Differenze tra le versioni di "Roberto Beccantini"

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*Per dirvi chi era: prendeva la palla come se fosse un confetto e, con un colpo di acceleratore, la trasformava in una pallottola. Come [[Pablo Picasso|Picasso]] ha cambiato la [[pittura]], così [[Johan Cruijff]] ha cambiato il [[Calcio (sport)|calcio]]. Lo sradicò dall'ovvio, lo portò nell'insolito.
*Il calcio prima di lui non era necessariamente brutto o mediocre. Era, semplicemente, diverso. C'era il [[Real Madrid Club de Fútbol|Real]] di [[Alfredo Di Stéfano]], lo squadrone delle cinque [[UEFA Champions League|Coppe dei Campioni]]; c'era il [[Sport Lisboa e Benfica|Benfica]] di [[Eusébio]], c'erano [[Associazione Calcio Milan|Milan]] e [[Football Club Internazionale Milano|Inter]], e proprio il Milan di [[Gianni Rivera]], nella finale del 1969, gliene rifilò quattro. C'erano gli eccessi piccanti di [[George Best]], il quinto [[The Beatles|Beatle]], e poi, d'improvviso, saltò fuori lui, «il profeta del gol», secondo la definizione di [[Sandro Ciotti]]. Portava il quattordici, [[Dribbling|dribblava]] verticale, in agilità, tirava di destro e di sinistro, s'imboscava e s'impennava. Dava ordini, metteva ordine. Stava nascendo, attorno al suo genio paradossalmente elettrico, il [[calcio totale]]. Quel calcio che, all'alba dei Settanta, avrebbe spaccato le convinzioni e demolito le convenzioni. Tutti per uno e uno per tutti.
*«Falso nueve» di posizione, Cruyff [[Gol|segnava]], faceva segnare e sognare, soprattutto. Se [[Pelé]] e [[Diego Armando Maradona|Diego Maradona]] hanno aggiornato la storia del calcio, e Di StefanoStéfano l'ha cambiata sul piano individuale, moltiplicandosi, Johan l'ha sabotata a livello filosofico. Gioco corto, dal quale [[Josep Guardiola|Pep Guardiola]], allievo devoto, avrebbe ricavato il [[Tiki-taka|tiki taka]] dell'ultima svolta; zona, pressing, libero attacco in libera squadra. Essendo stato tutto, tutto pretendeva.
 
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