Differenze tra le versioni di "Michel Chion"

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==''L'audiovisione. Suono e immagine nel cinema''==
*[...] ''tre'' differenti disposizioni di ascolto, finalizzate a oggetti differenti: l'ascolo causale, l'ascolto semantico e l'ascolto ridotto.<br>L'ascolto più diffuso è il primo, l'ascolto causale, he consiste nel servirsi del suono per informarsi, quanto più possibile, sulla sua causa. Sia che tale causa ia visibile e che il suono possa aggiugnere a essa un'informazione supplementare [...]. Sia, ''a fortiori'', che la causa sia invisiile e che il suono costituisca la nostra principale fonte di informazione su essa. La causa può essere invisibile, ma indentificata tramite un sapere o un calcolo logico.<br>L'ascolto causale può avvenire a livelli differenti.<br>Primo caso: riconosciamo la causa precisa e individuale: la voce di una determinata persona, il suono di un ogggetto unico.<br>Secondo caso: non riconosciamo un esemplare, un individuo o un elemento unico e particolare, ma una categoria causale umana, meccanica o animale: voce di un uomo adulto, motore di uno scooter, canto di un'allodola.<br>Più in generale, in casi ancora più ambigui - e ben più numerosi di quanto si creda - ciò che noi riconosciamo è soltanto una ''natura di causa'', la natura stessa dell'agente: «dev'essere qualcosa di meccanico» (identificato da un ritmo, da una regolarità detta appunto meccanica) [...]. (cap. 3 - ''I tre ascolti'', pp. 37-39)
 
*Chiamiamo ascolto semantico quelloc he fa riferimento a un codice o a un linguaggio per interpretare un messaggio: il linguaggio parlato, naturalmente, ma anche i codici come il Morse.<br>[...] Sentiamo al tempo stesso ciò che qualcuno ci dice e il modo in cui lo dice. L'ascolto causale di una voce, del resto, sta al suo ascolto linguistico un po' come l'esame grafologico di un testo sta alla sua lettura. (cap. 3 - ''I tre ascolti'', p. 40)
 
*Pierre Schaeffer ha battezzato «ascolto ridotto» l'ascolto rivolto alle qualità e alle forme proprie del suono, indipendentemente dalla sua causa e dal suo senso; e che considera il suono - verbale, strumentale, anedottico o qualunque - come oggetto di osservazione, invece di attraversarlo mirando ad altro [...].<br>Si rendono conto che parlare di suoni di per se stessi, costringendosi a qualificarli indipendentemente da qualcunque causa, senso o effetto, non è compito facile. E i termini analogici abituali rivelano qui tutta la loro ambiguità: questo suono, dite voi, è stridente, ma in che senso? «Stridente» è soltanto un'immagine, o rimanda a una sorgente che effettivamente stride? O è l'evocazione di un effetto sgradevole? (cap. 3 - ''I tre ascolti'', p. 41)
 
*[...] la situazione di ascolto acusmatica, definita più avanti come quella in cui si sente il suono senza vederne la causa, può modificare il nostro ascolto e attirare la nostra attenzione su caratteri sonori che la visione simultanea delle cause ci nasconde, perché quest'ultima rinforza la percezione di certi elementi del suono e ne occulta altri. L'acusmatico permette davvero di rivelare il suono in tutte le sue dimensioni. [...] staccarsi dalle sue cause o dagli effetti, a beneficio di una considerazione cosciente delle tessiture, delle masse e delle velocità sonore. (cap. 3 - ''I tre ascolti'', p. 44)
 
*È celebre l'aforisma di [[Robert Bresson|Bresson]] secondo cui il [[cinema sonoro]] ha introdotto il [[silenzio]], e questa formula chiarisce un giusto paradosso: è stato necessario che vi fossero dei rumori e delle voci perché le loro sospensioni e interruzioni scavassero quella cosa che si chiama silenzio, mentre nel cinema muto tutto suggeriva, ''al contrario'', il suono. (cap. 3 - ''Linee e punti'', p. 71)
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