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} Né crediate, signore, che io qui chiami volgo solamente la gente [[plebe|plebea]] ed umile, perché chiunque sia ignorante, sia magari signore e principe, può e dev'essere annoverato tra il volgo. (Don Chisciotte; XVI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} La [[penna]] è la lingua dell'anima. (Don Chisciotte; XVI; 2007)
*{{NDR|Nobiluomo}} [...] la valentia che confina con la temerità, più ha di pazzia che di coraggio. (Nobiluomo; XVII; 2007)
*— Insomma, Sancio — disse don Chisciotte — si vede bene che sei un contadino e di quelli che dicono: Viva chi vince! (XX; 2007)
*Due soli lignaggi ci sono nel mondo, come diceva una mia nonna, cioè, l'avere e il non avere. (XX; 2007)
*[[Predica]] bene chi vive bene. (XX; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] il fondamento più sicuro nel mondo è il [[denaro]]. (Sancho; XX; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] l'[[amore]] e la [[guerra]] sono una stessa cosa, e come nella guerra è lecito e comunemente praticato fare uso di astuzie e di stratagemmi per vincere il nemico, così nei contrasti e nelle rivalità amorose si ritengono per buoni gl'imbrogli e i raggiri messi in opera per conseguire il fine desiderato, purché non siano in pregiudizio e disdoro dell'oggetto amato. (Don Chisciotte; XXI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] la [[bellezza]], di per sé, attrae il desiderio di quanti la rimirano e la sanno stimare [...]. (Don Chisciotte; XXII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] più arrecano danno all'onore delle donne la troppa scioltezza e la troppa franchezza in pubblico che non le cattive azioni in privato. (Don Chisciotte; XXII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] tutti i godimenti di questa vita passano come ombra e sogno, o appassiscono come il fiore del campo. (Don Chisciotte; XXII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] i confronti sono odiosi, e perciò non c'è da confrontare uno con un altro. (Don Chisciotte; XXIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte a Sancho}} [...] siccome non sei esperto delle cose del mondo, tutto ciò che è un po' difficile ti pare impossibile [...]. (Don Chisciotte a Sancho; XXIII; 2007)
*— Non fugge chi si ritira<ref>{{Cfr}} quanto detto ''supra'' da Sancho: «[...] ritirarsi non è fuggire [...]».</ref> — rispose Don Chisciotte; — perché devi sapere, Sancio, che il valore non basato sulla prudenza si chiama [[temerarietà]]<ref>{{Cfr}} quanto detto ''supra'' da Sancho: «[...] fra i due estremi, codardia e temerità [...].»</ref> e le prodezze del temerario meglio vanno attribuite alla buona fortuna che al suo coraggio. (XXVIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte a Sancho}} [[Asino]] sei, asino sarai e asino finirai quando si compirà il corso di tua vita; perché ritengo che prima questa giungerà al suo ultimo termine che tu t'accorga e comprenda d'essere una bestia. {{NDR|[[Insulti dai libri|insulto]]}} (Don Chisciotte a Sancho; XXVIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] non v'ha padre o madre a cui paiano brutti i [[figlio|figli]]; il quale inganno più spesso si riscontra fra coloro che esibiscono i parti del loro ingegno. (Don Chisciotte; XXVIII; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] a quanto ho sentito dire dal mio signore, più vale il buon nome che le ricchezze. (Sancho; XXX; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte a Sancho}} [...] nuovo buffone e vecchio imbecille [...]. {{NDR|[[Insulti dai libri|insulto]]}} (Don Chisciotte a Sancho; XXXII; 2011)
*{{NDR|Duca}} La [[caccia]] è un'immagine della guerra: vi si usano stratagemmi, astuzie, insidie per vincere senza averne danno, il nemico; vi si soffrono freddi intensissimi e calori insopportabili; vi si hanno in dispregio l'ozio e il sonno, le forze di chi la pratica vi acquistano nuovo vigore e agilità le membra; insomma, è un esercizio che può farsi senza danno d'alcuno e con diletto di molti. (Duca; XXXIV; 2007)
*{{NDR|Sancho}} — Signora, dove c'è [[musica]] non ci può essere cosa cattiva. (Sancho; XXXIV; 2007)
*{{NDR|Contessa Triffaldi}} Ah, me sventurata! Quale pazzia o quale insensatezza mi trasporta a raccontare le colpe altrui, mentre tanto ho da dire delle mie? (Contessa Triffaldi; XXXVIII; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] cercare pere sull'olmo. (Sancho; XL; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] Dio sopporta i [[cattiveria|cattivi]], ma non poi sempre sempre. (Don Chisciotte; XL; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] gli uffici e le grandi cariche altro non sono che un profondo golfo di agitazioni. (Don Chisciotte; XLII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] tu devi fissare lo sguardo della mente in chi tu sei, procurando di [[Conosci te stesso|conoscere te stesso]]: la conoscenza più difficile che possa immaginarsi. (Don Chisciotte; XLII; 2007)
*[...] egli {{NDR|Don Chisciotte}} svariava soltanto quando lo toccavano sulla cavalleria, mentre negli altri ragionamenti mostrava di aver chiara e libera l'intelligenza: cosicché ogni momento le sue azioni smentivano il senno e il suo senno smentiva le sue azioni. (; XLIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] la trascuratezza nel [[Vestito|vestire]] rivela un animo negligente [...]. (Don Chisciotte; XLIII; 2011)
*{{NDR|Don Chisciotte}} Abbi il passo lento, parla pacatamente, ma non in modo che paia che tu ascolti te stesso: ogni affettazione è cattiva. (Don Chisciotte; XLIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] il troppo [[vino]] né serba segreti né mantiene promesse. (Don Chisciotte; XLIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] stivare e infilzare [[proverbi]] a casaccio rende cascante e volgare la conversazione. (Don Chisciotte; XLIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] la [[diligenza]] è madre della buona fortuna, mentre la [[pigrizia]], sua nemica, non raggiunse mai la meta di un onesto desiderio. (Don Chisciotte; XLIII; 2007)
*[...] né può esservi brio dove non è intelligenza [...]. (XLIV; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] un disinganno a tempo vuol essere rimedio efficace nei principî d'amore. (Don Chisciotte; XLVI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} Mi è successo un fatto che credo mi farà cadere in disgrazia di questi signori; ma quantunque ciò sia per me di molto peso, non me ne importa nulla, poiché alla fin fine, debbo prima adempiere la mia missione che il piacer loro, conformemente a quel che suol dirsi: ''amicus Plato, sed magis amica veritas''. (Don Chisciotte; LI; 2007)
*{{NDR|Parole attribuite all'immaginario filosofo maomettano Cide Harmete}} «Pensare che le cose di questa vita abbiano da durar sempre ferme in un punto è pensare inutilmente; sembra anzi che la vita giri tutto a tondo, vo' dire torno torno: la primavera segue l'estate, l'estate l'autunno, l'autunno segue l'inverno, l'inverno la primavera, e così torna il tempo a roteare ininterrottamente; sola la vita umana corre alla sua fine più veloce del vento, senza aspettare di rinnovarsi, se non sia nell'altra che non ha confini che la limitino.» (LIII; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] uscendo io di qua, da come ne esco, nudo, non occorre altra prova per far capire che ho [[governo|governato]] da angelo. (Sancho; LIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] voler legare le lingue dei [[Maldicenza|maldicenti]] è come voler mettere porte alla campagna. (Don Chisciotte; LV; 2011)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] se il governatore vien via ricco dal suo governo, di lui si dirà che è stato un ladro; e se vien via povero, che è stato un dappoco e uno stupido. (Don Chisciotte; LV; 2007)
*[...] [[Amore]] è invisibile ed entra ed esce di dove vuole, senza che nessuno gli chieda conto di quel che fa. (LVI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] a me sembra che il [[Traduzione|tradurre]] da una lingua in un'altra [...] sia come guardare gli arazzi fiamminghi da rovescio, ché, sebbene le figure si vedano, sono però piene di filamenti che le fanno confuse sì che non appaiono nitide e a vivi colori come da diritto. (Don Chisciotte; LVII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} — La [[libertà]], Sancio, è uno dei più preziosi doni che i cieli abbiano mai dato agli uomini; né i tesori che racchiude la terra né che {{Sic|cuopre}} il mare sono da paragonare ad essa; per la libertà, come per l'onore, si può e si deve mettere a repentaglio la vita; la schiavitù invece è il peggiore dei mali che agli uomini possono toccare. (Don Chisciotte; LVIII; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} — È possibile, Sancio, che ci sia uno in tutto l'orbe terraqueo il quale non affermi che sei stupido e di stupidaggini foderato, con in più non so quali frange di maligno e di birbante? {{NDR|[[Insulti dai libri|insulto]]}} (Don Chisciotte; LVIII; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] fino alla morte, tutto è vita [...]. (Sancho; LIX; 2011)
*{{NDR|Don Chisciotte}} Io, Sancio, nacqui per vivere morendo, e tu per morire mangiando. (Don Chisciotte; LIX; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] molte volte suole scappare la [[pazienza]] quando la stancano le [[offesa|offese]]. (Don Chisciotte; LIX; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] val meglio una buona speranza che un cattivo avere. (Sancho; LXV; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] questa che va attorno col nome di [[Fortuna]] è una femmina ubriaca e capricciosa e soprattutto cieca, così da non vedere quel che fa né sapere chi rovescia né chi innalza. (Sancho; LXVI; 2007)
*[...] dove vi è molto [[amore]], non suole esserci molta disinvoltura. (LXVI; 2011)
*{{NDR|Sancho}} [...] benedetto chi inventò il [[sonno]], copertoio di tutti gli umani pensieri, vivanda che leva la fame, bevanda che scaccia la sete, fuoco che riscalda il freddo, freddo che tempera l'ardenza, e, insomma, moneta universale con la quale si compra tutto, bilancia e peso che fa uguale il pastore al re e il sempliciotto all'avveduto. Una cosa solamente ha di male il sonno, a quanto ho sentito dire, ed è che somiglia alla morte, poiché da un addormentato a un morto c'è molto poca differenza. (Sancho; LXVIII; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] il [[sogno]] è sollievo delle infelicità per coloro che, quando son desti, le provano. (Sancho; LXX; 2007)
*— E mi dica vossignoria, signor Àlvaro, somiglio io in qualche cosa a cotesto tale don Chisciotte che dice? (LXXII; 2007)
*[...] le cose umane non sono eterne, ma vanno sempre declinando dai loro inizi sino ad arrivare all'ultima fine, specialmente le vite degli uomini [...]. (LXXIV; 2007)
*{{NDR|[[Ultime parole dai libri|Ultime parole]]}} [...] prego vivamente i nominati signori esecutori testamentari che se la buona sorte li portasse a conoscere l'autore che si dice abbia composto una storia, la quale va attorno col titolo di ''Seconda parte delle prodezze di don Chisciotte della Mancia'', gli chiedano da mia parte, il più fervidamente ch'esser possa, che perdoni se io, senza pur pensarlo, gli ho dato occasione di scrivere tante e tante scempiaggini quante in essa ne ha scritte, poiché parto da questa vita con lo scrupolo di avergli dato motivo a scriverle. (; LXXIV; 2007)
 
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