Differenze tra le versioni di "Papa Giovanni Paolo II"

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*A voi, [[Benevento|figli della terra campana]], nella quale si sono incrociate antiche e diverse civiltà: da quella sannita a quella romana, da quella longobarda a quella aragonese, si rivolge il mio pensiero, per esortarvi a conservare nel vostro animo l'eredità di quel nobile patrimonio spirituale e culturale, che tanto ha distinto il genio della vostra gente semplice, laboriosa, austera, umana e pia, ma anche fiera e gelosa delle proprie tradizioni storiche e religiose. La vostra presenza richiama alla mia mente anche i rapporti che, attraverso i secoli, sono fioriti tra la vostra terra e la mia Patria. Come è noto, il canonico camaldolese san Benedetto, nato a Benevento verso il 970-975, fu a capo del primo gruppo di missionari che si reco tra i popoli slavi e, in particolare, in Polonia, a predicare il Vangelo e impiantarvi la Chiesa di Cristo. <ref>[http://www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/g4n.htm Udienza al pellegrinaggio di Benevento, 10 agosto 1983]</ref>
*[[Benevento]]! È città legata per secoli al papato da molteplici vincoli di carattere religioso e civile, che affondano le radici nella storia. Dall'alto ho potuto ammirare la verde conca in cui sorge la vostra bella città, circondata da monti e da boschi. All'interno della Regione campana, nel cuore del Sannio storico, Benevento, lungi dal chiudersi in se stessa, è rimasta sempre aperta e disponibile ai contatti con le altre popolazioni della penisola e anche con le genti al di là del mare: la grande via romana – la "regina viarum" – che passava da qui, apriva le porte verso l'Oriente. Città di duchi e di signori, con i suoi monumenti essa ricorda la grandezza civile e religiosa che l'ha distinta nei secoli. Il suo è un nome augurale, che le fu dato dalla Roma pagana in sostituzione di "Maleventum"; ma il vigore più vero le è venuto dalla nuova Roma, quella cristiana, che le ha trasmesso la "buona novella" del Vangelo. Città di Benevento, io auspico che il tuo passato di rinomanza civile e di impegno religioso divenga ancora, per quanti oggi ti abitano, forza propulsiva per costruire un avvenire di autentico progresso! (da [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/july/documents/hf_jp-ii_spe_19900702_cittadinanza-benevento_it.html Incontro con la cittadinanza di Benvento, 2 luglio 1990])
*Ecco l’antical'antica [[Reggio Calabria|Reggio]], le cui origini si perdono nella notte dei tempi! Ecco la Reggio della Magna Grecia, di cui ancora conservate le vestigia monumentali e i preziosi cimeli nel vostro importante Museo nazionale, che ora accoglie anche i due grandi bronzi di Riace.<br> La storia di Reggio corre lungo i filoni delle grandi civiltà classiche europee: la greca, la romana, e la cristiana.<br>Nel toccare il suolo di questa città, provo una viva emozione al considerare che qui approdò, quasi duemila anni fa, Paolo di Tarso, e che qui l’Apostolol'Apostolo delle genti accese la prima fiaccola della fede cristiana; da qui il cristianesimo ha iniziato il suo cammino in terra calabra, espandendosi in ogni direzione, sia verso la costa ionica sia verso la fascia tirrenica. È questo un primato che mi piace sottolineare e che è motivo di giusto orgoglio per la Chiesa e per la città di Reggio Calabria.<br>Il vostro cristianesimo, ormai bimillenario, ha permeato le radici più profonde della vostra civiltà e della vostra cultura e vi ha dato la forza di far fronte con coraggio, e talvolta con eroismo, ai difficili momenti della vostra storia, durante le molteplici invasioni e dominazioni che la Calabria ha dovuto subire.<br>Ma soprattutto, il vostro animo temprato dalla fede ha trovato la forza di resistere alle calamità naturali; per due volte il terremoto, nel 1783 e, più recentemente, nel 1908, ha distrutto la vostra città, e per due volte l’avetel'avete ricostruita più grande e più bella.<br>Sì, la natura ha dotato di una bellezza particolare questa terra: Reggio, con l’azzurrol'azzurro intenso del suo cielo e le chiare acque del suo mare, con lo splendore del suo sole e il verde dei suoi monti aspromontani e, dall’altradall'altra parte dello stretto, la dirimpettaia Messina, città egualmente meravigliosa, con i monti Peloritani e con l’Etnal'Etna che giganteggia sullo sfondo del mar Ionio, compongono uno degli scenari più suggestivi che sia dato ad occhio umano contemplare.[...]<br>Reggio! Città che hai nelle tue radici la fede di Paolo. Reggio! Che hai un cuore antico ma sempre giovane e caldo, nel nome di Dio ti saluto e ti benedico! (dal ''Discorso alla cittadinanza di Reggio Calabria'', domenica, 7 ottobre 1984 [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1984/october/documents/hf_jp-ii_spe_19841007_cittadinanza-reggio-calabria.html vatican.va])
*Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a [[guerra|uccidere]], prima delle [[armi]], è il cuore dell'uomo. (dal messaggio del 1981 agli scienziati riuniti nella prima sessione dei Seminari di Erice sulle Guerre Nucleari)<ref>Citato in [[Antonino Zichichi]], ''Galilei divin uomo'', Ed. Il Saggiatore, Milano 2001, ISBN 88-428-0943-8</ref>
*Dal punto di vista morale, un ben inteso principio di giustizia esige che tali criteri di assegnazione degli organi donati non derivino in alcun modo da logiche di tipo "discriminatorio" (età, sesso, razza, religione, condizione sociale, ecc.) oppure di stampo "utilitaristico" (capacità lavorative, utilità sociale, ecc.). Nella determinazione delle priorità di accesso ai [[trapianto|trapianti]] ci si dovrà, piuttosto, ''attenere a valutazioni immunologiche e cliniche''. Ogni altro criterio si rivelerebbe arbitrario e soggettivistico, non riconoscendo il valore che ogni essere umano ha in quanto tale, e non per le sue caratteristiche estrinseche.<ref name=tra>Dal [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2000/jul-sep/documents/hf_jp-ii_spe_20000829_transplants_it.html discorso del santo padre Giovanni Paolo II al 18° Convegno internazionale della Società dei trapianti], 29 agosto 2000.</ref>
*Dottore dell'amore, san [[Francesco di Sales]] ha valorizzato incessantemente la fonte viva dell'alleanza di Dio con gli uomini: Dio ci ama, Dio ci accompagna in ogni momento della nostra vita, con un amore paziente e fedele; Dio infonde in noi il suo desiderio di ciò che è buono, un'attrazione verso ciò che è bello e vero. (dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1986/documents/hf_jp-ii_hom_19861007_annency-francia_it.html omelia] del 7 ottobre 1986)
*{{NDR|La [[misericordia]]}} è la dimensione indispensabile dell'amore, è come il suo secondo nome e, al tempo stesso, è il modo specifico della sua rivelazione nei confronti della realtà del mle che è nel mondo, che tocca e assedia l'uomo, che si insinua nel suo cuore e può farlo perire nella Geenna (''Mt'' 10 , 28).<ref>Dall'enciclica ''Dives in Misericordia'', V, 7; in ''La Civiltà Cattolica'', ed. 3127-3132, 1980, [http://books.google.it/books?id=7dtNAAAAMAAJ&pg=PA576 p. 576].</ref>
*Attraverso il dialogo facciamo in modo che Dio sia presente in mezzo a noi: poiché mentre ci apriamo l'un l'altro nel dialogo, ci apriamo anche a Dio.<ref>Estratto del Discorso ai membri delle altre religioni, Madras, 5 febbraio 1986, n. 4: Insegnamenti IX/1, 1986, pp. 322s., come citato nell'[http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1998/documents/hf_jp-ii_aud_09091998.html ''Udienza generale del 9 settmebresettembre 1998''].</ref>
*Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i migranti e i rifugiati, significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria.v ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/migration/documents/hf_jp-ii_mes_20031223_world-migration-day-2004.pdf ''Messaggio per la 90ª giornata mondiale delm igrante e del rifugiato''], 15 dicembre 2003)
*E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella [[Maria|Madre di Cristo]] e della [[Chiesa cattolica|Chiesa]], ed anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l'aiuto di [[Dio]] e con l'aiuto degli uomini. (dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781016_primo-saluto_it.html Primo saluto e prima benedizione ai fedeli]'', 16 ottobre 1978; citato in [[Angelo Montonati]], in ''Introduzione a "Parole sull'uomo"'')
 
{{Int|1=Dal discorso al corpo diplomatico accreditato a Nairobi, 6 maggio 1980|2=Riportato in [http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/may/documents/hf_jp-ii_spe_19800506_nairobi-diplomatici.html ''DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO A NAIROBI''], ''Vatican.va'', 1980.}}
*Molte situazioni e problemi africani che richiedono la nostra attenzione oggi non sono differenti da quelli che coinvolgono altre nazioni e continenti nel mondo. Altri invece sono tipicamente africani nel senso che gli elementi dei problemi e le risorse disponibili per la loro soluzione - risorse naturali e specialmente umane - sono esclusive di questo continente. In ciò vi è un fattore supremo che deve essere tenuto presente nella mente. È la vera identità dell’africanodell'africano, della persona africana, dell’uomodell'uomo e della donna africana.
*La verità sull’individuosull'individuo africano deve essere vista, prima di tutto e principalmente, nella sua dignità come persona umana.
*La storia testimonia come il continente africano ha sempre conosciuto un forte senso comunitario nei differenti gruppi che costituiscono la sua struttura sociale: ciò è particolarmente vero per la famiglia dove vi è una forte coesione e solidarietà. E quale migliore prospettiva potrà essere trovata nella necessità di una pacifica soluzione di conflitti e difficoltà - un modo che sia all’altezzaall'altezza della dignità umana - della innata propensione al dialogo, del desiderio di spiegare le differenti visioni nella conversazione alla quale l’africanol'africano si rivolge così facilmente e che egli porta avanti con tanta naturale grazia?
*In Africa, in passato, molte nazioni hanno conosciuto l’amministrazionel'amministrazione coloniale. Pur non negando i vari traguardi raggiunti da queste amministrazioni, il mondo gode per il fatto che questo periodo sta ormai nella sua fase finale. I popoli dell’Africadell'Africa, con poche penose eccezioni, stanno assumendo piena responsabilità politica per il loro proprio destino ed io saluto qui particolarmente il recente raggiungimento dell’indipendenzadell'indipendenza dello Zimbabwe. Ma non si può ignorare il fatto che altre forme di dipendenza sono ancora una realtà o almeno una minaccia.
*La discriminazione razziale è un male, a prescindere da come, da chi e perché è praticata.
*Un largo numero di persone sono state costrette per varie ragioni a lasciare il loro paese amato ed i luoghi dove avevano le loro radici. Talvolta questo è dovuto a motivi politici, altre volte per sfuggire alla violenza ed alla guerra, oppure per le conseguenze di disastri naturali, o per il clima ostile. La comunità africana e la comunità del mondo non può cessare di interessarsi alla condizione dei rifugiati e alle terribili sofferenze cui molti di essi sono assoggettati per lungo tempo. Questi rifugiati veramente hanno un diritto alla libertà ed a vivere una vita degna della dignità umana. Essi non devono essere privati del godimento dei loro diritti, tantomeno quando fattori esterni al loro controllo li hanno costretti a divenire stranieri senza una patria.
*Faccio appello alle autorità delle nazioni di cui i rifugiati sono costretti ad attraversare i confini, perché li ricevano con cordiale ospitalità. Faccio appello alla comunità internazionale perché il peso non sia portato soltanto da quelle nazioni nelle quali i rifugiati si sistemano temporaneamente, ma di mettere i necessari aiuti a disposizione dei governi interessati e delle appropriate organizzazioni internazionali.
*L’L'[[Organizzazione per la Unità Africana]], insieme a tutte le altre organizzazioni che perseguono il fine di una più grande collaborazione tra le nazioni africane, è degna di ogni incoraggiamento.
*Lunga vita a te, Africa!
 
*Ogni singolo uomo, infatti, è ad immagine di Dio in quanto creatura razionale e libera, capace di conoscerlo e di amarlo.
*Se la dignità della donna testimonia l'amore, che essa riceve per amare a sua volta, il paradigma biblico della «donna» sembra anche svelare quale sia il vero ordine dell'amore che costituisce la vocazione della donna stessa.
* Quando «venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna». Con queste parole della Lettera ai Galati (4, 4) l'apostolo Paolo unisce tra loro i momenti principali che determinano in modo essenziale il compimento del mistero «prestabilito in Dio» (cf. Ef 1, 9). Il Figlio, Verbo consostanziale al Padre, nasce come uomo da una donna, quando viene «la pienezza del tempo». Questo avvenimento conduce al punto chiave della storia dell'uomo sulla terra, intesa come storia della salvezza. E' significativo che l'apostolo non chiami la Madre di Cristo col nome proprio di «Maria», ma la definisca «donna»: ciò stabilisce una concordanza con le parole del Protovangelo nel Libro della Genesi (cf. 3, 15). Proprio quella «donna» è presente nell'evento centrale salvifico, che decide della «pienezza del tempo»: questo evento si realizza in lei e per mezzo di lei.
 
==''Parole sull'uomo''==
*Dobbiamo meditare attentamente sul perché Gesù si è incarnato: è importante che ciò sia sempre presente al nostro spirito se vogliamo che il Natale non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri, ma povera di autentica fede cristiana. Il [[Natale]], infatti, ci fa riflettere, da una parte, sulla drammaticità della storia umana, nella quale gli uomini, feriti dal peccato, sono perennemente alla ricerca di verità, di perdono, di misericordia, di redenzione, e, dall'altra, sulla bontà di Dio, che è venuto incontro all'uomo per comunicargli direttamente la Verità che salva e per renderlo partecipe della sua amicizia e della sua vita. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990])
*Il [[Natale]] è la festa dell'Amore divino: per amore egli ci ha creati, per amore ci ha redenti in Cristo e ci attende nel suo regno. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990])
*Nello sforzo di descrizione rigorosa e di formalizzazione dei dati dell’esperienzadell'esperienza, l’uomol'uomo di scienza è condotto a ricorrere a dei concetti metascientifici il cui uso è come esigito dalla logica del suo procedimento. Conviene precisare con esattezza la natura di tali concetti, per evitare di procedere a delle estrapolazioni indebite che leghino le scoperte strettamente scientifiche a una visione del mondo o a delle affermazioni ideologiche o filosofiche che non ne sono affatto dei corollari. Si coglie qui l’importanzal'importanza della [[filosofia]] che considera i fenomeni come anche la loro interpretazione. (31 Ottobre 1992<ref name= "Pontificia Accademia, ott 1992">Citato da [http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html Discorso ai partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze], 31 Ottobreottobre 1992.</ref>])
* Pensiamo, a titolo di esempio, all'elaborazione di nuove [[teoria|teorie]] a livello scientifico per spiegare l'emergere del vivente. A rigor di metodo, non si potrebbe interpretarle immediatamente e nel quadro omogeneo della [[scienza]]. In particolare, quando si tratta di quel vivente che è l’uomol'uomo e del suo cervello, non si può dire che tali teorie costituiscano per se stesse un’affermazioneun'affermazione o una negazione dell'[[anima]] spirituale, o ancora che esse forniscano una prova della dottrina della [[Creazione (teologia)|creazione]], o al contrario che esse la rendano inutile. (31 Ottobre [http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992<ref/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html name=31 "Pontificia Accademia, ottottobre 1992" />])
* È necessario un lavoro di ulteriore interpretazione: è questo precisamente l’oggettol'oggetto della filosofia, che è ricerca del senso globale dei dati dell’esperienzadell'esperienza, e dunque ugualmente dei [[fenomeno|fenomeni]] raccolti e analizzati dalle scienze. La [[cultura]] contemporanea esige uno sforzo costante di sintesi delle conoscenze e di integrazione dei saperi. Certo, è alla [[specializzazione]] delle ricerche che sono dovuti i successi che noi constatiamo. Ma se la specializzazione non è equilibrata da una riflessione attenta a notare l'articolazione dei saperi, è grande il rischio di giungere a una “cultura"cultura frantumata”frantumata", che sarebbe di fatto la negazione della vera cultura. Poiché quest'ultima non è concepibile senza [[umanesimo]] e sapienza. (31 Ottobre [http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992<ref/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html name=31 "Pontificia Accademia, ottottobre 1992" />])
 
== Discorsi ==
* Ci rendiamo conto, signore e signori, che l'avvenire dell'uomo e del mondo è minacciato, radicalmente minacciato, a dispetto delle intenzioni, certamente nobili, dell'uomo di cultura, dell'uomo di scienza. [...] Ragioni geopolitiche, problemi economici di dimensione mondiale, terribili incomprensioni, [[orgoglio|orgogli]] nazionali feriti, il [[materialismo]] della nostra epoca e la decadenza dei valori morali hanno condotto il nostro mondo ad una situazione d'instabilità, a un equilibrio fragile, che rischia d'esser distrutto da un momento all'altro in seguito ad errori di giudizio, d'informazione o d'interpretazione. [...] Fino ad oggi si è detto che le [[arma nucleare|armi nucleari]] hanno costituito una forza di dissuasione che ha impedito lo scoppio di una guerra più grande, ed è probabilmente vero. Ma ci si può nello stesso tempo chiedere se sarà sempre così. Le armi nucleari di qualsiasi ordine di [[grandezza]] o di qualsiasi tipo siano, si perfezionano ogni anno di più e si aggiungono all'arsenale di un numero crescente di paesi. Come si potrà essere sicuri che l'uso delle armi nucleari, anche ai fini di difesa nazionale o in conflitti limitati, non trascinerà con sé una scalata inevitabile portando a una distruzione che l'umanità non potrà mai né prendere in considerazione, né accettare? Ma non è a voi, uomini di scienza e di cultura, che devo domandare di non chiudere gli occhi su ciò che una [[guerra nucleare]] può rappresentare per l'umanità intera. Signore e signori, il mondo non potrà proseguire a lungo su questa via. [...] Bisogna aumentare gli sforzi delle [[coscienza morale|coscienze umane]] nella misura della tensione tra il bene e il male alla quale sono sottoposti gli uomini alla fine del XX secolo. Bisogna convincersi della priorità dell'etica sulla tecnica, del primato della persona sulle cose, della superiorità dello [[spirito]] sulla materia. (Parigi, Lunedì 2 Giugno 1980<ref>Citato dain [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/june/documents/hf_jp-ii_spe_19800602_unesco.html ''Discorso di Giovanni Paolo II all'UNESCO''], Parigi, 2 Giugnogiugno 1980 (ai nn. 21-22).</ref>)
* Come dicevo il 3 novembre 1982 agli universitari di Madrid: “Uomini"Uomini e donne che rappresentate la scienza e la cultura, il vostro potere morale è considerevole. Potete insieme, grazie al vostro prestigio, ottenere che il settore scientifico serva innanzitutto la cultura dell'uomo e che egli non sia mai utilizzato per la sua distruzione”distruzione". Si pensa spontaneamente ai pericoli dell’energiadell'energia nucleare. Scatenando la potenza atomica, i ricercatori sono stati da parte loro all'origine di una crisi morale senza pari nella storia, come ho sottolineato ad Hiroshima. All'Unesco, ho insistito sul fatto che l'avvenire dell'uomo e del mondo era minacciato radicalmente, a scapito delle intenzioni degli uomini di scienza, se si utilizzassero le loro scoperte per dei fini distruttivi. Da questo alto luogo di cultura, ho lanciato anche un appello solenne agli scienziati perché aiutassero l'umanità alleando la coscienza alla scienza, facendo rispettare il primato dell'[[etica]] badando che la scienza sia al servizio della vita e dell'uomo (cf. Discorso all'Unesco, 2 giugno 1980, nn. 20-22). La tutela della [[pace]] tra i popoli è primordiale, e noi speriamo che la testimonianza di numerosi capi religiosi, che hanno pregato ieri ad [[Assisi]] per la pace, contribuisca da parte sua a instaurare questa pace che è anche un dono di Dio. (Pontificia Accademia delle Scienze, Martedì 28 Ottobre 1986<ref>Citato dain [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1986/october/documents/hf_jp-ii_spe_19861028_pont-accademia-scienze.html ''Discorso di Giovanni Paolo II alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze nel cinquantesimo della rifondazione''], data = 21 Ottobreottobre 1986 (al n. 8).</ref>)
 
==Citazioni su papa Giovanni Paolo II==
*[G]iunto davanti al Colosseo – simbolo omicida dell'imperialismo dell'antica Roma – Giovanni Paolo II si fermò, e parlò col consueto vigore profetico potenziato dal suo esotico italiano, e disse additando l'orribile edificio: «Anche l'impero romano alla fine cadde!». Da poche ore le bombe "intelligenti" di Bush avevano incominciato a devastare Bagdad. L'allusione era inequivocabile. E l'imbarazzo fu tale che soltanto un notiziario radio alquanto antelucano diede conto di queste parole, laddove i giornali – grandi, meno grandi, piccoli – cancellarono la frase. ([[Luciano Canfora]])
*Il cristiano Karol Wojtyla è convinto che l'uomo abbia smarrito le chiavi che permettono di aprire il cassetto dentro il quale sta il libretto di istruzioni per l'uso dell'uomo stesso. Per lui, i fratelli in umanità non sono certo «cattivi»: semplicemente, sono smarriti, confusi, sbandati, plagiati da cattivi maestri, da suggestioni inganevoli. ([[Vittorio Messori]])
*Il nuovo papa Woityla, che ha preso il nome di papa Giovanni Paolo II, seguirà una politica internazionale nello spirito della religione cristiana romana. Ci sono voluti quattro secoli per vedere al Vaticano un pontefice non italiano, e precisamente polacco. A mio avviso, l’elezionel'elezione di questo papa a capo della Chiesa cattolica romana è opera della CIA, degli Stati Uniti, di Brzezinski, questo polacco che è il consigliere speciale del presidente americano per la sicurezza nazionale. ([[Enver Hoxha]])
*Il Papa ha dichiarato che il matrimonio è per tutta la vita e va accettato anche se fallisce. Ehi, Karol, se non giochi al gioco, non fare le regole! ([[Daniele Luttazzi]])
*Il Papa sarebbe d'accordo con me: vuole una Polonia bella e pulita come la voglio io. ([[Lech Walesa]])
*Karol Wojtyła – Giovanni Paolo II, che sin da giovane si mostrò intrepido e ardito difensore di Cristo: per Lui non esitò a spendere ogni energia al fine di diffonderne dappertutto la luce; non accettò di scendere a compromessi quando si trattava di proclamare e difendere la sua Verità; non si stancò mai di diffondere il suo amore. ([[Benedetto XVI]])
*L'avvento di questo nuovo pontefice sarà certo importante per molti paesi d’Europad'Europa e del mondo; egli sosterrà l’imperialismol'imperialismo e si adopererà per ingannare il proletariato e i popoli. Quest’avvenimentoQuest'avvenimento avrà ripercussioni in Polonia, come pure in Cecoslovacchia, in Ungheria e in Francia, poiché la borghesia di questi paesi è contenta di vedere alla testa della Chiesa romana un cardinale non italiano. Dal canto loro, gli italiani, specie i democristiani e in generale tutta la borghesia di questo paese, tutti i partiti della borghesia e i cattolici, sono rimasti scioccati da quest’elezionequest'elezione, poiché l’attualel'attuale papa non è più un loro papa, il papa della Chiesa italiana, ma un papa di nazionalità polacca e al servizio degli Stati Uniti d’Americad'America... ([[Enver Hoxha]])
*''La passion de convaincre'', la passione di convincere: questo, per [[Blaise Pascal]], il segno distintivo di ogni cristiano che sia davvero convinto di avere trovato nel [[Nuovo Testamento|Vangelo]] – anzi nell'incontro personale col Cristo – la verità sull'uomo e sull'umanità. Quella passione sembra pervadere interamente il papa «venuto da lontano». ([[Vittorio Messori]])
*La predicazione religiosa di Giovanni Paolo II per me forse si riassume tutta nelle parole, spesso da lui ripetute: "Non abbiate paura"; ma anche nella sua affermazione, che responsabilizza tutti gli uomini: "In un certo senso si può dirlo: di fronte alla libertà umana Dio ha voluto rendersi "impotente". ([[Arrigo Levi]])
*Io vedo in lui un umanista, che ha compreso a fondo, molto a fondo, le tragedie del comunismo, le ragioni della sua degenerazione. Ma anche un uomo che ha capito molto bene la realtà di un certo capitalismo, la sua brutalità, la sua vuotezza, il cui materialismo pratico non è affatto migliore del materialismo filosofico di una certa interpretazione del marxismo.
*La sua critica dell'assenza di libertà individuali nel sistema politico sovietico fu giusta. Io stesso, che pure vi ero nato e cresciuto, ero giunto a conclusioni analoghe e, proprio per questo, mi ero impegnato a riformarlo. Ma c'è sempre, nelle parole di questo Papa, una sincerità e una coerenza che non si trovano in altri critici di quel comunismo: cioè Giovanni Paolo II denuncia la mancanza di libertà dovunque si manifesta, nel comunismo, ma anche nel capitalismo. Per questo è stato osteggiato e criticato dalle potentissime congreghe dei vincitori della guerra fredda.
*Lui è stato, e rimane, una persona che è uscita anche al di fuori della sua propria missione spirituale. Non è stato fermato né dagli attentati contro di lui né dalle minacce. È stato sempre un fermo e convinto difensore delle idee dell’umanesimodell'umanesimo. È stato un grande umanista.
*Nella storia della Chiesa ci sono stati pochi Papi così longevi come Giovanni Paolo II, e così importanti: per avere attraversato un'intera epoca di eccezionali cambiamenti non da spettatori ma da protagonisti.
*Sì, all'epoca Giovanni Paolo II aveva criticato spesso - e critica ancora oggi - il cosiddetto sistema comunista (anche se preferirei chiamarlo pseudocomunista, in quanto si è solo appropriato il nome) e il modello sociale antiumano che incarnava. Il Papa lo conosceva non per sentito dire: ci aveva vissuto. Ma questa presa di posizione non gli ha impedito di ricordare, ormai nei giorni nostri, che anche questo modello aveva aspetti positivi, inanzitutto sociali.